Jeff Buckley -Grace
Ogni anno o giù di lì ho il mio appuntamento con Grace.
Questo disco è stato forse il mio primo grande amore musicale, ai tempi delle medie, quando uno sperimenta le prime cottarelle, i primi amorini, le prime ragazze che ti fanno girare la testa;
ecco, Grace è la mia ragazza perfetta: la conosco a memoria ma riesce sempre a sorprendermi, la amo in tutte le sue sfaccettature, da quelle più dolci a quelle più accattivanti e ruggenti.
E poi quella voce, dai su.
Ogni anno o giù di lì mi chiedo se magari non ho sempre un po' sopravvalutato questo disco e me lo riascolto, ogni anno mi innamoro di nuovo di questo gioiellino. di più
Ligabue -Ligabue
Qui ancora Luciano ci sapeva fare... di più
Pink Floyd -The Final Cut
L'unico album dei Pink Floyd che ho "vissuto" in diretta. Uscì quando frequentavo le scuole superiori. La mia personale opinione su questo album, da musicista di musica antica, non può che essere estremamente positiva. "A requiem for the post war dream" come lo definì inizialmente Roger Waters è meravigliosamente orchestrato e arrangiato, una trasposizione in chiave rock e contemporanea di un Requiem Barocco. Testi di rara profondità e bellezza. Riflessione sulla vita, sul significato dell'esistenza nonchè aspra e lancinante critica alla guerra. Curato maniacalmente nei dettagli sonori. Ultimo album dei Pink Floyd, dalla gestazione sofferta, che chiude il capitolo più importante di questa band entrata nel mito.
Capolavoro che ascolto almeno una volta alla settimana ormai da molti anni.
Fonte inesauribile di ispirazione e di riflessione. di più
Francesco Guccini -Signora Bovary
Sempre un album su livelli ottimi, anche se personalmente mi ha detto di meno del precedente Guccini. Grandi brani come Culodritto, Signora Bovary, Van Loon sono veramente eccezionali ma su di me hanno un impatto meno personale come poteva essere Gli amici nel precedente o Via Paolo Fabbri nell'omonimo album. In ogni album del Guccio c'è sempre un capolavoro assoluto e Signora Bovary non fa eccezione: dopo Le osterie di fuori porta, Il pensionato, Amerigo, Antenor e Autogrill ecco Keaton, più di 10 minuti di storytelling. Contando poi Le pioggie d'aprile, uno dei brani melodicamente migliori del cantautore e uno dei suoi più bei arrangiamenti. Rimarrebbero solo Scirocco e Canzone di notte nr.3: la prima è sicuramente un bel tango decisamente coinvolgente però mi pare ricalchi un po' troppo la formula di Autogrill, la seconda è un brano piacevole che può anche smuovere qualcosa in certi notturni come me.
Direi in conclusione un bel disco, decisamente il più curato degli 80 e decisamente ispirato, anche se dopo Metropolis mi è calato un pochettino pur rimanendo ottimo di più
Grand Guignol Diabolique
E' solo sangue che pulsa in vene impazzite. di più
Kid Creole and the Coconuts
Kid Creole & The Coconuts, Coati Mundi, 1983 it's ...fun <3 di più
That Petrol Emotion
Grande gruppo sorto dalle ceneri dei nordirlandesi Undertones (Teenage Kicks). Per una serie di casualita' non sono diventati famosi, nonostante avessero tutto a loro favore. Una Band affiatata ed esperta, un "carismatico" Frontman e due ottimi autori, John O'Neill nella prima fase, Ciaran Mclaughlin nella seconda.
Tutti i 5 Album hanno ottimi brani da offrire con un Sound che va dalla Psichedelia al Rock alternativo, con un a spruzzata di melodie catchy stile "Power Pop", la palma del migliore va tuttavia al primo "Manic Pop Thrill"! di più
No Strange -Trasparenze e suoni
Il capolavoro nascosto della psichedelia italiana di più
Roberto Vecchioni -Sogna, ragazzo, sogna
Stesso discorso (e voto) di “El bandolero stanco”. di più
Bugo -Nessuna scala da salire
È una vita che io fuggo viaaaaaaaaaaaaa. Un passo avanti a Nuovi rimedi per la miopia ma manca un po' di scazzo che troverà nel successivo e ultimo Cristian Bugatti di più
No Strange -No Strange
Il capolavoro nascosto della psichedelia italiana di più
Adriano Pappalardo
Ringrazia Battisti piuttosto che sfotterlo...che senza di lui eri una nullità totale di più
In Flames
Fino a Colony solo grandi dischi. Fino a Come Clarity compreso, si ascoltano con piacere. Dopo solo merda fumante. di più
Roberto Vecchioni -El Bandolero Stanco
Un passo indietro rispetto allo straordinario disco di due anni precedente, ma comunque bello e ben curato. Quasi 4,5 di più
steve hackett -highly strung
Dopo l'artisticamente poco fruttuosa vacanza brasiliana ad Hackett nel 1982 è toccato ricominciare a stressarsi e a litigare con la Charisma. Il risultato è questo disco, uscito l'anno seguente, dalla gestazione travagliata e che sarà l'ultimo pubblicato per la storica etichetta di Stratton-Smith (che all'epoca credo gestisse ormai ben poco...). "Highly Strung" mi piace, è un bel disco tutto sommato, superiore non solo a "Cured" (che grazie ar ca) ma per me anche a "Defector" e non mi preoccupo a dirlo. In parte segue ancora una strada molto pop ma molto meno e più raramente che nel precedente. I suoni, quando non sono troppo popposi-plasticosi, sono brillanti, vivaci, decisi, come la chitarra di Hackett che qui torna a fare più di un figurone. Insomma già solo "Casino Royale" (che diventerà un classico delle scalette live di Stefano) si mangia "Cured" e se vogliamo parlare di pop ottantoso "Cell 151" con la sua prima parte molto pop-ruffianosa comunque piscia in testa al pop-curediano. Tutti i pezzi più pop stanno al centro del disco e se "Weightless" e "Walkin Through the Walls" sono scarsine (le uniche del disco a non piacermi) apro l'armadio e tiro fuori lo scheletro: a me piace "Give it Away" la cosa più poppettosa-plasticosa mai fatta da quest'uomo. Tutto il resto sono brani di buonissima caratura ("India Rubber Man" è una delizia, "Group Theraphy" ottima e così via). Bel disco, per me. di più
edoardo bennato -le vie del rock sono infinite
Edoardo Bennato & la fiera della merda, parte 3. Le due precedenti parti sono state prese dalle innominabili ciofeche del 1998 e 2003. E ricordiamoci che costui è sempre lo stesso di “Io che non sono l'imperatore”... di più
Steve Hackett -Cured
Hackett do Brasil (parte prima). Uscito stressato e in overdose di aspirina dal tour di "Defector", Stefanuzzo decide di rifugiarsi insieme a Kim nel paese natio di lei, il Brasile, e rilassarsi bello bello per qualche mese, magari scrivendo un po' di canzoni tra un drink, un bagno e una scopata. E si, questo suo primo disco brasiliano (nessuna influenza musicale, è stato concepito e scritto lì) non è granché. Si sente che è il tipico album ultra-rilassato di un artista che fa musica in un momento sereno e senza impegnarsi troppo, così, a tempo perso. Anche Kim era in vacanza, nessun dipinto per copertina, solo una foto da lei scattata al marito, dove dall'espressione di Steve si evince la vastità del cazzo che gliene fregava di impegnarsi troppo a comporre, in quel momento. Ma questo tipo di pop leggero-leggero a lui non viene bene e l'album è zeppo di canzoncine molto scialbe (la più carina è "Hope I Don't Wake Up" anche se sembrano, per dirne una, gli Yes, quelli più o meno coevi ovviamente). Steve se lo canta da solo (orribile scelta) e infatti si salvano gli strumentali: bella "Air-Conditioned Nightmare" e il già all'epoca tipico brano per chitarra classica ("Cradle of Swans") che alzano il livello di un album tra i suoi peggiori in assoluto. Un paio di brani potevano esser meglio, forse, ma non sono stati, il resto è pop mediocre con orribili coretti e parti cantate. di più
Lucio Battisti
È ingiusto! Lo odi a prescindere per quelle canzoncelle da falò tipo La canzone del sole ma appena approfondisci scopri perle come Anima latina, Don Giovanni, Umanamente uomo, CSAR, La sposa occidentale, Una donna per amico, Il mio canto libero e lo ami alla follia... veramente Lucio, sei proprio bastardo...E PIGNOLO! di più
Deep Purple -Whoosh!
Possibile che sia un bel disco? Io dico yesssssss!! di più
Ivano Fossati
Colui che ha tenuto viva la canzone d’autore italiana nei difficili anni novanta. di più