Ritorno (per fortuna o purtroppo, decidete voi) su debaser per recensire un disco (già recensito qualche volta e quindi già mi immagino le scassature di maroni, ma a me non importa nulla...) abbastanza discusso: il secondo lavoro degli Audioslave, "Out Of Exile".
Il loro primo disco, l'album omonimo, non mi aveva convinto più di tanto e quindi ho acquistato questo cd senza aspettarmi grosse sorprese. Invece, ascoltandolo, mi sono abbastanza ricreduto; il disco è un puro e classico rock americano, suonato e prodotto veramente bene. Non poteva essere altrimenti, dato che il cantante Chris Cornell ed il chitarrista Tom Morello non sono due che vengono dal nulla. Canzoni carine (dal mio punto di vista) "Be yourself" (commerciale o quel che volete, però è una traccia che ricalca benissimo lo stile Audioslave), "Doesn't remind me", "Number 1 zero", "The curse" e "Man or animal". Comunque tutti i brani (12 in totale) propongono qualcosa di interessante da sentire.
Quindi, che dire... il disco meriterebbe 4, anche se... boh, ascoltando il cd ho notato come una professionalità fin troppo fredda per i miei gusti (nel senso "suoniamo e poi non ci vediamo più fino al prossimo disco"), e ciò non credo che possa provocare un'emozione davvero genuina... a me perlomeno no... sono anche pochi, inoltre, i veri sprazzi di classe superiore... e da artisti come i tre ex R.A.T.M. e Cornell è lecito aspettarsi quel QUALCOSA in più che possa rendere il cd un must...
Comunque sia, considerata la scena rock attuale, gli Audioslave fanno una figura più che discreta e con questo cd mi hanno abbastanza soddisfatto. Trovo, infine che sia inutile fare confronti con Rage Against The Machine o Soundgarden. Ovvio che gli Audioslave, rispetto ai gruppi appena citati, perdono in parecchi punti, ma non mi sembra giusto bocciare una band perchè un tempo faceva le cose in un altro modo ed ora no. Oggi ci sono gli Audioslave e basta. E questo è.
I call the bluff, Fuck Manifest destiny
With the thoughts from a militant mind, Hardline after hardline
Le ballads, assai presenti in questo disco, sono le cose migliori.
Chi cerca musica che evochi riflessione o emozioni forti rimarrà deluso: è un semplice LP on the road da ascolto superficiale.
"Out Of Exile cerca di non riproporre il primo album degli Audioslave, e forse ci riesce, anche se solo parzialmente.",
"Per gli inconsolabili fan di RATM e Soundgarden, sembra che ci sia la possibilità di riascoltare dal vivo canzoni come 'Killing In The Name' e 'Black Hole Sun' il 2 giugno a Bologna... Attendiamo fiduciosi!"
Il disco suona come una qualsiasi trappola commerciale fatta solo per ciucciare soldi alle teste di minchia.
Ho pianto... ma non per Black hole sun, bensì quando quel GALLINACCIO si è messo a cantare... meglio GRACCHIARE.
È come voler andare in pista da ballo e avere 80 anni. Ormai non si può più.
Be yourself è una ballatona da paura con un Cornell sempre immenso come in tutte le sue prestazioni.