Copertina di David Bowie Heroes
Caccòn

• Voto:

Per appassionati di musica alternativa e rock, fan di david bowie, cultori del krautrock, critici musicali, ascoltatori curiosi di storie dietro gli album
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LA RECENSIONE

Heroes. Scusate "Heroes", con le virgolette. Un capolavoro, anzi scusate: un "apolavoro". Heroes di Bowie appartiene a quella schiera di dischi che a furor di popolo e critica sono considerati la crème de la crème della musica. A volte è innegabile ciò, altre volte succede che si costruiscono miti di cartone.
Bowie è un grande, lo si sa. Un grande raccattatore di idee, questo non tutti lo sanno.

Heroes, data 1977, locazione: Germania. Germania, vi ricorda qualcosa il Kraut? I La Dusseldorf, i Neu!, i Can, Harmonia, insomma tutta quell'allegra carovana che girava tra genere e genere, riscoprendolo e ridefinendolo.

David capì ciò che stava succedendo e, anni prima del Krautrocksampler e dello scoppio di codesta musica, decise di farsi un viaggetto quando ormai la vena produttiva era finita, e nelle vene scorreva più droga che sangue.

Troppo chiamare musicisti locali, sarebbe strato troppo chiaro dopo. Meglio trovare qualcuno compaesano che l'avesse seguito, qualcuno però visionario e aperto a tutte le stramberie tedesche: chi meglio dunque di Robert Fripp e Brian Eno?!

E via alle strategie oblique, serate magiche in castelli abbandonati, colazioni a base di cipolle e pane. Insomma si doveva fare dell'arte, bisognava essere strambi come tutti gli altri Krautensi. E la musica? Ah, quella viene dopo, anzi è una copertura. Ma qui si recensisce un disco e di quello bisogna parlare.
Dov'è il Kraut in questo disco? In tutto. A partire dal titolo rubato ai Neu! (Hero). La principale fonte dalla quale Bowie sè strafogato è sicuramente il gruppo formato da Dinger e Rother e ciò che fecero loro rispettivamente con i La e con gli Harmonia.
Ecco che riascoltata Heroes mette meno i brividi (io per primo sono un gran fan di Bowie), l'elettronica "Beauty And The Beast" è godibile, ma nulla più, e il poker "V-2 Schneider\Sense Of Doubt\Moss Garden\Neuklon" sembrano essere i rimasticamenti dei vari Faust e Neu!

Bowie ci marciò (e ci marcia) sopra perchè il Kraut era (e tutto sommato resta) un genere di nicchia. E ormai Bowie è Bowie, chi può arrivare bello fresco e spostare il suo sedere dall'altare che lui stesso si è creato con tanta "fatica"? Nessuno appunto, e so che questa recensione a molti di voi farà storcere il naso e farà dire "dio David, ti prego perdonalo, non sa quel che dice", ma trovo assurdo che nessuno si accorga di quanto si faccia parte di cori e di giudizi popolari, seguendoli ma senza fermarsi un pò per verificare. Vi invito a farlo, se ne avete tempo\voglia. Gli Eroi sono altri, ma lui si beccò la Fama.

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Riassunto del Bot

La recensione mette in discussione il mito intorno all'album Heroes di David Bowie, evidenziando come l'opera si basi fortemente sulle influenze krautrock e sulle idee di altri musicisti tedeschi. Sebbene alcune tracce siano apprezzabili, il giudizio finale è di una certa delusione rispetto all'attesa. L'autore invita a una valutazione più distaccata dal consenso popolare.

Tracce testi video

01   Beauty and the Beast (03:36)

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03   “Heroes” (06:10)

04   Sons of the Silent Age (03:19)

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10   The Secret Life of Arabia (03:47)

David Bowie

David Bowie (David Robert Jones, 1947–2016) è stato un cantautore, musicista e attore inglese, noto per le sue continue reinvenzioni artistiche, i personaggi scenici e l'influenza sulla musica pop e rock.
109 Recensioni

Altre recensioni

Di  Perez1

 La title-track va direttamente tra i colossi della musica di sempre: una canzone che col suo crescendo ha fatto scuola.

 È tutto il senso di oppressione ed oscurità che pesa sull'album, a quasi trent'anni di distanza non ha perso smalto.


Di  zelda

 ‘Heroes’ è una rosa cresciuta tra le spine…

 Il Duca Bianco esce dal tunnel, più forte che mai, in piedi contro il vento.


Di  Dune Buggy

 "Ci baciammo come se niente potesse succedere e la vergogna era dall’altro lato."

 "Quando la voce di Bowie salta di qualche ottava più in alto si crea un effetto unico nella storia del rock."