Copertina di David Bowie Low
Ghemison

• Voto:

Per appassionati di musica rock, sperimentalismo, elettronica vintage e fan di david bowie.
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LA RECENSIONE

Low esce molto tempo fa nel 1977 ed è assai difficile crederci. Qui dentro c'è di tutto e di più. Rock punk industrial new-wave dark trip-hop ambient etno dowtempo post-rock...

L'inizio è veloce: il Duca ci propone un breve strumentale di funk robotico leggermente screziato di synth. Dopo questa breve introduzione ecco "Breaking Glass": chitarra un po' acida basso groovoso synth acidi e la voce di Bowie bella carica calda quasi sensuale. "What In The World" mantiene alto il ritmo e parla con un urgenza che porta diretti a molta disco-punk ed elettroclash di fine anni '90. Ok, quasi chiunque ha sentito almeno una volta "Sound And Vision": ritmo secco e costante basso sempre bene in evidenza e pioggia acida di synth. Quasi viene voglia di ballare e poi arrivano il sax e la voce sempre scura ed affascinante che si sovrappone a se stessa... "Blue blue electric blue it's the colour of my room...". Una di quelle canzoni capaci di scacciare la paranoia. Forse rappresenta il momento più alto del disco insieme alla seguente "Always Crashing The Same Car", descrizione di inquietante bellezza: una Mercedes che sgomma su del caviale in un garage sotteraneo di Berlino e si scontra sempre con la stessa macchina parcheggiata. La monotonia il disagio l'insoddisfazione in un bel pezzo rock geneticamente mutato in elettronica.
Incredibile. Forse le parole non riescono a descrivere tanta meraviglia.
Poi la rabbia chitarristia di Bowie ed il bisogno di un appoggio si sfogano sul nervoso tappeto di tastiere di "Be My Wife". Un rock'n'roll futuristico. Con lo strumentale "A New Career In A New Town" si chiude in maniera perfetta la prima facciata: il beat è contagioso ed il pezzo concilia tradizione (l'armonica in lontananza) e tecnologia (le ben presenti drum-machine).

La seconda parte si apre con "Warsaza": il perfetto equilibrio tra l'ambient-dark di Eno e le radici europee cercate da Bowie (che si libera in un canto senza parole) può ricordare il lavoro successivamente intrapreso dai Dead Can Dance. Con le seguenti "Art Decade", "Weeping Wall" e "Subterraneans" il disco si fa sempre più complesso e sfiora l'etno. Sono brani in cui la sensibilità particolareggiata di Eno viene sconvolta dal tormentato ego di Bowie. Paesaggi quasi industrial che raccontano la decadenza dell'uomo moderno e della società con un'occhio attento all'atmosfera berlinese.

Capolavoro assoluto di Bowie che, anche grazie al talento del non-musicista Brian Eno e della città veramente unica in cui è nato il progetto, raggiunge vette altissime tra ispirazione e sperimentalismo.

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Riassunto del Bot

Low, album del 1977 di David Bowie, rappresenta un mix innovativo di rock, elettronica e ambient. La collaborazione con Brian Eno e l'ambientazione berlinese danno vita a un capolavoro sperimentale, capace di unire ritmo, inquietudine e atmosfere uniche. Le tracce si alternano tra brani energici e momenti più introspettivi, in un disco di grande impatto artistico e musicale.

Tracce testi video

01   Speed of Life (02:47)

03   What in the World (02:23)

04   Sound and Vision (03:03)

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05   Always Crashing in the Same Car (03:33)

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07   A New Career in a New Town (02:53)

10   Weeping Wall (03:28)

David Bowie

David Bowie (David Robert Jones, 1947–2016) è stato un cantautore, musicista e attore inglese, noto per le sue continue reinvenzioni artistiche, i personaggi scenici e l'influenza sulla musica pop e rock.
109 Recensioni

Altre recensioni

Di  Venexiana1

 In questo caso la parola da riverberare con attenzione chirurgica è: Risentimento.

 Tra(sgre)dire, ecco la parola d'ordine del duca; ecco il veicolo folle cui ci dovremo abituare da qui all’eterno.


Di  Dune Buggy

 «L’esistenzialismo sonoro di un alieno emotivamente instabile»

 «Non si può esprimere razionalmente un viaggio nel terrore interiore di un uomo dall’esistenza lacerata»


Di  GordonPym

 Quando l’alieno David Bowie, inquieto astronauta degli spazi più reconditi dell’animo umano, incontra l’architetto musicale di perfetti spazi cosmici Brian Eno, ne nasce un disco straordinario.

 Subterraneans è il capolavoro conclusivo, i suoni sembrano frutto di sovra-incisioni e nastri che girano al contrario, regole armoniche e ritmiche che vengono letteralmente fatte a pezzi a vantaggio di una minimale ricerca primaria della pura e sotterranea emozione.


Di  Armand

 Dove David si truccava più di Amanda Lear, qui non c’è traccia di pigmenti mistificatori.

 Ti ritrovi in quella sospensione e naturalmente ti senti a casa, ti senti bene.