Copertina di Smashing Pumpkins Zeitgeist
fastfish

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Per appassionati di rock alternativo, fan degli smashing pumpkins, critici musicali e ascoltatori alla ricerca di recensioni dettagliate.
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LA RECENSIONE

Ci si potrebbe soffermare sui candidi costumini indossati dalla band per i concerti, talmente kitsch e fuoriluogo da far sembrare i Kiss dei sobri sir inglesi; potremmo dibattere sulla decisione del signor Corgan di rispolverare la vecchia effige degli Smashing Pumpkins, chiederci il perchè di un così sciatto artwork della copertina o ancora peggio schifarci del fatto che questo album verra pubblicato in 1000 versioni diverse con bonus tracks e sorpresine varie con l'intento, forse, di tirar su più grana possibile. Parliamo d'altro invece... di musica per esempio.

Primo ascolto: balza subito all'orecchio qualcosa di diverso... la voce di Corgan sembra essere cambiata parecchio, rimane il timbro caratteristico ma le graffianti sfuriate vocali del passato hanno lasciato spazio a linee melodiche pulite ed eteree; il risultato è apprezzabile ma alla lunga lascia un alone di "anonimato", Corgan sembra essersi concentrato di più sulla propria voce e forse proprio questo ha fatto si che perdesse in spontaneità.

Quanto detto a riguardo della voce vale anche per l'atmosfera e le composizioni dell'album, sembra tutto perfezionato a dovere senza momenti particolarmente salienti, è tutto un pastone di trucchi rock vecchi quanto mia nonna, chitarroni a tutto volume ("Doomsady Clock", "7 Sahdes Of Black"), ritornelli melodicissimi e assoli a metà tra Jimi Hendrix ("Tarantula") e Queen (vedi uso massiccio di octaver). Ci sono anche evidenti plagi dei vecchi Pumpkins; "Starz" assomiglia un po' troppo a "Bullet With Butterfly Wings", "Come On, Let's Go" sembra la versione addolcita di "Zero", si sentono anche forti echi di Zwan in "Neverlost" e "That's The Way". L'album si conclude con due canzoni pachianissime, "For God And Country" e "Pomp And Circumstance" che pare uscita da un album di Enya. Testi deludenti e banali, zero idee, suono piatto.

Le uniche note positive sono la lunga e marziale "United States" e la batteria di Jimmy Chamberlin che come sempre non delude mai. Certo, rispetto a "The Future Embrace" e "Mary Star Of The Sea" si sono fatti dei passi avanti, se così si può dire... Corgan da l'impressione di aver esaurito le idee e di voler continuare a fare il rocker per chissà quali motivi... più che delusione si prova solo rassegnazione.

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Riassunto del Bot

La recensione di Zeitgeist dei Smashing Pumpkins evidenzia un cambiamento nella voce di Billy Corgan verso tonalità più pulite ma meno spontanee. L'album appare come un assemblaggio di elementi rock già sentiti, con testi banali e suono piatto. Le uniche note positive sono la batteria di Jimmy Chamberlin e qualche brano riuscito. Nel complesso, l'opera dà l'impressione di un gruppo a corto di idee e di una produzione poco ispirata.

Tracce testi

02   7 Shades of Black (03:17)

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03   Bleeding the Orchid (04:03)

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04   That's the Way (My Love Is) (03:48)

09   Death From Above (04:06)

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10   Bring the Light (03:40)

11   (Come On) Let's Go! (03:19)

12   For God and Country (04:24)

13   Pomp and Circumstances (04:20)

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The Smashing Pumpkins

The Smashing Pumpkins sono una band alternative rock di Chicago guidata da Billy Corgan, celebre per l'approccio innovativo negli anni '90 e una discografia tra ballate malinconiche e schitarrate massicce.
50 Recensioni

Altre recensioni

Di  MiciaTigre

 Corgan ormai si crede un messia, in realtà è un artista finito.

 Disco che sembra tutto uguale, e mancano spunti di creatività.


Di  Deviljin

 Questo "Zeitgeist" è quanto di più insulso, monotono e falso ascoltato da anni.

 Se ne fosse salvata una di canzone!!!!!


Di  zaireeka

 Dimenticate che questo disco è una cagata pazzesca... dopo il quarto/quinto ascolto capirete che non è così.

 Il suono di questo album, fatto di chitarre heavy e batterie epilettiche, vi permette raramente di pensare che il mondo sia un posto bellissimo.


Di  billyburke

 "Gli Smashing Pumpkins sono tornati, senza sè e senza ma."

 "'Bleeding the Orchid' è il capolavoro dell'intero album, tutta l'anima dei migliori Smashing Pumpkins."


Di  Torre Ste

 "United States", quasi dieci minuti di delirio sonoro che alzano la qualità di questo ritorno.

 Rumoroso, grezzo, distorto, poco melodico, spigoloso e per nulla consolatorio, diverso dai precedenti album.