Copertina di The Damned The Black Album
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Per appassionati di punk, new wave, post-punk e dark gothic, oltre a chi segue la musica alternativa anni '80
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LA RECENSIONE

1980, la prima ondata punk UK è già bella che sepolta.
Il fenomeno che ha trasformato la musica mondiale abdica irrimediabilmente e senza troppi rimorsi alle nuove sonorità.
Si insinuano le derive dark/gothic in un alternarsi di nuove formazioni e band post/punk in sdoganati e ruffiani passaggi televisivi a Top Of The Pop e memorabili sessioni a casa del compianto John Peel.
La new wave è pronta.

Dopo un album folle e frammentato, ma allo stesso tempo irripetibile come Machine Gun Etiquette, in meno di quattro anni i Damned passano fisicamente dal centro del tornado ad essere travolti dallo stesso.
Sono tecnicamente finiti, hanno debiti e poche speranze di ripetersi.
Lontani dallo stereotipo nichilista, difficilmente politicizzati, clown di indole e allo stesso tempo tombali, raccolgono le ultime forze e risorse (e soprattutto un nuovo bassista) e caricano il tutto dentro la scassatissima Vauxhall Cavalier della band, direzione Galles.
I Rockfield studios saranno la loro rinascita.

Vanian, Sensible, Scabies & Gray danno il via alla vera seconda incarnazione della band, attraverso un album eclettico e dal suono inconfondibile.
Il risultato rimarrà fuori da qualsiasi etichetta, agglomerato coraggioso di visioni cinematrogafiche notturne, riflessioni di insofferenza giovanilistica e sberleffi a quattro facciate.
Sberleffo finale è propio la scelta di confezionare un doppio album con in terza facciata una traccia ibrida tra il dark, il prog psychedelico e il punk da oltre 17 minuti: Curtain Call, un pezzo in grado di tirare giù il sipario su tutto quanto prodotto precedentemente.
Non male per un gruppo che solo quattro anni prima apriva pezzi con il ben più prosaico....1...2...3...4! (leggeteli in inglese please)

Trovato per strada Hans Zimmer (il futuro Oscar® che sovra-produrrà un pezzo come History of The world Pt.1) in produzione il suono risulta maturo e consolidato sulle colonne portanti del sempre più crooner Dave Vanian, le funanboliche incursioni alla chitarra di Captain Sensible, la follia incendiaria di Rat Scabies e il metronomo salvifico di Paul Gray.

Dalla tomba del punk (in copertina) alla resurrezione.

Consigliato per chi:

  • Il punk sono solo 3 accordi!
  • Peter Murphy è il mio gothic hero!
  • Captain Sensible è quello che ha fatto un pezzo col Piotta!
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Riassunto del Bot

The Black Album dei The Damned rappresenta la rinascita della band nel 1980, segnando il passaggio dal punk puro a sonorità dark, new wave e post-punk. Nonostante difficoltà e debiti, la band si reinventò una seconda volta con un album eclettico e coraggioso, capace di fondere vari generi in un doppio LP memorabile. In particolare, la lunga traccia 'Curtain Call' suggella un'epoca e un cambiamento profondo nel sound e nell'attitudine del gruppo.

Tracce video

01   Wait for the Blackout (03:56)

02   Lively Arts (03:00)

03   Silly Kids Games (02:35)

04   Drinking About My Baby (03:03)

05   Twisted Nerve (04:39)

06   Hit or Miss (02:37)

07   Dr. Jekyll & Mr. Hyde (04:35)

08   Sick of This and That (01:49)

09   History of the World, Part 1 (03:46)

10   13th Floor Vendetta (05:05)

11   Therapy (06:12)

The Damned

The Damned sono una band inglese formata a Londra nel 1976. Hanno pubblicato il primo singolo punk del Regno Unito (New Rose) e il primo album punk britannico (Damned Damned Damned), evolvendo poi verso sonorità goth, post‑punk e new wave. Tra i membri storici: Dave Vanian, Captain Sensible, Rat Scabies e Brian James. Sono tuttora attivi.
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