Copertina di The Kinks The Village Green Preservation Society
luludia

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Per appassionati di musica anni '60, fan del rock britannico, amanti della psichedelia soft e nostalgici di sonorità vintage
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LA RECENSIONE

E Ray, ovvero il più saggio di tutti, e, chissà, forse persino quello con più talento, disse: “Ma solo io penso che son tutti pazzi?”

Ma cos'era successo ?

Oh niente, solo che il pop inglese si era trasformato in un giardino d'infanzia e in un campionario di bizzarrie ed eccentricità presentato da venditori porta a porta vestiti all'ultima moda.

Alcuni poi, a cominciare da quelli più famosi, avevano dato evidenti segni di squilibrio...

A Syd si eran spenti gli occhi...E John, John l'avevano fermato giusto in tempo prima che diramasse un folle comunicato stampa.

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E Ray?'

Fu un suo sodale a parlare per lui: “Niente può battere l'andare al cinema, un paio di pinte e una cicca. Noi siamo tutti d'accordo sul fatto che il pranzo della domenica sia la più grande realizzazione del paradiso.”

E comunque Ray era fresco reduce da un collasso nervoso.

“Mi svegliai e chiesi: quand'è che partiamo per il Belgio?”

“Va tutto bene Ray, hai solo avuto una crisi, ti rimetterai presto”

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Qualche anno dopo Ray scrisse le canzoni del villaggio verde, una luminosa/polverosa raccolta di figurine incastonate in una rassicurante e provinciale Shangri-La interiore .

Di nuovo il pranzo della domenica, quindi. Ma anche, in ordine sparso: “la marmellata di fragole, i piccoli negozi, le tazze di porcellana, il varietà, la Signora Mopp, la chiesa, il campanile,l'album di foto di famiglia.

Il contrario della psichedelia, verrebbe da dire e, insieme, il non plus ultra della medesima, se è vero, come è vero, che quelle canzoni, in realtà altro non erano che un rifugio in un mondo sospeso e fuori dal tempo...

Sospeso, fuori dal tempo e...e esistente solo nella mente del suo autore.

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Psichedelia, suo malgrado. O forse solo il vecchio rifugio nelle care cose di pessimo gusto. Che quasi quasi vien da chiedersi che ne avrebbe pensato il buon Gozzano.

Gozzano? Si proprio Gozzano...e magari ci mettiamo pure l'organetto di Barberia.

E comunque non la psichedelia dei voli cosmici, ma quella tutta inglese che sa di vecchi solai, marcette e quant'altro. Che questo disco, pardon questo capolavoro, si muove proprio in quella zona li, in quell'aerea li.

Basta fare anche solo un piccolo un/due/tre nel disco per capire che quei suoni un po' buffi devono essere passati attraverso un'astruso marchingegno magari.pure quello trovato in solaio.

Una cosa tipo Victorian music box, intendendo con Victorian music box il corrispettivo (very very english) del nostro organetto.

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Poi ok, va bene...ok ok, altro che organetto!!!

Che Ray Davies, era autore dotato di gusto sopraffino.

Quante canzoni sue vi vengono in mente, o Debasici, così senza starci troppo a pensare, quante?

Quante?

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Se poi volete sapere che diavolo ci ha messo il buon Ray nella Victorian music box, beh, diciamo che l'elenco è lungo e lo trovate in qualsiasi recensione su questo disco. Di mio vi dirò soltanto che ci ha messo tutto quel che serve per scrivere canzoni leggere e malinconiche, scanzonate e depresse.

Ah, lo so che sembra quasi un disco divertente...ma in poche altre opere si sente la depressione come qui...

Che si, Ray, non eran pazzi solo gli altri, anche tu non scherzavi...

D'altronde mi sento un po' pazzo (e pure un po' depresso) anch'io e magari vi sentite così anche voi che state leggendo...

Come? Voi non vi sentite così?

Davvero?

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E comunque su questo disco han detto tutto sia Ray, che Dave...

“Per Ray il progetto era pervaso da un intento terapeutico” Dave Davies

“Mi ritirai nel mio piccolo, semplice mondo di negozietti e film inglesi in bianco e nero; forse era la mia forma di psichedelia” Ray Davies

Più chiaro di così...

Aloha....

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'The Village Green Preservation Society' dei Kinks come un album raffinato e nostalgico che narra la vita provinciale inglese e rifugge dalla psichedelia eccessiva del tempo. Ray Davies, autore e voce del progetto, usa la musica per esprimere un mondo interiore sospeso tra leggerezza e malinconia. Il disco emerge come una raccolta di immagini e suoni che evocano il calore del passato, con un mix di brio e momenti depressivi, offrendo un'esperienza emotiva autentica e terapeutica.

Tracce testi video

01   The Village Green Preservation Society (02:53)

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02   Do You Remember Walter? (02:28)

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04   Last of the Steam-Powered Trains (04:09)

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The Kinks

The Kinks sono un gruppo rock inglese nato a Muswell Hill (Londra) nel 1963, guidato dai fratelli Ray e Dave Davies con Pete Quaife e Mick Avory. Dalla British Invasion ai concept album, hanno lasciato classici come You Really Got Me, Waterloo Sunset e Lola, influenzando generazioni dal garage/hard rock al britpop. Si sono sciolti nel 1996.
15 Recensioni

Altre recensioni

Di  northernsky

 I Kinks non sono solo quelli che hanno inventato uno dei primi riff duri della storia.

 La penna di Ray Davies è dunque spesso graffiante e cinica nel fare divertiti ritratti di gente anacronistica.