Che le cose non sono cambiate nella testa di Corgan dai tempi degli orridi zwan appare chiaro dal video "trash" di "Tarantula", il loro look fa vomitare con quegli accapatoi bianchi, corgan ormai si crede un messia, in realtà è un artista finito, questo nuovo è brutto, tamarro, super prodotto con cinquecento chitarroni sovraincisi, una produzione plasticosa da far venire la nausea, con al più una canzone valida, tutto uguale. Brutto a partire dalla copertina.
Corgan, dopo le puttanate degli ultimi anni riesuma il vecchio nome del gruppo per dimostrare di non essere finito è una cosa che fa male, mi duole dirlo anche perchè considero Corgan e Chamberlain come l'asse principale degli Smashing che furono ma questa operazione di recupero fallita già dai presupposti non ha niente a che fare con l'amore per la musica. Probabilmente hanno fatto due conti e hanno visto che conviene investire nelle spese di riesumazione del glorioso nome dato che ci sono frotte di allodole pronte a sostenere l'operazione nostalgia. I pumpkins sono finiti dopo l'uscita del bellissimo "Adore", il resto non è smashing pumpkins, la produzione è assolutamente inappropriata, con questi assoloni hard rock che con gli Smashing Pumpkins han poco a che fare, forse riprovare a produrre con Flood e Alan Moulder avrebbe giovato o forse no pensando al disgustoso "machina".
In conclusione, disco che sembra tutto uguale, e mancano spunti di creatività, alla lunga sti chitarroni senza sosta sulla stessa timbrica e senza nessuna variante geniale stanca, e poi che sono sti coretti da classifica becera starz we are starz we are, ma per piacere!, a livelli di machina, addio Corgan datti al giardinaggio.
Questo "Zeitgeist" è quanto di più insulso, monotono e falso ascoltato da anni.
Se ne fosse salvata una di canzone!!!!!
Corgan sembra essersi concentrato di più sulla propria voce e forse proprio questo ha fatto sì che perdesse in spontaneità.
Più che delusione si prova solo rassegnazione.
Dimenticate che questo disco è una cagata pazzesca... dopo il quarto/quinto ascolto capirete che non è così.
Il suono di questo album, fatto di chitarre heavy e batterie epilettiche, vi permette raramente di pensare che il mondo sia un posto bellissimo.
"Gli Smashing Pumpkins sono tornati, senza sè e senza ma."
"'Bleeding the Orchid' è il capolavoro dell'intero album, tutta l'anima dei migliori Smashing Pumpkins."
"United States", quasi dieci minuti di delirio sonoro che alzano la qualità di questo ritorno.
Rumoroso, grezzo, distorto, poco melodico, spigoloso e per nulla consolatorio, diverso dai precedenti album.