Quest'album sperimentale del 1969 è davvero bello.
E sapete perchè?
Perchè non ci ho capito un cazzo.
Sono un hipster vero, di quelli che ritengono RTL 102.5 la rovina della musica e rimpiagono i VHS del Blockbuster. Tipo quel film con Jack Black, be kind rewind.
Talmente hipster che ho ascoltato gli Hijokaidan per 2 ore di fila senza rompermi le palle (e i timpani) ed evito come la peste quei cazzo di PR che t'invitano a festini snob milaesi. Io sto bene con due birrette ed amici, grazie.
Il capitano però è stato il miglior hipser di tutti. Già nel suo periodo ripudiava i gruppi musicali e le tendenze in voga (tipo quella hippie), ma creava opere incredibilmente avanti: si dice che il suo fosse blues cacofonico, per me neanche quello; il capitano era uno schizofrenico totalitario, e pretendeva che ogni dannata cosa fosse perfetta per la creazione dei suoi album.
His magical band era solo una repubblica dominata dal supremo dittatore: un pazzo genio che con l'aiuto dell'altro geniaccio Frank Zappa ha donato al mondo l'album più WTF di sempre: ancora oggi molti critici si chiedono se questo sia uno scherzo o un'opera rivoluzionaria. Per me è semplicemente indefinibile. E comunque ogni mia parola sarebbe superflua per poterlo commentare. Il punto di vista veritiero è nella nostra immaginazione... non esiste verità assoluta.
E so che c'è Italia-irlanda, ma da bravo hipster non me ne frega un cazzo.
Questo è uno di quei dischi che quando lo chiedi al negoziante ti ride subito in faccia.
Quest'album è una cavalcata selvaggia verso l'origine dei suoni, tra urla gutturali e orchestrine da era del grammofono che suonano il blues del ventunesimo secolo.
Trout Mask Replica è un capolavoro di premeditata erosione e coraggioso ampliamento dei confini del rock.
Un disco che ha dimostrato come le barriere formali del 'rock' potevano e dovevano essere infrante.
Non si possono più guardare le cose con gli stessi occhi, né ascoltare le cose con gli stessi orecchi.
Un’opera d’arte a sé stante, che tu puoi odiare o amare, eppure sta lì a fare la storia, e lì rimarrà che si voglia o no.
Il trucco sembra semplice infatti non riesce a tutte le canzoni, alcune sono dei capolavori, altre non vanno proprio con risultati mediocri.
Lode al capitano che ha saputo smontare pezzo pezzo ogni singola canzone destrutturando i canoni blues e rimontando a casaccio alle estreme conseguenze.
In Paradiso, dove tutto è armonia, caso mai tu fossi là, non te la faranno mai suonare questa musica, caro Captain Beefheart.
Musica tanto straordinaria quanto irregolare, così poco piacevole (nel senso classico) da non poterla trovare neanche su Spotify (almeno come album..).