Copertina di The Zombies Odessey And Oracle
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Per appassionati di musica rock anni 60, fan del rock psichedelico, cultori di album poco noti ma di qualità, collezionisti musicali
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LA RECENSIONE

"Ho affrontato a lungo le onde
 ricci canuti, profondi abissi.
 Non incontrai mai certo porto
 perché amai troppo i riflessi
 dell'acqua umida di vento.
 Vago sui legni stando assorto.
 Scorgo un albatro, ne conto cento.
 L'ora più bella é al di là dei nessi
 che stipo sottocoperta. Contento
 mangio alghe di oscure fronde
"

 Prospero: A voi che avete fatto parte della mia magia, a voi spiriti che lavoraste per me, a voi che avete fatto piangere il cielo, a voi che avete respirato al ritmo della libidine, a voi che avete incarnato i canti degli uomini incatenati dai negrieri in un turbine di buon ascolto jazz, andate adesso, porterò la mia arte magica alla fine, solo una cosa per dirvi addio un pò di musica celestiale e dopo di che infrangerò i miei paramenti e li seppellirò nel cuore dell'Ade. E poi ancora affogherò il mio libro magico.

Ariel: Che l'arte e le idee fioriscano con lettere avulse di cellophane e colori.

 "Odessey And Oracle" è l'album più sfortunato e "fantozziano" in assoluto che una casa potesse produrre. Non so se per una strategia di marketing o per un semplice e banale errore questo anatroccolo ossessionato dal denaro e imprigionato nella gabbia della frettolosità non divenne quel cigno che in realtà è con tutti i suoi crismi e i suoi pregi. Suggerisco di ascoltarlo nella versione primitiva ma quella per i quarant'anni è veramente interessante. A parte tutto questo è facile non annoiarsi.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive "Odessey And Oracle" come un album ricco di fascino e qualità artistica ma afflitto da una sfortuna commerciale significativa. Viene consigliata la versione originale e quella del quarantennale, apprezzate per il loro valore musicale unico. L'autore utilizza immagini e riferimenti poetici per esprimere il carattere magico e quasi mitico dell'opera. Nonostante una valutazione moderata, l'album resta un ascolto interessante e mai noioso.

Tracce testi video

02   A Rose for Emily (02:21)

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03   Maybe After He's Gone (02:38)

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06   Hung Up on a Dream (03:05)

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08   I Want Her She Wants Me (02:53)

09   This Will Be Our Year (02:10)

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10   Butcher's Tale (Western Front 1914) (02:52)

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11   Friends of Mine (02:20)

12   Time of the Season (03:34)

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The Zombies

The Zombies sono un gruppo rock britannico formato nei primi anni ’60, noto per i singoli “She’s Not There”, “Tell Her No” e per l’album “Odessey and Oracle” (1968). Sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2019.
04 Recensioni

Altre recensioni

Di  sylvian1982

 Se negli anni sessanta è esistita un'alternativa al mainstream pop dei Beatles e dei Beach Boys, questa è certamente da ricercarsi nei solchi di questo misconosciuto capolavoro degli inglesi Zombies.

 Forse l'accostamento che maggiormente evoca "Odessey And Oracle" è quello con "Forever Changes" dei Love.


Di  mojo

 Col loro pop zuccherino e sballoso come certi liquorini della nonna.

 Scioglieva gli affanni e aiutava a raggiungere quello stato in cui è massima la nostra intimità col mondo e con le cose.