Copertina di Sigur Rós ( )
TheBlackAngelsDeath

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa, post-rock, ascoltatori sensibili alle atmosfere emotive e ai viaggi sonori profondi.
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LA RECENSIONE

Quando ascoltai la canzone numero 8 del disco per la prima volta, sul mio Bari-Roma delle 8.14 all'altezza del Casertano, dissi al fedel Federico che se in quel momento mi fossi trovato sull'orlo di una scogliera mi ci sarei lanciato correndo e gridando a squarciagola. In quel vuoto di cui avevo bisogno, tra due parentesi ancorate alla mia vita. Poi pensai di inviare qui questa recensione.

Mentre seguivo quei paurosi vuoti d'aria con i miei sensi ed i miei sogni, e le foglie verdi che fuggivano via umide sul mio finestrino, parlai con gli occhi ad un coniglietto con la zampa intrappolata, feci un salto sulle scale di un paradiso scandito da gocce dorate e planai sull'inferno accarezzando il fuoco con le mie mani.
Tremai per una notte in un bosco assorbito dalla notte. Il freddo ed il caldo. Il giorno e la notte. La vita e la morte. In un salto abissale fra due parentesi.

Questi sono i Sigur Ros. Il vuoto di un attimo immenso, giusto il tempo di toccare la brezza lucente della vita. Sono arrivato a Termini, dove il mio segreto sarà costudito fra i passi veloci della folla di mezzogiorno.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta un'esperienza personale intensa e viscerale legata all'ascolto di Sigur Rós ( ), evocando sensazioni di vuoto e profondità emotiva. L'album viene descritto come un viaggio che alterna contrasti di vita e morte, calore e freddo, luce e oscurità, toccando corde intime e universali. Il testo esprime una profonda connessione emotiva con la musica, capace di coinvolgere i sensi e lo spirito.

Tracce testi

01   [Vaka] (06:38)

you sigh low tonight
you're so alone
you're so
you sigh alot and fight
you're so lost
you're so
you fight so low
you're so alone
you sigh low
your sighs are low
you're so

02   [Fyrsta] (07:33)

03   [Samskeyti] (06:33)

04   [Njósnavélin] (07:32)

05   [Álafoss] (09:57)

06   [E-Bow] (08:48)

07   [Dauðalagið] (12:59)

08   [Popplagið] (11:45)

Sigur Rós

Sigur Rós sono una band post-rock islandese, nata a Reykjavík nel 1994. Celebri per l’atmosfera glaciale, l’uso di lingue inventate e sonorità eteree, hanno avuto impatto internazionale grazie a dischi come 'Ágætis byrjun' e '( )'.
45 Recensioni

Altre recensioni

Di  microman

 E le parole non contano, cosa le canzoni dicono lo crea la vostra testa.

 Gli accordi sarebbero anche uplifing, che tirano su, ma le distorsioni in sottofondo, seppure delicate danno un senso di angoscia.


Di  Moridin

 La musica dei Sigur Ros riflette la solitudine dei ghiacci perenni d'Islanda e la malinconia della notte senza fine.

 Lo ascolti e ti piace anche se non riesci a capirne il motivo, ti seduce e ti cattura prima che tu riesca ad accorgertene.


Di  fede

 "( ) è in assoluto l'album più commuovente, emotivo, ricco di pathos, di lacrime, profondo, oscuro e lucente che conosco."

 "Più che un disco un’esperienza di vita, un portale verso luoghi interiori mai esplorati."


Di  Listening Room

 La voce diventa puramente uno strumento musicale, capace di suscitare emozioni che a parole non possono essere espresse.

 Questo disco rappresenta il trionfo dell’insensatezza, l’accettazione serena di qualcosa a cui non si può e non si vuole sfuggire.


Di  Elizium

 Paesaggi sconfinati, profondità sonore di penetrante intensità emotiva, dove il viaggio fra la terra e il cielo, fra le tenebre e il sogno, fra la vita e la morte, ti porta alla scoperta di un mondo immaginario, incredibilmente reale e perfetto.

 Una dimensione sonora e spirituale che riconosci come estremamente vicina, le vibrazioni che hai sempre ascoltato, ma finora solo dentro di te.