Copertina di Captain Beefheart & His Magic Band Trout Mask Replica
zaireeka

• Voto:

Per appassionati di musica sperimentale, fan del rock d'avanguardia, curiosi di sonorità insolite, musicisti e cultori del blues e del rock anni '60
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LA RECENSIONE

In Paradiso, dove tutto è armonia, caso mai tu fossi là, non te la faranno mai suonare questa musica, caro Captain Beefheart..

Al massimo potrebbe esserne interessato un Lucifero extra-terrestre, giù nell'Inferno.

Si, perchè, per chi ha letto la storia (come me) ed immagina, sopratutto se la ascolta la prima volta, è come avere davanti un incomprensibile monolite come quello di 2001 Odissea nello Spazio.

Solo che quel monolite non è sulla Terra all'Alba dell'Uomo nè nel 1999 sulla Luna.

E' sulla Terra sì, ma nel 1969 (un anno dopo il film), ed ha una porta (chiusa), che fa capire che all'interno ci deve essere sicuramente qualcuno e, come racconta la storia, è in mezzo alla campagna e non è nero.

Ed ha la forma di una casa, ed ha anche delle finestre semi-aperte.

Da quel monolite non ci esce un sibilo appena lo hai sfiorato con le mani.

Si sente parlare ogni tanto qualcuno, confabulare, rumori di contorno, e poi una voce da orco allupato, più o meno un'ora e venti minuti di un canto selvaggio intervallato da poesie surreali, sferragliate di chitarra e stacchi di batteria, tempi dispari, e non solo.

Ogni tanto si sente qualche frustata, anche un flauto impaurito che urla note di dolore, come se l'orco pretendesse molto dai suoi compari.

Un rapporto, diciamo, di totale sudditanza creativa, fra l'orco allupato e gli altri abitanti della casa.

Tutto in presa diretta.

Ora, se avete il coraggio, fate una pausa e ascoltate Moonlight on Vermont (per un lupo ci sta tutta), una delle "canzoni" più accessibili.

Io ho ascoltato il monolito Trout Mask Replica la prima volta, anni fa, da dietro un albero, per non farmi vedere.

Non so suonare granchè bene, specialmente un blues selvaggio come questo, e non volevo fare la fine dei compari.

Ogni tanto (come è successo oggi) mi piace rifare un giro nel bosco e, sempre da dietro lo stesso albero, mi rimetto in ascolto, per depurarmi dal semplice piacere di sentire musica.

Musica tanto straordinaria quanto irregolare, così poco piacevole (nel senso classico) da non poterla trovare neanche su Spotify (almeno come album..).

In compenso la si può trovare nella musica dei tanti che a questo Beefheart si sono ispirati, Tom Waits da metà anni 80 in poi prima di tutto, e quello su Spotify c'è.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive Trout Mask Replica come un'opera musicale unica e irregolare, difficile ma affascinante, paragonata a un monolite misterioso. Viene esplorata la complessità sonora e la tensione creativa tra i membri della band, definendo l'album un capolavoro d'avanguardia che, pur non essendo facilmente accessibile, ha influenzato artisti come Tom Waits. L'ascolto è presentato come un'esperienza intensa e quasi mistica.

Tracce testi video

02   The Dust Blows Forward 'n' The Dust Blows Back (01:53)

03   Dachau Blues (02:22)

05   Hair Pie: Bake 1 (04:59)

Leggi il testo

06   Moonlight on Vermont (03:59)

Leggi il testo

08   Bill's Corpse (01:49)

09   Sweet Sweet Bulbs (02:21)

10   Neon Meate Dream of a Octafish (02:26)

11   China Pig (04:03)

12   My Human Gets Me Blues (02:47)

13   Dali's Car (01:27)

Captain Beefheart & His Magic Band

Captain Beefheart & His Magic Band è il progetto musicale guidato da Don Van Vliet (Captain Beefheart), noto per aver destrutturato blues e rock con approcci sperimentali e influenze d’avanguardia. Don Van Vliet fu anche pittore e scultore e si ritirò dalla musica nei primi anni ’80 per dedicarsi alla pittura.
17 Recensioni

Altre recensioni

Di  jodo

 Questo è uno di quei dischi che quando lo chiedi al negoziante ti ride subito in faccia.

 Quest'album è una cavalcata selvaggia verso l'origine dei suoni, tra urla gutturali e orchestrine da era del grammofono che suonano il blues del ventunesimo secolo.


Di  psychopompe

 Trout Mask Replica è un capolavoro di premeditata erosione e coraggioso ampliamento dei confini del rock.

 Un disco che ha dimostrato come le barriere formali del 'rock' potevano e dovevano essere infrante.


Di  Matteo Tarchi

 Non si possono più guardare le cose con gli stessi occhi, né ascoltare le cose con gli stessi orecchi.

 Un’opera d’arte a sé stante, che tu puoi odiare o amare, eppure sta lì a fare la storia, e lì rimarrà che si voglia o no.


Di  CristianoDA

 Il trucco sembra semplice infatti non riesce a tutte le canzoni, alcune sono dei capolavori, altre non vanno proprio con risultati mediocri.

 Lode al capitano che ha saputo smontare pezzo pezzo ogni singola canzone destrutturando i canoni blues e rimontando a casaccio alle estreme conseguenze.


Di  2000

 E sapete perché? Perché non ci ho capito un cazzo.

 Per me è semplicemente indefinibile. E comunque ogni mia parola sarebbe superflua per poterlo commentare.


Trout Mask Replica ha 7 recensioni su DeBaser.
Puoi scopri tutti i dettaglio nella pagina dell'opera.