Copertina di Tower of Power Back to Oakland
Miss Kinotto

• Voto:

Per appassionati di funk, soul e jazz, musicisti, amanti della musica anni '70 e nostalgici del groove potente
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LA RECENSIONE

Mi son fatto un giro per siti musicali prima di mettermi a scrivere sta roba, e ho costatato che il terzo omonimo album dei Tower of Power viene indicato da più parti come quello in cui il gruppo definisce compiutamente la propria proposta musicale. I due che seguono, anche loro figli di quella che è possibile considerare la formazione migliore del gruppo, vengono generalmente indicati come lavori in cui è apprezzabile una riconferma ad ottimi livelli, ma nessuna novità di un certo spessore. Nel caso in particolare di “Back to Oakland” non so quanto sia opportuno vederla in questo modo. Probabilmente è vero che sul piano delle idee di peso il gruppo non sia andato molto più in la di dove fosse già arrivato in pezzi tipo "What Is Hip?", differenze nel sound è però possibile trovarne rispetto al disco precedente, e personalmente, mi fanno preferire questo, anche se di poco.

Gli ingredienti principali della ricetta musicale del gruppo sono gli stessi: funk nella direzione di Sly & the Family Stone, soul nella direzione di Curtis Mayfield (è merito di Imasoul se so che sia), sassofono baritono bello presente nella sezione fiati, addizioni di jazz e rock, in quantità variabili di volta in volta. Anche in questo caso le due strabordanti anime della band, quella ritmica e quella melodica, riescono a trovare un equilibrio, e la mia sensazione è che sia spostato più a favore dell’anima ritmica. I due ingranaggi che la compongono, Rocco Prestia (basso) e David Garibaldi (batteria), paiono essere meno disposti della volta precedente ad allargare le maglie della loro fitta trama ritmica per permettere alla bella voce di Lenny Williams o alla linea di fiati di lanciarsi in ariose modulazioni melodiche che tendono a confettizzare un po’ il mood. I momenti di molla ci sono ma in genere vengono eseguiti con un piglio un po’ più jazzy e con l’inserimento di parti gustose come il gran bel solo di organo di “Just When We Start Makin' It”. In generale il suono mi pare un po’ più spigoloso che nell’album precedente, il ritmo più serrato, le parti strumentali e il jazz hanno più spazio (fantastica “Squib Cakes”).

La tavola dei colori è amplissima, e merita sicuramente di essere segnalato anche il lavoro di amalgama e ricamo tra le varie anime della band fatto dell’ organo di Chester Thompson (che non c’entra nulla con il batterista dei Genesis) e della chitarra di Bruce Conte. Ma la mia passione per i Tower of Power è merito principalmente di Rocco Prestia. Con Bootsy Collins e Larry Graham forma il gran gruppo di innovatori in ambito funk del basso elettrico. Sentendo il suo lavoro si capisce da dove salti fuori tanta gente (es. Jamiroquai). Il suo famoso tappeto di sedicesimi e ghost note, realizzato con quel suo particolare modo di stoppare le corde, lascia un mucchio di libertà a David Garibaldi che può così realizzare groove da manuale per batteristi. Assieme i due costituiscono una macchina ritmica poderosa, ("Oakland Stroke...", "Squib Cakes") in grado di non far sentire gli anni che la musica del gruppo si porta sulle spalle. Ho ascoltato per la prima volta Oakland Stroke non tantissimo tempo fa, in quel moemnto il pezzo aveva già una trentina d'anni sulle spalle, ma per me è stata lo stesso una bella botta. Gran disco.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Back to Oakland come un album fondamentale dei Tower of Power, caratterizzato da un groove potente e un suono più spigoloso e jazz rispetto al precedente. L'equilibrio tra la potente sezione ritmica di Rocco Prestia e David Garibaldi e la melodia di fiati e voce rende il disco unico e attuale anche dopo decenni. Brani come Oakland Stroke e Squib Cakes esemplificano l'energia e la tecnica impeccabile del gruppo. Un classico imperdibile del funk anni '70.

Tracce testi video

01   Don't Change Horses (In the Middle of a Stream) (04:45)

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02   Squib Cakes (07:42)

03   Below Us, All the City Lights (04:15)

04   Man From the Past (03:58)

05   Can't You See (You Doin' Me Wrong) (02:55)

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06   Oakland Stroke... (00:52)

08   Just When We Start Makin' It (06:21)

09   Time Will Tell (03:10)

10   ... Oakland Stroke (01:05)

11   Love's Been Gone So Long (04:44)

Tower of Power

Tower of Power è una band funk/soul formata a Oakland, California, nel 1968, nota per la potente sezione di fiati e per il suo groove influenzato anche dal jazz.
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