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Tom Waits
Mule Variations

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C'è quest'uomo sotto quest'ombrello tentacolare, dentro una foto sbiadita che una volta era in bianco e nero, mentre ora è solo in grigio chiaro e grigio scuro. E' solo, per la strada sterrata non c'è nessuno e lui, dentro il suo pastrano nero e le mani in tasca, guarda a sinistra, oltre l'orizzonte intrappolato dalla foto. Guarda oltre e sembra sereno, forse solo pensieroso, ma talmente pensieroso da non darlo a vedere..
 
"Non ho sposato un uomo, ho sposato un mulo"
 
Un mulo con del catrame bollente e vibrante in gola, cazzo.
Un mulo che, da qualche parte nell'immensa campagna americana, si siede su una seggiola di legno mezza scassata e registra un disco; così, perchè gli va. Ha un paio di pezzi pronti, chiama qualche amico storico e registra, magari con le galline che gli scorrazzano in mezzo ai piedi. Ne escono fuori queste fotografie sgranate e traballanti, questi negativi violentati dal sole, questi ricordi cha sanno di Bourbon e sigarette, ottimi compagni per qualche rimpianto sopito e malinconico.
Si mette seduto sotto un portico e racconta.
Racconta come gli è sempre venuto naturale.
Racconta di cigli della strada, di case abbandonate, dove non ci vive più nessuno, che sembrano abitate dai fantasmi, le finestre rotte, le vernici scrostate e gli uccellini nel camino. Racconta dei suoi viaggi intorno al mondo e delle strade che ha preso, sperando che il suo pony sappia riportarlo a casa; ci tira direttamente dentro il tendone di un circo per farci vedere il bambino senza corpo e con solo un occhio che fa impazzire le  donne; si commuove per Georgia Lee, trovata morta in un boschetto, quando la notte era fredda, la terra era dura e lei troppo giovane per essere sulla strada. Si arrovella la testa sul suo vicino, si chiede cosa diavolo stia costruendo la dentro, fra strani rumori, aggeggi, lamenti...
 
Ci racconta tutto questo con la sua musica, che, questa volta come non mai, ondeggia fra rock distorti e sbraitati ("Big in Japan", "Filippino Box Spring Hog") ballate per piano ubriaco ("House Where Nobody Lives", "Picture In A Frame") e blues gracchianti che sembrano essergli stati sussurrati dalle miti colline indorate di grano della vecchia America ("Chocolate Jesus", "Cold Water", "Black Market Baby"). La sua voce scoppia, saltella, sibila, sbraita, sussurra, si impenna, sa accarezzare e allo stesso tempo spaventare; la sua voce diventa lo strumento per eccellenza in queste canzoni, il filo conduttore di queste mille storie, la bomba carta e il clarinetto di cui sono intrisi i versi di questi pezzi.
 
Per queste sue "Mule Variations", Waits torna indietro nel tempo, ritorna all'America delle radio enormi e a valvole, ai circhi, ai paesi di campagna, ai film in bianco e nero, alle cascine, agli animali, al silenzio di una vita vissuta in modo tranquillo, ai ritmi di 40 anni fa, se non di più; ritorna al canto delle piantagioni di cotone, alla semplicità delle cose, all'ingenuità, alle stranezze dei paesini sperduti fra i campi, ritorna ai raccolti e agli spaventapasseri, ai cartelli stradali sgangherati e dispersi e alla polvere, al tabacco da masticare, alle estati torride e agli inverni da geloni ai piedi; ritorna al Blues, al canto ferito di chi non ha più nulla e continua a cantare, ritorna alle sue radici con una foga e un'ispirazione mai viste prima.

 
Quando finisce "Come On Up To The House" e tutto è finito, lui è lì, col cappello in mano, fra i campi, mentre tutto si sta oscurando, come in quei vecchi film, quando, alla fine, l'inquadratura si annerisce e compare la scritta "The End". Questa volta guarda dritto davanti a sè, ma è gia proteso ad andare, a partire un'altra volta, a lasciare di nuovo tutto.

Lui se ne va, se tu vuoi seguirlo, bene, se vuoi rimanere lì, fai pure, lui di certo non ha cantato per te.

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Ultimi Trenta commenti su NovantUno

Franci!
Franci!
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Il clitoride Blech?


blechtrommel
blechtrommel
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Daccelo tu cara;)


blechtrommel
blechtrommel
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solo? Meglio così: DaccelA tu, cara;)..:D


pedraelighe
pedraelighe
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la depilazione del pube da includere nella raccolta norme d'autoerotismo


kosmogabri
kosmogabri Divèrs
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tutti gentiluomini qui eh Franci? :-)


blechtrommel
blechtrommel
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Tom sarebbe fiero di voi!:D


pedraelighe
pedraelighe
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I don't give two monkies about tripploni doublioni, gosto muito desse tipo de coisas recensita asi` come lo squarcio lasciato su una sedia, bbravo bleachio


Franci!
Franci!
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Blech, mi hai trovato la scusante :)


blechtrommel
blechtrommel
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kosmogabri
kosmogabri Divèrs
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io dico invece che Tom sarebbe fiero di Terry, mica di voi/noi/voi :-)


blechtrommel
blechtrommel
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Anche questo è dannatamente vero:) Non mi hai risposto alla domanda di sto pomeriggio: ce l'hai in mente la copertina di Rain Dogs?


kosmogabri
kosmogabri Divèrs
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da mettere nella bachechina delle cover famose di cover famose? :-)


blechtrommel
blechtrommel
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Credo proprio di si:D


fosca
fosca
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Blech, altra recensioncina di un'opera di "light music", eh? Sono davvero curiosa di sapere quale sarà la 3°..non finisci mai di stupirmi.. Mi piace come scrivi, mi piace proprio. Baci


giustiziere
giustiziere
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intanto sappiamo per certo che sarà un doppione...il tema trattato lo scopriremo solo vivendo.


absinth
absinth
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in ritardissimo io, non ci mettere un secolo per la prossima tu. :)


omahaceleb
omahaceleb
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Azz m'ero perso la rece di blech.


madcat
madcat
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blech finalmente leggo una tua rece! bella, di questo disco mi ricordo big in japan, cold water e hold on


emanuele
emanuele
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andre scrivi proprio bene.
bravo


blechtrommel
blechtrommel
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Grazie a tutti i viandanti finiti qui:)


raptor
raptor
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Grande, me l'hai fatto conoscere proprio ora e m'hai messo curiosità, mi procurerò qualcosa! =)


nes
nes
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L'ESPERTO.
L'ESPERTO.
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4,5 per la recensione, ed anche per il disco. Non potendo mettere i mezzi voti, approsimo uno per eccesso e l'altro per difetto.


Francescobus
Francescobus
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Splendida rece da "the clap" (Steve Howe) :-))


blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Grazie a tutti i convenuti, nessuno escluso. Mi fa piacere che ogni tanto qualcuno ritorni su queste pagine. Un saluto speciale a Francescobus, al quale chiedo: ti piace il mio caro Tom? lo conosci? Buona domenica a tutti.


hjhhjij
hjhhjij
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Disco pazzesco. Dopo aver raggiunto l'apice del suo periodo di sperimentazione con lavori come Bone Machine e Black Rider tra il '92 e il '93 questo signore torna dopo 6 anni con un lavoro che è un passo indietro, verso la tradizione, verso le radici più pure (e meno distorte e sconvolte) del Blues, certo molto più accessibile dei precedenti Tutto questo nel 1999, alle porte del terzo millennio. 16 pezzi e un'ora e dieci che scivolano via senza il minimo accenno di pesantezza, con illustrissimi ospiti come i Primus (tutti e tre) in Big in Japan e il fedelissimo Marc Ribot in quattro brani. Inoltre, in un disco prevalentemente dominato da chitarre, chitarrine e chitarracce, trova sempre il tempo per appoggiare le mani sul suo pianoforte, ed è sempre meraviglia. Discone, l'ennesimo, non l'ultimo.


March Horses: Ammazza. Waits non mi ha mai preso, almeno finora, ma il tuo commento è spettacolare.
hjhhjij: Addirittura ? Thanksss.
hjhhjij
hjhhjij
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Ah, tutto sto casino perché finalmente ho comprato il ciddì, che diamine.


Psychopathia: vergogna? non ce l'avevi? what are you building in there? nell'aprile del '99 l'attesa fu spasmodica... cold water è geniale... però dopo quella sbornia i successivi di tom non m'hanno più conquistato del tutto (eccetto il paciocco orphans, ce contiene qualcosa fatto anche per questo cd)
hjhhjij: Eh no, non ce l'avevo. Ma tanto mica scappa e infatti eccolo qui :) Io veramente i successivi li preferisco a che a questo, "Alice" (che è tratto dal suo spettacolo del '92) "Blood Money" e "Real Gone" oltre al super triplo. De gustibus, qui ci sta tutto. Questo è uno splendido ritorno alla tradizione Blues e si, Cold Water è favolosa.
bluesboy94
bluesboy94
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Sul fatto che questo "Mule Variations" sia un capolavoro ci andrei cauto,tuttavia qui riesce ad amalgamare con eccelso mestiere tre anime diverse della sua carriera: quella delle ballate ( veramente toccante "Georgia Lee"), quella "roots" (che anela al blues del delta, "chocolate jesus" e"get behind the mule" docet, e al gospel, vedasi "Come on up to the house" ) e quella "rumorista" ( che si ispira a Beefheart e che è affiorata palesemente in "Bone Machine", e a proposito quanto spacca "Big in Japan"!). Voto 4.


hjhhjij: Si si, ottimo commento. A parte il fatto che se ne parli con me, mi riferirò per forza a questo disco come un capolavoro, senza andarci cauto per nulla :)
josi_
josi_ Divèrs
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E io non l'avevo mai letta, questa splendida rece del tamburino. Disco che all'epoca della sua uscita, secondo me, fu sottovalutato da parecchi; forse reazione naturale di fronte alla "nuova" uscita di un artista che aveva Nmila classici al suo attivo, per quella sorta di passatismo nostalgico che è difficile evitare. 17 anni dopo, è un classico a sua volta, e tra i più pregiati.


IlConte
IlConte
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Inutile girarci intorno, recensione tra le più belle lette, strepitosa come l’Uomo di cui parla.
Un album fantastico.


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