Copertina di U2 Zooropa
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Per appassionati di musica rock, fan degli u2, critici musicali, ascoltatori interessati a produzioni e sperimentazioni sonore
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LA RECENSIONE

Non ho mai speso la parola "capolavoro" per nessun album degli U2. Questo perché, al di là della cura e della bravura con cui ognuno di essi è stato confezionato, si tratta pur sempre di opere che pescano a piene mani dal passato e offrono ben poco di innovativo. I musicisti che compongono il gruppo, Paul "Bono Vox" Hewson alla voce, Dave "The Edge" Evans alla chitarra, Adam Clayton al basso e Larry Mullen alla batteria, hanno una parte abbastanza marginale nella riuscita dei loro album se confrontata con quella, ben più significativa, giocata dai produttori che, nel corso della loro carriera, hanno partecipato alla lavorazione dei loro album: il mago dell'elettronica ambient Brian Eno, il loro primo produttore Steve Lillywhite, a cui si devono le reminiscenze psichedeliche di "Boy" e "October", i pirotecnici Howie B e Flood, artefici delle sonorità colorate e scoppiettanti del controverso "Pop". In misura diversa, ognuno di loro ha plasmato il sound degli U2 secondo la propria sensibilità mentre il gruppo, in tutti i casi, si è limitato a comporre e suonare il proprio materiale. Si può dedurre, dunque, che ci si trovi davanti ad uno sforzo di produzione, più che di composizione, e ciò trasforma il gruppo in una classica pop band che presta molta attenzione alla confezione senza badare al contenuto che essa protegge, per cui mi sembra davvero eccessivo e fuori luogo etichettare un loro album qualsiasi come "capolavoro", e "Zooropa" non fa eccezione.

Chiedo scusa ai lettori ma ritenevo quest'introduzione un atto doveroso. Volevo semplicemente chiarire la mia posizione al riguardo del gruppo e della sua effettiva validità come gruppo "sforna-capolavori", che come ho già precisato è pressoché nulla. Questo per dire che "Zooropa" ha tutti i difetti che gli vengono imputati, ma al tempo stesso per affermare che, con tutte le polemiche che si è portato dietro, rimane per me uno dei migliori album della band irlandese. Non riconoscendo agli U2 un "periodo d'oro", non mi disgusta fare un confronto fra gli U2 di "The Joshua Tree" e quelli di "Zooropa", per cui riesco ad apprezzare quest'album sulla base di ciò che effettivamente ha da offrire, senza soffrire troppo per ciò che, a detta di molti fans, "è andato perduto".

"Zooropa" è un album dalle molteplici influenze. Il rumore distorto e talvolta quasi industrial che permeava le tracce di "Achtung Baby" è qui quasi del tutto scomparso, al suo posto troviamo le texture ambient-psichedeliche di Brian Eno, capaci di donare all'album un tono notturno e spesso malinconico, colorato di sfumature delicate tra l'azzurro e il nero, giusto per giocare con le associazioni mentali che quest'album porta a sviluppare. La psichedelia dei Pink Floyd più morbidi e leggiadri, la carica ritmica dei Talking Heads, lo stesso passato musicale della band vengono qui frullati per ottenere una miscela decisamente accattivante e ben riuscita di suoni e umori: si passa dunque dall'ambient-pop carico di effetti e suoni bizzarri della title-track (con una lunga e claustrofobica introduzione di pianoforte ed elettronica) alle velleità dance-industrial di "Daddy's Gonna Pay For Your Crashed Car", nelle quali è fortissima l'influenza dei sopracitati Talking Heads, per approdare alla bellezza cupa e sofferta di "Dirty Day" (a mio avviso ingiustamente sottovalutata) e alla ballata elettro-pianistica "The First Time", uno degli apici dell'intero album. Non mi convince, invece, la ballatona sentimentale "Stay (Faraway, So Close!)", a mio avviso troppo ostinata nel suo voler bissare "One". Riuscita anche la disco-funky psichedelica di "Lemon", con la chitarra di The Edge trasformata elettronicamente in un organo, un pò meno ma ugualmente suggestiva la conclusiva "The Wanderer", bizzarro numero di country deviato da suoni elettronici cantato dal compianto Johnny Cash.

Non un capolavoro, ripeto. Nel caso degli U2, a mio avviso, tale parola è assolutamente da evitare. Ad ogni modo, un album che non delude, e che offre alcune nuove sfumature interessanti. Non oso chiedere di più alla band, che anche in passato non offriva altro che questo, della buona musica con delle ottime sonorità pennellate da illustri produttori. Sono felice di sapermi accontentare.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Zooropa, album di U2 caratterizzato da una forte impronta produttiva più che compositiva. Pur non ritenendo l'album un capolavoro, l'autore ne riconosce il valore nelle molteplici influenze e nella riuscita miscela di suoni ambient e psichedelici. L'album è apprezzato come uno dei migliori della band, pur evidenziando difetti e scelte discografiche discutibili.

Tracce testi video

05   Stay (Faraway, So Close!) (04:58)

Leggi il testo

06   Daddy's Gonna Pay for Your Crashed Car (05:20)

07   Some Days Are Better Than Others (04:17)

08   The First Time (03:45)

09   Dirty Day (05:24)

10   The Wanderer (feat. Johnny Cash) / [untitled] (05:41)

U2

U2 è una band rock irlandese formata a Dublino nel 1976 da Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. Emersi dal post‑punk, hanno raggiunto fama mondiale con The Unforgettable Fire e The Joshua Tree, per poi reinventarsi con Achtung Baby e i tour multimediali Zoo TV/PopMart. Noti per show da stadio e impegno pubblico, hanno continuato a pubblicare album e tournée nel nuovo millennio.
129 Recensioni

Altre recensioni

Di  Jy

 Zooropa segna l'ennnesima mutazione nel sound U2.

 Stay (Faraway, So Close!) finirà direttamente tra i classici del gruppo accanto a canzoni quali ONE, BAD, WITH OR WITHOUT YOU.


Di  hypnosphere boy

 "'Zooropa' suona come una 'Until The End Of The World' in versione di presagio apocalittico."

 "Un album che offre un ritratto del mondo sfuggente, onirico e infine poetico, chiudendo un ciclo per gli U2."


Di  Rax

 "Zooropa è una serie di canzoni di un'idea travestite di elegante elettronica."

 "Gli U2 non facevano mai le fanfaronate di cui sono pieni i dischi dei REM."