Copertina di The Doors Strange Days
joe strummer

• Voto:

Per appassionati di rock psichedelico, fan dei doors, amanti della musica anni '60, ascoltatori di musica d'atmosfera e testi profondi
 Dividi con...

LA RECENSIONE

 

Dopo l’esordio folgorante per i Doors era difficile migliorarsi; in un certo senso ci riescono con “Strange Days”. Di sicuro mancano i brani leggendari del primo disco, ma la qualità e compattezza di queste nuove dieci canzoni è incredibilmente elevata.

L’atmosfera si fa nel complesso più sulfurea, la chitarra elettrica lascia più spazio alle note grevi del piano e Morrison dà libero sfogo alla sua forza immaginifica e dipinge lande desolate con il suo canto indolente.

Si inizia con “Strange Days”; il piano è protagonista assoluto nel creare l’ipnosi; le parole si inseriscono alla perfezione nel tessuto musicale dando vita a qualcosa di subliminale; una sorta di marea che invade la mente. Il brano sfocia poi nel classico rock in stile Doors. Fin da qui è evidente il cambio di rotta; sebbene il primo disco non mancasse di momenti oscuri, è chiaro che adesso l’oscurità domina su tutto. Il sole si è spento.

“You’re Lost Little Girl” è un altro momento di magia oscura; il fraseggio esotico di chitarra ricama dolcemente sul canto maledettamente vellutato di Morrison. La ballata è splendida, un crescendo doloroso e fugace; una sorta di affresco sull’instabilità dell’amore.

Con “Love Me Two Times” si riprende appena il rock dell’esordio; il riff epidermico di chitarra incontra una melodia indimenticabile che viaggia su binari ben scanditi, mai perigliosi come in passato; più carismatica che veemente.

Troviamo poi una sorta di intermezzo; dopo la danza psichica di “Unhappy Girl” c’è il vociare folle di “Horse Latitudes”, l’affollarsi di pensieri sconnessi è al suo massimo splendore. Entrambi i brani non suonano nello stile del gruppo, che si dimostra ben disposto ad evolvere il proprio suono.

Ma allo stesso tempo sa mantenere tutte le sue prerogative; segue infatti “Moonlight Drive”, la prima lirica scritta da Jim Morrison, profonda sonata al pianoforte, teatrino di umori scostanti e, banalmente, stupenda ballata malinconica. La voce è alle sue massime potenzialità, capace di attirare l’attenzione di tutto l’ascolto su di sè, in modo che gli altri strumenti possano volteggiargli intorno come desiderano.

Dopo questo delizioso calo di tensione, torniamo pesantemente al tema centrale; “People Are Strange”; la solitudine, nelle note di chitarra, nel canto, nelle parole, mai così lucide nel trasporre la vita in musica. “Faces look ugly when you’re alone”. La solitudine trasuda dalla musica, il cielo si fa grigio sopra noi, la mente è intrappolata da questa poesia. Vera e propria arte.

“My Eyes Have Seen You” e “I Can’t See Your Face” sono altre meditazioni moribonde, tanto belle quanto difficili da spiegare.

“When The Music’s Over” è il violento, nero finale. Se “The End” era l’ode alla morte, questa è una sorta di rinuncia alla vita, una rabbioso grido di libertà until the end.

“Cancel my subscription to the resurrection” è la frase emblema, Morrison ci porta ad esplorare i meandri del subconscio, ci trasporta lungo le impervie sponde dello Stige; questa è tutto tranne che una canzone, è qualcosa di più, è un linguaggio universale che va a riprendere i temi fondamentali dell’uomo. Amore e Morte si mescolano dando vita ad un baccanale troppo affascinante per essere evitato. L’invito è aperto a tutti; questa è la Fine, la tua unica amica…

Io vi consiglio di non rifiutare.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Strange Days dei Doors rappresenta un raffinato passo avanti rispetto al primo album. L'atmosfera più oscura, il ruolo centrale del piano e la voce di Morrison creano un'opera intensa e carismatica. Ogni traccia esplora tematiche complesse come la solitudine e la morte, offrendo un viaggio ipnotico e suggestivo. Anche i momenti più sperimentali mantengono la coesione del disco, che si conclude con un finale potente e memorabile.

Tracce testi video

01   Strange Days (03:09)

02   You're Lost Little Girl (03:04)

03   Love Me Two Times (03:17)

07   People Are Strange (02:12)

Leggi il testo

08   My Eyes Have Seen You (02:29)

Leggi il testo

09   I Can't See Your Face in My Mind (03:26)

Leggi il testo

10   When the Music's Over (10:56)

Leggi il testo

The Doors

I Doors sono uno dei gruppi culto della musica rock: tra sensualità oscura, psichedelia e blues, hanno lasciato un segno indelebile dagli anni Sessanta a oggi. Guidati dal carisma iconico di Jim Morrison, sono noti per il loro sound unico e per l’influenza che vanno da club fumosi a platee sconfinate.
64 Recensioni

Altre recensioni

Di  Grasshopper

 "Strange Days riesce a non far rimpiangere troppo il predecessore."

 "Alla disperazione assoluta e senza fiato di 'The End' è subentrata una dura e concreta rabbia."


Di  expresuntuoso

 "Strange days... have found us..." Inizio di un viaggio che non permette ritorni.

 "Questa era 'People Are Strange'... voglio urlare!"


Di  nikko89

 È un disco senza uscita come un labirinto di solitudine, che affronta l'alienazione senza retorica e senza ricami patetici.

 Jim scruta nell'abisso, così come lascia che l'abisso scruti in lui, e tutto questo fino alla fine.


Di  Alevox

 Jim Morrison non è più un cantante: è un angelo dell'apocalisse.

 'When the Music's Over' lascia spazio a una pura e solitaria recitazione teatrale.


Di  paolofreddie

 Jim è un poeta del rock, maledetto, un autore solitario che legge libri di Blake e scrive poesie su poesie, canzoni su canzoni.

 Quando la musica è l'unica tua amica fino alla fine.