Ce n'erano già cinque di recensioni per questo disco di merda, ma a me piace il cazzeggio e l'occupare spazi a vuoto così ho buttato giù due righe per dire anch'io cosa penso di Iowa, essendo una dei pochi (spero) sfigati ad averlo ascoltato tutto. Sfogliandone le pagine sgamo subito che il booklet è quanto di più cafone io ricordi dai tempi di Antichrist Superstar del reverendo Manson: carta patinata con sopra i testi, poi calcoli matematici, aritmetici e (potevano mancare?) espliciti riferimenti a Peppe Satana detto O'Animalo presentato sotto forma "de pecora" (appunto) in una copertina stronzetta e per di più argentata in stile special-card di Alex Del Piero by Figurine Panini. Tuttavia si sa, la componente cartacea alla fine conta relativamente (se la musica è buona, è buona anche trasferita su una C90 di mio nonno!) e dunque, armata dei migliori propositi metto su il cd ma (sorpresa!) mi rendo conto che il suono di Iowa è sciatto e stupido tanto quanto il booklet...
Sponsorizzati alla grande dal carrozzone dell'Ozzfest (ma pare che neanche la dimensione "on stage" li salvi!) gli Slipknot sfornano in Iowa 30 minuti stiracchiati (escludendo la menata para-darkeggiante e tronfia della titletrack: un quarto d’ora semplicemente inutile!) di nu-metal fast & furious con rare aperture concesse alle "melodie" bastarde e accattivanti che ne hanno caratterizzato il fortunato esordio. C'è da dire che #8 aka Corey Taylor ce la mette tutta: urla, sbava, mugola e si sfascia il cavo faringeo prima di accasciarsi a terra privo di sensi. Ma il resto della banda di pagliacci non lo segue con lo stesso impegno stacanovista. Le percussioni violente, i riff tesi e quella vaga seppure apprezzabile "lungimiranza" stilistica emersa nel primo album (la bordata di drum'n'bass camuffato-si-ma-moolto-bene in "Eyeless") si sono persi qui in una fanfara di suoni/rumori posticci e scontati.
I percussionisti si sono nascosti dietro al DJ che s'è nascosto dietro i chitarristi (si, vabbè! CHITARRISTI...?!) a loro volta nascosti dietro al bassistachenoncè. E così il satanismo da supermarket di "The Heretic Anthem", l'irruenza becera di "People=Shit" (perla di saggezza retroattiva) la sporca urgenza di episodi come "Disasterpiece", "New Abortion" e "Skin Ticket" (come le pippette di un dodicenne brufoloso in preda a disfunzioni ormonali la domenica mattina). Si salvano un poco "Left Behind", "Everything Ends" e "My Plague" per il coraggio con cui gli Slipknot rileggono se stessi (kitsch spalmato su kitsch allora!?) e cantano i tempi che furono.
Va sottolineato che i nostri, in braccio a papà Ross Robinson hanno cooperato alla produzione dell'album e che è stato ufficialmente assunto un visagista (Freddy Krueger, smentite dunque le voci di corridoio su Slot dei Goonies!) per la cura del look: tute nuove e maschere ritoccate (e adesso si che sono fighe!). Wow... che disastro di merda! Tutto molto cool, molto calcolato. Rimpiango gli shorts con polpaccetti in vista di Tom Araya e le magliette lerce di Phil Anselmo! In definitiva Iowa è buono solo per la colonna sonora di un ipotetico filmetto horrorpornozozzosplatter con Del Piero protagonista!
p.s: non avevo veramente un cazzo da fare oggi pomeriggio.
I nostri profeti mascherati sono tornati con quella carica di cattiveria-violenza e odio che li ha sempre contraddistinti.
Un continuo 'vaffanculo' al mondo! YOHOAAAA!!!
Prendete i Backstreet boys, fate imbracciare loro delle chitarre e mettete loro delle maschere e otterrete lo stesso risultato.
Il rock è morto e sepolto da un bel pezzo e dischi così non fanno altro che darcene la conferma.
GENTE=MERDA, un modo assolutamente INDIRETTO per esprimere un piccolo, piccolissimo disagio nei confronti della società.
E' dopo questo urlo che due ante del mio letto si sono tragicamente spezzate, mentre io le percuotevo a suon di salti.
People=Shit...forse la canzone più distruttiva dell'album.
Un pugno diretto alla pancia di chi crede che il metal sia soltanto una sorta di satanismo.
Tutte le canzoni (e dico tutte...) sono caratterizzate da riff pesantissimi e martellanti.
Le canzoni sono sì pesanti, ma ripetitive fino alla nausea.