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Can
Future Days

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Il tempo non è un concetto, è una macchina che crea la realtà, da cui è impossibile scendere.

Aristotele diceva che non esiste il tempo senza cambiamento.

Ma finché siamo vivi e coscienti, anche in una stanza buia e silenziosa, in una vasca di deprivazione sensoriale, qualcosa si muove, se non altro dentro di noi.

Non saremo mai vegetali, finché siamo coscienti.

Esiste una via di mezzo, però…

Psi, la funzione d'onda dell'Universo.

Il tocco meccanico di una batteria precisa e regolare come le leggi di natura, dicono create da Dio, ma che non esisterebbero se l’uomo non le avesse inventate.

Anche quegli alberi a cui è spuntato nel petto un cuore e un cervello nella testa hanno ogni tanto bisogno semplicemente di abbeverarsi ai raggi del sole e alla pioggia nel terreno, ed al canto degli uccelli, al vento, al suono della natura, così, senza pensare.

Ed è straordinariamente bello, quando succede, anche se chiusi in una stanza e un paio di cuffie alle orecchie..

Straziante e meravigliosa bellezza del creato.

Non voglio e non posso dire, e pensare, altro.

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Commenti (Tredici)

zappp
zappp
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lenti e pesanti movimenti in un fondale marino


JonatanCoe
JonatanCoe
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Filosofia, simbolismo, scienza, teologia e profonde riflessioni, tutte racchiuse in una ZOT.
Chapeau!


123asterisco
123asterisco
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Mi dispiace z. ma qui caschi male. La definizione di Aristotele non parla affatto di cambiamento, ma di "numerus motus secundum prius et posterius", e si riferisce alla ricerca delle cause del movimento. Non è un aforisma, ma un principio di indagine "scientifica", ed ha a che fare con un carattere "oggettivo" del tempo, che ha poco a che spartire con considerazioni "soggettive". Detto altrimenti: ammettendo anche che nulla si muova in me o in te " in una stanza buia e silenziosa, in una vasca di deprivazione sensoriale" ciò non comporta affatto che non si muovano gli astri, ed è proprio sulla base dell'eterno moto circolare degli astri che questa definizione aristotelica acquista senso.

Detto ciò il resto è apprezzabile, così come è più che apprezzabile, che te lo dico a fare, il disco. Però non mi pare che tu ne abbia affatto colto l'essenza, in quel che scrivi.

Un caro saluto,
*


zaireeka: Mah, a meno che tu sia un professionista dell’argomento, e allora taccio, io contunuo ad essere convinto di quello che ho scritto (in quanto letto su varie fonti alquanto affidabili, oltre antichi ricordi di scuola). Per il resto per quel (ancora poco) che conosco la musica dei Can (grazie a te per avermela messa davanti) io ascoltandola ci ho trovato esattamente quello che ho scritto. Ma la cosa è soggettiva. Non posso e non voglio dire altro.
zaireeka: Chiaramente non ho voluto mai asserire che Aristotele non credesse alla oggettività del reale
123asterisco: Non offenderti, certo che ognuno sente quel che vuole nella musica. Semplicemente mi danno un po' fastidio (ma questa è mia deformazione professionale: mai mi vedrai citare filosofi parlando di musica!) le citazione decontestualizzate come questa. Non per vantarmi, ma decenni di studio mi fanno affermare che so di cosa parlo quando dico che Aristotele non c'entra nulla con la faccenda.
Rileggendo però mi rendo conto che hai colto invece un altro aspetto: quello della "naturalità" della musica dei CAN, con cui concordo appieno.
zaireeka: Ma no, non mi offendo 🙂. Ti confesso che questa cosa la ho scritta procedendo per libere associazioni di idee guidate dall’ascolto. La musica dei can continuo a trovarla disumanizzata e disumanizzante. Il tempo è la presenza più costante nella vita degli uomini. Il battere ritmico della batteria regolare e preciso sembra emulare il battere regolare del tempo, ma guardandolo dall’esterno, rimanendo al di fuori di esso, così privando il pensiero del substrato che gli è necessario per esistere. E noi uomini siamo quasi soltanto pensiero. Per questo trovo la musica dei Can meravigliosamente disumanizzante e “panteista”.
123asterisco: Scriverò una contro-recensione, se me lo permetti, come divertissement dialettico.
zaireeka: Ottima idea 👍
lector: Credo di poter aggiungere che la questione sia tutta nella confusione fra la dialettica "atto-potenza" che è sul piano logico, a-temporale, sebbene si svolga lungo un senso lineare ed il tempo - "ciò che trascorre" - che è concreto, enumerabile, teoreticamente definibile e che è dentro li rapporto causa-effetto, atto-potenza.
zaireeka: Sono circondato 😩
zaireeka: 😂
'gnurant
'gnurant
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Concetti troppo alti. Non ci ho capito nulla ma è breve e pare scritta bene.


zaireeka
zaireeka
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macaco
macaco
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La prima frase in neretto è tua?


zaireeka: Yes. Perché?
macaco: Se è tua, in questo contesto, allora nulla da dire. ⌚
lector
lector
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Mi assumo la colpa di averti iniettato il virus "Can"!


zaireeka: Nessuno è perfetto..
hjhhjij
hjhhjij
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Il loro disco più liquido e rarefatto, quello più palesemente psichedelico e, in "Bel Air" c'è la loro visione di cosmicità. Album sotto le righe stilisticamente, di assoluta bellezza (non è strano che ci sia qualcuno che lo considera il più bello di tutti).


gaston
gaston
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L' unica cosa che ho capito, dalle cinque stellette, è che questi Can valga la pena ascoltarli.
E che anche a questo Aristotele piacessero un casino.
Ma, questo Aristotele esattamente cos' era? Un critico musicale?
Io conoscevo quello, un po' filosofo, un po' scienziato...forse faccio confusione...:)


Farnaby: Scaruffotele forse...
IlConte
IlConte
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C’è un anniversario dei Chen?! (cit)


123asterisco: Non che io sappia, ma quest'oggi abbiamo voluto divertirci, io e zaireeka.
lector: Zio Chén! (cit.)
IlConte: Ahahahahahahah
ALFAMA
ALFAMA
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Meno immediato, scoperto in coda a gli altri lavori ma non per questo sotto a nessuno


zaireeka
zaireeka
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Modifica alla recensione: «.». Vedi la vecchia versione Future Days - Can - recensione Versione 1


dsalva
dsalva
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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