Siccome ultimamente su DeBaser linciare Billy Corgan è diventato sport nazionale...
Oggi mi ha lasciato la ragazza, 1 a Billy Corgan...mi sento in dovere di prendere le sue difese con delle note (spero) leggermente più obbiettive e politically correct.
Prima cosa: dimenticate (in buona misura) le tanto amate canzoni folk degli SP. Qui sono quasi assenti tranne rare (a mio avviso gradevolissime) eccezioni.
Seconda cosa: dimenticate che il mondo (in particolare quello "gestito" dagli Stati Uniti) è un posto bellissimo in cui vivere. Il suono di questo album, fatto di chitarre heavy e batterie epilettiche, vi permette raramente di pensarlo ("United States", il pezzo più "estremo" dell'album, addirittura con degli echi dei King Crimson più violenti, vi farà sentire in vacanza in Iraq, nel bel mezzo di un allegro bombardamento).
Terza cosa: dimenticate che questo disco è una cagata pazzesca (come quello di Neck).
Dopo il quarto/quinto ascolto capirete che non è così, e che anche brani come "Doomsday", "Pomp and Circumstances" (tanto MellonColliana ed anche un pò MercuryReviana), "Neverlost", la stessa "Tarantula" possono in fondo essere annoverati fra le cose migliori degli SP. Insomma, un anti-Adore (come lo ha definito qualcuno), oppure un MCATIS ripulito di quasi tutta la malinconia e travestito di carne viva e pulsante di rosso sangue, come indicato dal colore che domina la copertina.
A proposito della cover, la trovo talmente brutta che mi piace veramente tanto.
Ma questi sono problemi miei.
Corgan ormai si crede un messia, in realtà è un artista finito.
Disco che sembra tutto uguale, e mancano spunti di creatività.
Questo "Zeitgeist" è quanto di più insulso, monotono e falso ascoltato da anni.
Se ne fosse salvata una di canzone!!!!!
Corgan sembra essersi concentrato di più sulla propria voce e forse proprio questo ha fatto sì che perdesse in spontaneità.
Più che delusione si prova solo rassegnazione.
"Gli Smashing Pumpkins sono tornati, senza sè e senza ma."
"'Bleeding the Orchid' è il capolavoro dell'intero album, tutta l'anima dei migliori Smashing Pumpkins."
"United States", quasi dieci minuti di delirio sonoro che alzano la qualità di questo ritorno.
Rumoroso, grezzo, distorto, poco melodico, spigoloso e per nulla consolatorio, diverso dai precedenti album.