Copertina di Sinéad O'Connor Universal Mother
Luigi_96

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Per appassionati di musica alternativa, fan di sinéad o'connor, ascoltatori interessati a testi impegnati e musica emotiva
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LA RECENSIONE

Fece un grande scalpore quando strappò in diretta TV una foto del papa, tanto che le gridarono contro durante il concerto per i trent'anni di carriera di Bob Dylan, senza lasciarla cantare.

Era questa la Sinéad che si presentava al pubblico, criticatissima e molto arrabbiata con il mondo, quando nel 1994, usci "Universal Mother". Questo disco si discostava dagli altri, mostrava un evoluzione interiore della cantante, le sue posizioni su vari argomenti e alcuni momenti della sua vita. "Fire On Babylon" venne scelto come primo singolo, ed è tutt'ora un esempio della capacità vocale e dell'infanzia travagliata della O'Connor. La scelta di questa canzone non molto ordinaria e dai temi poco simpatici, contribuirono allo scarso successo dell'album. "Jhon I Love You" e "My Darling Child" sono canzoni abbastanza ordinarie, dolci, e ben studiate, mentre "Am I Human" è una traccia brevissima, cantata da un bambino, e rimane una scelta, a mio avviso, assolutamente discutibile.

L'album riacquista vigore con una canzone particolare, "Red Football", dalle tematiche anti-abortiste dove troviamo una certa aggressività nel finale. L'album procede regolare e non molto movimentato per quel che riguarda le tracce dalla sette alla nove, con "All Apologize", "A Perfect Indian" e "Scorn Not His Semplicity" in cui ci viene ribadita la bravura dell'artista, ma non colpiscono molto. "All The Babies" rialza ancora una volta il livello del disco, con una canzone che vale la pena di essere ascoltata per il suo fondamento teologico. Si ritorna a ritmi cauti e sereni con "In This Heart" e "Tiny Grief Song" mentre "Famine" ci propone un esperimento rap per denunciare l'inquinamento della cultura irlandese da parte degli inglesi. "Thank You For Hearing Me" è l'unico brano di rilievo che non sia una critica e che anche con toni dolci non sia scontato.

In conclusione un album un tantino bipolare, che segna l'inizio della discesa dell'artista, l'incrinarsi di una promettente carriera che si è recentemente riscattata con un album carino che però non aggiunge nulla di nuovo. In sostanza un buon album, penalizzato dalle sue accuse alla chiesa che ad anni di distanza, si sono rivelate tutt'altro che castelli in aria. 

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Riassunto del Bot

Universal Mother, uscito nel 1994, rappresenta un momento di evoluzione interiore per Sinéad O'Connor con brani intensi e tematiche forti. L'album è stato penalizzato dalle sue scelte musicali e dai testi controversi, ma conferma la bravura vocale e la capacità espressiva dell'artista. Un disco non sempre coerente, a volte bipolare, che ha segnato una fase delicata della carriera di O'Connor.

Tracce video

01   Fire on Babylon (05:49)

02   John, I Love You (05:40)

03   My Darling Child (03:00)

04   Am I a Human? (00:23)

05   Red Football (02:48)

06   All Apologies (02:36)

07   A Perfect Indian (04:22)

08   Scorn Not His Simplicity (04:26)

09   All Babies (04:29)

10   In This Heart (03:11)

11   Tiny Grief Song (01:56)

12   'Famine' (04:56)

13   Thank You for Hearing Me (06:20)

Sinéad O'Connor

Cantautrice irlandese nata a Dublino, nota per una voce estremamente espressiva e per una carriera segnata da scelte artistiche anticommerciali e cambi stilistici. Raggiunge fama mondiale con la sua interpretazione di "Nothing Compares 2 U" (brano scritto da Prince).
21 Recensioni

Altre recensioni

Di  flood

 Fire On Babylon: un battito oscuro, magmatico, una base molto elaborata su cui la O'Connor, con una voce intrisa di rabbia, si confida sui maltrattamenti subiti durante l'infanzia.

 Universal Mother è probabilmente il suo album più maturo e profondo, sia a livello di testi che di capacità espressiva, non è certo il più immediato ma quello ingiustamente dimenticato.


Di  Luigi_96

 "'Harbour' tocca il più alto livello di qualità musicale con una spiccata abilità di songwriting."

 "La seconda parte dell'album risolleva egregiamente le sorti di un concept album più coeso di quanto sembri."