Copertina di The Doors Strange Days
paolofreddie

• Voto:

Per appassionati di rock psichedelico, fan dei doors, amanti della musica anni '60 e della poesia musicale
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LA RECENSIONE

Sulla scia del successo ottenuto con il magnifico album di esordio, i Doors ritornano in studio al fine di registrare nuove canzoni e dar vita a nuova musica. La band aveva acquistato una certa fama nel panorama musicale del rock psichedelico, la gente acclamava i Doors e addirittura hanno fatto da gruppo spalla agli Who. Il movimento hippie è in pieno sviluppo, Jim Morrison, leader della band è un consumatore di LSD e questo lo porta molte volte a stare male sul palco. Il successo acquisito con "The Doors" (1967) piace a Jim, il quale apprezza di essere al centro dell'attenzione, si nutre dell'acclamazione dei fans e gli altri membri della band non soffrono dell'egocentricità del leader e la forte acclamazione dei fans nei suoi confronti.

Il secondo album dei Doors, "Strange Days", pubblicato alla fine del 1967, si mostra differente rispetto al predecessore. L'atmosfera è più struggente, c'è malinconia e si sente, nella voce di Jim e nel suonare degli strumenti dei musicisti. La chitarra con slide di Robby Krieger dà alla musica un effetto magico, crea un alone di mistero, aiutato dalle tastiere psichedeliche di Ray Manzarek. John Densmore rappresenta alla perfezione il batterista ideale, la sua ritmica è fondamentale. Non essendoci il bassista, Ray Manzarek suona un Rhodes Piano Bass, con la mano sinistra, in contemporanea al suonare delle tastiere. Inoltre la tecnica di John Densmore alla batteria è tale che il suono risulti più compatto. Le tastiere allietano l'ascoltatore in pezzi come la title-track, "Strange Days", e "Unhappy girl". La chitarra prevale in "Love me two times" e "People are strange", due brani molto famosi nel repertorio dei Doors.

Particolarmente significativi sono i testi delle canzoni, scritti da Jim, a volte possono sembrare banali ma non lo sono affatto. Jim è un poeta del rock, maledetto, un autore solitario che legge libri di Blake e scrive poesie su poesie, canzoni su canzoni. Nell'album è presente una canzone che risale al 1965, "Moonlight drive", un brano che era stato in precedenza scartato dalla lista per le canzoni da inserire in "The Doors" (1967), ma ripescato: "Moonlight drive" è il primo pezzo che giunge alle orecchie di Ray Manzarek e che fa nascere in lui e in Jim l'idea di formare una band. Notevole, struggente e piena di significato è la meravigliosa serrafila, "When the music's over", dichiarazione d'amore da parte di Jim verso la musica (la musica è l'unica tua amica fino alla fine).

Un album molto originale, inferiore sicuramente a The Doors, ma pieno di sentimento e di senso di estraniamento dalla realtà.

Il 9 ci sta tutto.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora il secondo album dei Doors, Strange Days, evidenziandone l'atmosfera malinconica e le sonorità psichedeliche. Jim Morrison emerge come poeta del rock, mentre gli strumentisti contribuiscono a creare un sound originale e coinvolgente. Nonostante sia considerato inferiore al debutto, l'album resta un lavoro intenso e significativo del gruppo.

Tracce testi video

01   Strange Days (03:09)

02   You're Lost Little Girl (03:04)

03   Love Me Two Times (03:17)

07   People Are Strange (02:12)

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08   My Eyes Have Seen You (02:29)

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09   I Can't See Your Face in My Mind (03:26)

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10   When the Music's Over (10:56)

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The Doors

I Doors sono uno dei gruppi culto della musica rock: tra sensualità oscura, psichedelia e blues, hanno lasciato un segno indelebile dagli anni Sessanta a oggi. Guidati dal carisma iconico di Jim Morrison, sono noti per il loro sound unico e per l’influenza che vanno da club fumosi a platee sconfinate.
64 Recensioni

Altre recensioni

Di  Grasshopper

 "Strange Days riesce a non far rimpiangere troppo il predecessore."

 "Alla disperazione assoluta e senza fiato di 'The End' è subentrata una dura e concreta rabbia."


Di  expresuntuoso

 "Strange days... have found us..." Inizio di un viaggio che non permette ritorni.

 "Questa era 'People Are Strange'... voglio urlare!"


Di  joe strummer

 Il sole si è spento.

 Cancel my subscription to the resurrection: Morrison ci porta ad esplorare i meandri del subconscio.


Di  nikko89

 È un disco senza uscita come un labirinto di solitudine, che affronta l'alienazione senza retorica e senza ricami patetici.

 Jim scruta nell'abisso, così come lascia che l'abisso scruti in lui, e tutto questo fino alla fine.


Di  Alevox

 Jim Morrison non è più un cantante: è un angelo dell'apocalisse.

 'When the Music's Over' lascia spazio a una pura e solitaria recitazione teatrale.