Sicuramente devo essermi perso qualcosa per strada, ma un disco così non l'ascoltavo da tempo. Si può nel 2007 suonare come una band di fine '60 e mantenere comunque un piglio contemporaneo? A giudicare da ciò che sta passando in questo momento per le mie sinapsi si può, eccome!
L'anima nera che danza in questo disco ha un suono che è figlio di tutti i suoni del rock "altro" di questi anni, miscelati in egual misura, tutti insieme contemporaneamente, che colano come magma per forgiare un monolite pronto per essere adorato. Analizziamo il suono: placido, scuro, psichedelico, lisergico, west coast, pop à la Beach Boys, progressivo, space-rock, post-rock; in una parola: elegante. E un po' come quando due persone guardano le nuvole, che per ogni sbuffo di vento ognuno ci vede cose diverse, ma si resta d'accordo che siano belle nuvole. Ogni brano è inteso come una piccola esperienza compiuta: tutti di lunga durata (niente sotto i 4 minuti), hanno il tempo di crescere ed avviluppare l'ascoltatore in un fumo oppiaceo nel quale quando meno te l'aspetti, ma con una naturalezza sinonimo di talento, parte un pezzo orchestrale o c'è un guizzo che gli permette di rifuggire dall'etichetta di genere che eri pronto ad appiccicargli.
Difficile resistere al track by track (anche perché i brani sono 8), ma non posso non citare i "Beach Boys psichedelici e post-rock con orchestra" dell'apripista "Disaster". Un biglietto da visita che mette in chiaro fin da subito il piglio che prenderà il disco di lì a poco, con perle del calibro di "Devastation" o "Because Tonight" . Indubbiamente la palma per il brano migliore va alla ballata lisergica "And You Lied To Me", che non oso immaginare cosa sarebbe stata se cantata dal singer degli Interpol. Onestà intellettuale mi impone di dire che non è tutto oro colato: il peccato veniale è "On Bedford And Grand", decisamente prolissa e priva di spunti, mentre "For Agent 13" ha una musica stupenda, sporcata da liriche che non si impastano troppo bene (anche se c'è un'apertura verso metà brano che è stupenda, pare di sentire i migliori momenti dei Sigur Ros di Agaetis Byrjun). Altra annotazione va fatta al modo di costruire il testo dei brani: spesso viene espresso un concetto in apertura e poi reiterato per tutto il resto del brano a fare un po' di tappezzeria sul tappeto sonoro, ma ritengo che in questo disco le parole siano molto meno importanti della musica, che è dannatamente bella.
Se ve lo state chiedendo, sì, avete ragione, la band è di Montreal, fa capo alla coppia (d'arte e di vita) Jace Lasek e Olga Goreas, e sul disco sono presenti i "soliti" ospiti dalle varie band quali Stars, Godspeed You! Black Emperor e The Dears.