Copertina di Soft Cell This Last Night In Sodom
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Per appassionati di new wave, fan di synth-pop e musica dark, cultori della musica anni '80 e ascoltatori di album maturi e riflessivi.
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LA RECENSIONE

Per me è un fatto inusuale parlare di Marc Almond e dei Soft Cell.

Non ho mai prestato attenzioni né sprecato lodi verso la proposta proposta del "dandy" più noto e tormentato della new wave.

Non ho nemmeno ascoltato con attenzione la discografia dell'enigmatico singer e del gruppo da lui presieduto.

Conosco il primo album dei Soft Cell, certo, ma poco altro.

Fortuna ha voluto che, spulciando tra vecchi vinili, ho scovato una copia di questo "This Last Night In Sodom" album che, fin dalla copertina, mi ha incuriosito in senso positivo.

Cosa aspettarmi, allora, dagli autori di "Tainted Love" nella fase più matura di quella che fu la loro carriera? E' bastato mettere il vinile sul piatto, ascoltarlo senza pretese e senza facili entusiasmi per capirlo.

Sono lontani i ritmi "easy" di inizio carriera e le maliziose quanto orecchiabili litanie. Non ci troviamo di fronte ai Throbbing Gristle o a qualche altra diabolica formazione, certo, però è notevole il cambiamento operato da Almond (autore principale dell'opera). Permangono gli elementi "ambigui" e femminei di sempre ma, nella sua integrità, il disco propone quadri di desolazione morbosamente costruiti. Ritmi synth-pop, come prevedibile, accompagnati da testi decisamente negativi e dall'inserimento di voci, rumori e sibilii ben poco armonici.

Qui c'è spazio per la sensualità, per la ricerca (disperata!) del "bello" e per le suggestioni notturne. Non è possibile però trascurare il lato più inquieto e tormentato che il nostro ha voluto affibiare all'ultimo album dell'entità Soft Cell.

Roxy Music e New Order si incontrano in un sound ballabile e semi-industriale. Ma in questo caso, aspetto fondamentale, troverete anche una pesante percentuale di ansia, di perplessità e di smarrimento di fronte a un mondo che non presenta quasi più nulla di avvincente. Tutto cominciava in quel periodo e tutto è ancora lontano dall'esaurirsi!

Il coito ridotto a surrogato dell'esistenza e della comunicazione quotidiana. La cosiddetta perversione concepita come unica via d'uscita da una sistema opprimente, alienante e arido. C'è anche spazio per una riflessione sull'omicidio (ovviamente non in tono apologetico).

Si respira un'aria malsana e non è difficile immaginare "This Last Night In Sodom" come album della maturità e del disincanto.

Ho particolarmente apprezzato brani come "Mr. Self Destruct", "The Best Way To Kill" e "Surrender To A Stranger".

Ma il disco si fa amare per la sua originalità e per la sua drammatica franchezza.

Insomma: FORSE inizierò ad apprezzarli dall'ultimo loro parto!

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il controverso e maturo album 'This Last Night In Sodom' di Soft Cell, evidenziando un netto cambio di stile. Il disco si caratterizza per ritmi synth-pop arricchiti da atmosfere oscure e testi carichi di ansia e disincanto. L'autore mostra sorpresa e apprezzamento per l'originalità e la profondità emotiva dell'opera, riconoscendone il valore nella discografia della band.

Tracce testi video

01   Mr. Self Destruct (03:13)

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02   Slave to This (05:05)

03   Little Rough Rhinestone (04:32)

04   Meet Murder My Angel (04:38)

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05   The Best Way to Kill (04:44)

06   L'esqualita (07:09)

07   Down in the Subway (02:51)

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08   Surrender to a Stranger (03:37)

10   Where Was Your Heart (When You Needed It Most) (05:09)

Soft Cell

Soft Cell è un duo synth-pop inglese formato a Leeds da Marc Almond (voce) e Dave Ball (synth). Ha segnato i primi anni ’80 con l’estetica notturna dei club e una scrittura lirica teatrale, portando al successo internazionale la loro versione di Tainted Love e una serie di singoli iconici.
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