Questo qui è proprio un gran bel disco. Fabi è sempre stato bravo e mi piaceva già in dischi come "La cura del tempo" o "Novo mesto", che avevano segnato una prima maturazione rispetto ai primi tre dischi; con "Ecco" però si sente proprio il passaggio alla definitiva maturazione artistica, giunto al nono disco, uno che più invecchia e più sembra migliorare. Disco compiuto, completo, ispirato sia nei testi, ottimi, che nelle melodie, che negli arrangiamenti, corposi e di gran raffinatezza, come forse mai erano stati prima del 2012; sospeso tra la verve di un' intelligente canzone pop e delicato cantautorato malinconico e sussurrato, sulla scia presa dal genere negli anni '90 e '00, Fabi qui ottiene un compromesso perfetto tra orecchiabilità e bellezza "artistica", con canzoni che spaziano in varie sfumature, dando al disco appunto quel senso di compiutezza e raggiunta maturità. Ce ne son di cose belle: dall'ironia sagace di "Io" e "Indipendente", alla melodia assassina degli archi di "Elementare" (con un bellissimo testo), a quel gioiello irresistibile de "I cerchi di gesso", puro cantautorato pop-rock targato "anni '00" nelle sonorità, fino alla splendida title-track, che nella "struttura" mi ha un po' ricordato certe canzoni "ad esplosione" di Buckley Jr. O ancora "Le cose che non abbiamo detto", altra perla. Un grande disco questo "Ecco", forse il picco di una valida discografia. di più
This is the limited edition deluxe version of this release of only 60 copies.
Each of these unique beauties comes in a modified anti-static bag strung with a 100 year old children’s game tag. Each individual package contains a uniquely mysterious, relabeled antique 5", 78rpm record (not with music from this album on it, but quite seriously spooky when played at incorrect speeds, as we have found out ourselves), a vintage, mounted 1940's photograph of a "freak" from an antique album of “freak show” ephemera, with original hand typed description of photo under credit sheet on backside. The cotton sleeved, factory pressed disc design is inspired and taken from a scan of one of these strange old records! In essence...a vinyl/CD combo! di più
Ho un rapporto contrastante con questo disco, negli anni sono passato ad altalena a considerarlo mediocre o molto piacevole a seconda del momento. Ad oggi si è attestato sul molto piacevole. Si tratta del disco con cui i BOC enfatizzano la loro parte pop (che hanno sempre avuto, ma qui è dominante) concentrandosi su canzoni semplici, dalle melodie immediatissime, qualche volta banalotte qualche altra più riuscite e con strutture molto più lineari. Si perde quello stile e quel "mood" più personale che avevano mostrato nei precedenti tre dischi, inoltre aumenta anche la rotazione al microfono dei vari componenti della band, mentre il più attivo nella scrittura dei pezzi è Albert Bouchard che scrive le musiche di metà disco, due canzoni con testo di Patti Smith, particolarmente attiva come collaboratrice in questo disco, visto che oltre che scriverne le liriche, partecipa anche alla voce in una delle due canzoni migliori: "The Revenge of Vera Gemini", bel pezzo davvero. L'altra, ovviamente, è il gioiellino pop e loro evergreen firmato tutto da Roeser, l'inquieta, elegante "(Don't Fear) The Reaper". Ci sono altre canzoni molto carine ("Tenderloin" di Lanier, "E.T.I." l'hard-rock divertente e tamarrone di "Tattoo Vampire") e alcune invece che mi piacciono poco ma nel complesso è un buon disco pop-rock, con un paio di ottime canzoni. di più
Vinile, LP, Single Sided, Mini-Album, Limited Edition, Picture Disc Special 200 copies with sticker edition in Black Picture Disc.
Uscito in 5 versioni di diversi colori, nero, bianco, blu, verde, giallo. registrato su un singolo lato, nell'altro uno Stiker della copertina di "An Ideal For Living" di più
Salvi la regina! di più
Tra i pionieri massimi del genere. Oltre al thrash c'è anche un raffinato gusto musicale. di più
La "parte buona" degli Oasis, autore più che onesto e gran bella voce, al contrario di quel deficiente di Liam. Interessante anche la carriera solista, molto più degli ultimi dischi a nome Oasis. 4 quasi pieno di più
Un grandissimo coglione, arrogante e presuntuoso. 2 perché qualcosina-ina-ina con gli Oasis l'ha data. di più
La tipica svedese, alta,bionda e occhi azzurri di più
Gran bel gruppo, arrangiamenti curatissimi, anche nei brani più commerciali/conosciuti (su tutti penso ad Evil Woman). Per me un 4 pieno, tendente al 5. di più
Il più grande polistrumentista della musica leggera italiana: cinquissimo! di più
Ciao e complimenti per la recensione,io personalmente conoscevo i Black eyed peas solo per qualche canzone ma poi mi son detto; ma perché non approfondiamo un po' di più ascoltando un loro album per intero dall'inizio alla fine che così posso dare un giudizio sul disco e sul gruppo ??...devo dire che ascoltando il CD mi sono reso conto che è della bella musica e si lascia ascoltare con piacere e non stanca, e considero questo album uno dei loro migliori lavori anche di più del precedente elephunt che possiedo entrambi in cd ,il mio voto personale è 8 e lo consiglio il CD agli amanti della musica e anche per i neofiti che vogliono avvicinarsi a questo gruppo ,fatelo vostro ???? di più
Sta alle arti marziali nel cinema come Jimi Hendrix sta alla chitarra di più
L'hit-maker della storia della musica classica. E non solo. di più
Un mix di horror, intrattenimento e messaggi politico sociali. "Essi vivono" a mio avviso è il suo clou. di più
Beck.... bè...con Pink Floyd, King Crimson ed Iron Maiden è una delle grandi anime del multiverso sonoro che ha guidato la mia crescita musicale.
Visto per caso, nel gennaio del 1994, in un merdoso localino contenente si e no qualche centinaio di persone. Era sconosciuto. Al punto che prima del concerto tutti noi del pubblico scambiammo un semplice tecnico/rodie per Beck. Poi arriva lui....sembrava un minorenne timido...ma che concerto signori e signore! Trasformò in un paio d'ore un metallaro convinto, amante del prog e della psichedelia e che detestava qualsiasi cosa fosse "elettronica" in un fervente appassionato di tutto. Tutto di tutto. Beck, con i Radiohead, è il genio musicale che ha cambiato il volto della musica nei 90 e fino ai primi anni del 2000. Io non ho mai smesso di seguirlo, anche la sua ultima fase io la trovo gradevolissima, meno dirompente del Beck di qualche anno fa, ma sempre grande classe e tanto, tanto artigianato. Un genio! di più
Energica e grintosa rappresentante degli anni '70 e soprattutto '80 italiani. Decaduta dal '90 in poi. di più
Ciao ragazzi e ragazze di debaser sono mauretto, piacere di conoscervi , volevo scrivere una recensione su questo disco di questa band i kissin'dynamite band tedesca che propone un'hard rock con sonorità alla Europe, def Leppard, bon Jovi con un cantante dal timbro vocale molto simile a myles Kennedy degli alter bridge.. Ma veniamo al disco ; si parte con tanta grinta e potenza con la prima tracks che da' il titolo all'album ovvero; "not the end of the Road" che personalmente ti invoglia di alzare il volume al massimo, con un bel ritmo e un bel refrain , le successive "what goes up" e "only the dead " fanno un bel terzetto di Song che spingono sull'acceleratore, poi con la quarta traccia la bella ballad "good Life" che vi consiglio, con ospiti come ;(charlotte wessels ,guerrinca Mancini, soltario martis) che impreziosisce la canzone con un ritornello e dei bei cori che emozionano e coinvolgono , la successiva "Yoko Ono" con un' intro orientale è carina e niente male , poi la successiva Power ballad "coming home" è molto bella e si lascia ascoltare con piacere anche più di una volta , senza mai scadere nel banale, con "all' for alleluja" e "no One dies a Virgin " si spinge ancora sul pedale e che grinta, con "gone for good " si rallenta essendo una ballad molto piacevole,con ; "defeat It" e voodoo spell si hanno due bei pezzi tirati per concludere in bellezza con la stupenda ballad "scars" vi consiglio di ascoltare e acquistare il disco non ve ne pentirete fidatevi ,voto 8 di più
Io non mi ritengo nerd(u), ma per me tutta la sua animazione è l'antidoto al trash quotidiano che ci offusca le membra dal 533 Dopo Nanak(a)! di più
Parafrasando un uomo saggio: nessuno sa chi sono i Kraan ? Il basso prepotente colmo di groove di Hellmut Hattler ? L'avvolgente sassofono di Johannes Pappert ? L'elegante batteria e le percussioni tribali di Jan Fride ? Il grandissimo lavoro della chitarra psych-funky-rock di Peter Wolbrandt ? Oh caacchioo.
Esordio col botto di questa ottima band tedesca. Sono lontani da alcuni approcci ben più estremi e sperimentali di altre band conterranee e coeve, la formula qui è quella dello psych-acid rock cucito assieme a strutture Jazz-Rock/Prog e consistenti tocchi di Funk e fascinazioni tribali e mediorientali e dunque musica Fusion, nel vero senso della parola. Brevi le parti cantate (da Wolbrandt) mentre dominano lunghe parti strumentali, colme di belle intuizioni melodiche e grande fantasia musicale, tocchi di colore continui sempre aggiunti con grande classe. Domina il sax di Pappert, una vera delizia per le orecchie sia nelle parti più grooveggianti/acide che in quelle più melodiche, ma il lavoro di cesello della chitarra e la sezione ritmica sono altrettanto emozionanti. "Kraan Arabia" è la gemma del disco, frutto di quell'amore per l'oriente e il percussionismo stupendamente tribale tanto in voga in quella Germania, ma anche i 18 minuti di kraut-jam "Head" sono un viaggio che, soprattutto nella seconda metà del brano, non si può non affrontare con gioia. Esaltante. Tutto il disco è di gran qualità, comunque. Ottimo davvero, un disco eccellente. di più