Un consiglio: non fermatevi al primo ascolto: è sicuramente diverso dagli album a cui gli Afterhours ci hanno abituato.
È stato questo il mio primo pensiero non appena ho finito di ascoltarlo... e devo ammettere che c'è voluto un pochino per apprezzarlo come lo apprezzo ora; è un album tetro, mancano quegli sprazzi di colori brillanti che comunque erano qua e là sparsi nei precedenti lavori ... qui sembra di non prendere mai fiato, è come respirare aria stagnante...
Ma lasciandosi prendere dalla voce di Manuel, ascoltando gli splendidi testi che come al solito riesce a sfornare, e lasciandosi andare... ci si rende conto che in quella malinconia in fondo si sta bene, e che non ci si riesce quasi a farne a meno. Croce e delizia, direi.
La title track rimane immediatamente impressa, ed è la perfetta sintesi dell'album: si trova infatti a metà fra canzoni dalle influenze più rock come "È la fine la più importante", e pezzi decisamente più cupi come "Carne Fresca" e "Chissa com'è".
La mia preferenza va però all'apertura dell'album, "La sottile linea bianca": sensuale e delicata, rappresenta secondo me lo stile Afterhours alla perfezione.
Quello stile che Manuel ha inventato e ci ha insegnato ad amare.
Questa volta Manuel Agnelli & company hanno avvolto l’album in un unico filo conduttore: la stanchezza.
Ragazzi gli Afterhours hanno toppato questa volta. Forse mi ricrederò, ma per ora è così.
Ballate Per Piccole Iene: un lavoro intenso e doloroso, che fa male già dal primo ascolto.
Traccia dopo traccia il disco si insinua sotto pelle, raggiunge i punti nevralgici del corpo per poi fare radici nell’anima.
Il CD sanguina! Le lettere sono rosse e colano giù! C'è del sangue qui dentro!
Una delle canzoni più belle mai scritte. E il resto è ancora pelle d’oca, cuore in gola, rabbia, disperazione, amore, delirio e classe.
È indubbiamente un capolavoro la nuova fatica di Agnelli & Soci, un disco ruvido, grondante dolore, rabbia, disincanto.
Non lasciar che il tuo percorso ti divori il ventre, non lasciare che la cupezza ti vinca.
Ballate per Piccole Iene è un piccolo capolavoro sporco di inventiva, colmo di intuizioni rock che andrebbero bene in un disco indie di quelli tosti... sicuramente non italiani.
Manuel Agnelli sa scrivere due o tre rime giuste, con una sufficiente dose di acido e distruttività; forse questo è il segreto degli After.