Copertina di The Provenance Red Flags
RobyMichieletto

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Per appassionati di musica alternativa, progressive metal, rock indipendente e chi cerca innovazione musicale
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LA RECENSIONE

La mutazione ha costantemente caratterizzato il lavoro musicale di The Provenance e anche in occasione della pubblicazione del loro quarto lavoro esteso (il primo per la Peaceville, dopo che i precedenti avevano visto la luce per la nostrana Scarlet) tale caratteristica viene confermata e ulteriormente sottolineata, non solo nelle intenzioni, ma soprattutto nelle scelte operate dalla formazione svedese. Se in passato potevano ancora essere individuati legami specifici con un genere come il death metal (sebbene intriso di ricostruzioni gotiche e psichedeliche, oltre che con un feeling seventies), adesso la situazione si è fatta meno identificabile. Il che non è fattore inedito per la band, visto che hanno sempre optato per l'intersezione di differenti elementi stilistici, però se in passato gli abbinamenti non erano sorretti da una adeguata abilità creativa, con "Red Flags", The Provenance evidenziano un arricchimento delle proprie capacità di musicisti, magari a discapito di una certa "pesantezza" sonora e in favore di un appeal pop/melodico che taglia per intero il disco e che induce a parlare di forma canzone per la totalità dei brani. Ci si ritrova quindi al cospetto di rock indipendente (o alternativo, come veniva inteso nei primi anni '90), progressive metal, dark ipnotico e pure qualche soluzione al limitare del jazz. Volendo riassumere il tutto facendo riferimento a nomi che potrebbero concorrere a definire meglio il confine entro cui collocare il gruppo, potremmo citare Madder Mortem, Katatonia, The Gathering, Opeth, Anathema e The 3rd And The Mortal. L'impressione, però, è che non sia ancora questa la loro identità pienamente compiuta.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il quarto album dei The Provenance, Red Flags, evidenziando l'evoluzione sonora della band svedese. Il disco mostra una combinazione di rock alternativo, progressive metal e influenze jazz, con un approccio più melodico e meno pesante rispetto al passato. Nonostante la sperimentazione, l'identità del gruppo appare ancora in fase di definizione. La qualità creativa è migliorata, offrendo un ascolto stimolante ma non ancora del tutto compiuto.

Tracce video

01   At the Barricades (04:48)

02   Crash Course (04:09)

03   Thanks to You (04:20)

04   Second and Last but Not Always (04:10)

05   Revelling Masses (04:21)

06   Leave-Takings (05:02)

07   The Cost (04:10)

08   Deadened (06:43)

09   One Warning (04:52)

10   Settle Soon (05:13)

The Provenance

Quintetto svedese citato nelle recensioni come autore di album dalle atmosfere oscure e psichedeliche. Firmati per Scarlet Records nei primi lavori e poi approdati a Peaceville (deal del 2006). Voce principale: Emma Hellström; citati anche Tobias Martinsson e Joel Lindell. Evoluzione stilistica dal death con influenze gotiche verso soluzioni più melodiche e compatte su Red Flags.
02 Recensioni

Altre recensioni

Di  lovelorn

 La loro musica è puro cinismo fatto di colante liquido nero, talmente opaco da non lasciare intravedere la minima speranza e circondarci delle più totale negatività.

 Red Flags richiede molteplici ed accurati ascolti, non può essere di certo liquidato con un approccio minimale.