Fondata sul suono percussivo dell’Hammond e sul timbro stridente del Moog, la suite (futuristica ma infantile allegoria del militarismo), è uno dei capisaldi del trio. Fra violente ed irregolari sezioni marziali (Eruption, Iconoclast,…) si aprono alcuni squarci lirici e dolenti (Stones of Years, Battlefield). Chiude la beffarda marcia di Aquatarkus. Buono il resto, con la solenne e barocca The Only way (vertice vocale di Lake) cui segue l’ipnotica e squadrata Infinite Space.
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