Francesco Guccini -Guccini
Un proseguio di Metropolis abbastanza piacevole. Autogrill un caposlavoro immane, a un gradino sotto Gli amici e (spero non mi bastoniate per questa) Shomer ma mi- Llilah. Ma nonostante metà album sia effettivamente ottima, la maggior parte dei brani sono sia meno ispirati rispetto a Metropolis e non crescono con gli ascolti. Per esempio in Metropolis più ascoltavo Black out e Milano più riuscivo ad apprezzarle, invece qua avrò ascoltato almeno 10 volte Argentina e ancora non riesco ad apprezzarla in pieno. E rimangono da vedere solo le buone Gulliver e Inutile, che sono essenzialmente dei brani carini e significativi che aggiungono sicuramente all'album ma che alla fine non hanno l'impatto dirompente di Autogrill o Gli amici. Peccato poteva essere un gran bell'album, anche se rimane comunque su livelli più che buoni di più
Vasilij Grossman -VITA E DESTINO
"La guerra era arrivata in ogni reparto della Fabbrica Trattori. Ma i vivi erano ancora vivi."
L'aberrazione Nazista e il totalitarismo Sovietico sconfitti dalla bontà e dall'eroismo di milioni di uomini e donne. di più
Enzo Carella -Sfinge
C-A-P-O-S-L-A-V-O-R-O. Un album bello fresco, prodotto divinamente con nove brani stellari uno più bello dell'altro. Per gli scettici, andate a leggere il testo di Riflessione finale e poi ne riparliamo di più
Scarabeo -Pour Ellae
Primo album del cantautore e paroliere milanese Scarabeo. 12 tracce di genere vario ciascuna dedicata a una ragazza diversa in un mix di italiano, inglese e francese. L'album è stato prodotto da Paolo Faldi e registrato presso Overdrive Studio di Milano e pubblicato da GRecords. di più
Amedeo Minghi
Ha fatto qualcosa di carino ('1950', 'Quando l'estate verrà'...), ma onestamente, per qualche strana ragione, mi è sempre stato sulle balle in una maniera allucinante. E poi dopo quel periodo in cui veniva spacciato come un grande autore della musica italiana, che tutti lo chiamavano 'maestro', mi è diventato ancora più odioso. Comunque 2,5 ma solo per bontà... di più
Oldfield Mike -Ommadawn
Ho anche il vinile; il primo lato e' la sua composizione migliore, a mio avviso. di più
Enzo Carella
Ha fatto poco, ma quel poco l'ha fatto perfettamente. Ah, Sfinge è un capolavoro di più
tony banks -still
Disco non da buttare, per metà è un disastro ma l'altra metà è buona ."Still" è un po' il gemellino di "We Can't Dance", sia per l' anno di uscita, sia per il vizio di mescolare canzoni orribili ad altre decisamente più dignitose. Lo vediamo, Totonno, in copertina, seduto in posa, nella sua miglior imitazione di Baglioni, a pensare ad un modo per scalare le charts anche senza Phil. Le prova tutte eh, tipo farlo uscire lo stesso anno del disco con i Genesis, ma niente. Da qui anche la disastrosa collaborazione con Nik Kershaw in tre brani, tutti tassativamente brutti, uno ("I Wanna Change the Score") semplicemente orrido. C'è poi l'altra collaborazione, con Fish. Devo dire che mi fa strano vedere Banks suonare con il cosplay di Gabriel ma vabbè, da qui escono due brani, uno carino ("Angel Face") e l'altro, il più elaborato e progressivo del mucchio (Another Murder) che è un bel pezzo, niente male. Mi sta simpatica anche "Hero for an Hour" che Totonno si canta da solo. Ma la mia preferita è "Water out of Wine", con la voce suadente di Jayney Klimek e la tastiera flautata di Banks, è il gioiello del disco. Oh, è una canzone di cui sono sempre stato innamorato, la trovo bellissima. La Klimek per par condicio canta anche in quella schifezza di "Back to Back" orrido brano scala-classifiche (nelle intenzioni...). Insomma, mezza-merda e mezzo-buono, è un disco dignitoso, il migliore dopo l'esordio. di più
Jo Fedeli
Oltre a cantare brani memorabili giuocava anche nell'Internazionale.
Si sà. di più
David Gerrold
Scrittore di FS, ottimo soprattutto nel campo della FS avventurosa.Si è occupato anche di alcuni episodi di ST: I, Mudd - The trouble with Tribbles (mitico) - The Cloudminders. di più
Yes
1 e 2 agli Yes, ma levatevi. Solo "Fragile" e "Close to the Edge" gli garantiscono un 5 a vita. di più
Rino Gaetano
A tutti quelli che lo definiscono "sopravvalutato", vorrei farvi notare che non ha scritto solo "Gianna", tra il 1974 e il 1977 ha tirato fuori tre tra i più bei dischi di cantautorato italiano. Do 4 e non 5 (che alla fine sarebbe il classico 4,5) solo a causa di qualche pezzo un poco più sottotono. di più
Francesco Guccini -Stagioni
Un fantastico testamento, un correre inesorabile e ingiusto del tempo. Due grandi capolavori: Don Chisciotte e Addio, la prima epica e disillusa, la seconda quella che vorrei al mio funerale. In mezzo ottimi brani come la grintosa Ho ancora la forza, il jazz anni 50 di Inverno 60, la malinconia di Autunno...e poi ci sono la titletrack e E un giorno, che pur essendo ottime hanno qualche piccolo difetto (la prima troppo celebrativa del Che, la seconda un pochettino retorica). Resta solo Primavera 79, un brano così e così che però riassume bene lo scorrere del tempo che impermea tutto l'album. In conclusione, un disco curato, con arrangiamenti studiati ottimamente e dei testi malinconici, disillusi e incazzati che fanno tornare alla memoria un po' quella disillusione di Via Paolo Fabbri, seppur in maniera meno esistenziale di più
Amedeo Minghi
Chissà perché Pasqualino Panella ha deciso di scrivere testi per questo mollusco... di più
Steve Hackett -Wild Orchids
Un buon disco questo "Wild Orchids", nella media della produzione elettro-acustica di Hackett. Il difetto principale del disco infatti è che 17 tracce sono troppe e non tutte sono valide, e non aiuta l'estremo eclettismo stilistico delle varie canzoni, altra caratteristica che in Hackett mi piace e non mi piace, ad esempio qui sembra ci provi gusto a spiazzare l'ascoltatore con canzoni diversissime tra loro per generi, stili, atmosfere ecc. Alla fine la sua cifra stilistica è quella di non averne una, mi viene da pensare, e per quanto di solito mi piaccia la versatilità anche all'interno di uno stesso album, e apprezzi anche quella di Hackett, a volte con lui mi sembra sempre una cosa esageratamente forzata, di chi non ha mai capito (o se ne è sempre fregato, magari) di cosa mettere precisamente nei suoi dischi. Fortuna che la qualità media delle canzoni anche qui è più che soddisfacente. Qui ci sono pezzi acustici/classici/orchestrali (ancora la Underworld dello splendido "Metamorpheus") e pezzi elettrici, pezzi dolcissimi e quieti stupendamente bucolici ("To a Close") e pezzi nervosi e cupi, cover di Bob Dylan e brani che non penseresti mai "Minchia, questo è Hackett, si sente" (tipo "Down Street" che per inciso è una delle più belle o "Ego and Id" addirittura composta da John Hackett, flautista classico, ed è un pezzone elettrico incazzoso...), temi musicali che ricorrono, canzoni bellissime e altre decisamente meno ("Wolfwork"). Un po' incasinato, ma è un buon disco. di più
Linkin Park
La gente non capisce una mazza e probabilmente non ha nemmeno ascoltato gli altri album ma sono andati su fiducia degli haterz. A Thousand Suns miglior album senza dubbio, concept perfetto, cosa che HT e Meteora nonostante le loro canzoni memorabili non sono. LT e THP album buoni, e poi OML che personalmente piace, ma lo reputo il peggiore della band. di più