De Vet Du
Gruppo svedese goliardico con sonorità prevalentemente dance. Una versione non rock dei bloodhound gang senza la possibilità di capire i testi. Il più alto canta, spesso in falsetto, il più basso rappa, il biondino non ho capito cosa faccia e dj hunk, quello a torso nudo, fa le basi.
Molta attenzione anche ai video in cui non manca la più celebre materia prima svedese. di più
Ivano Fossati -Lampo viaggiatore
un passo indietro rispetto allo straordinario "la disciplina della terra", ma comunque strepitoso. quattremmezzo, "c'è tempo" e "il bacio sulla bocca" i capolavori del disco, senza dubbio. di più
Lucio Dalla -Lucio
merdaccia anche questa! un poco gradevole "putipù". il resto è da evitare come la peste. di più
Franco Battiato
-Bravo e bello
- Punti di vista di più
Brunori sas
Uno che scrive buone canzoni, poco modesto ma non se la tira neanche eccessivamente. Ah, A casa tutto bene di più
Edoardo Bennato -Pronti a Salpare
Rivalutato, nulla di particolarmente eclatante ma comunque un disco “sopportabile”. Nettamente meglio di tutti gli altri dischi degli ultimi trent’anni. 6/6,5 di più
Queen -Jazz
"Jazz" ha tre cose: "Don't Stop Me Now" (appiccicosa come il miele, maledetta, una bomba come pop-song devasta-classifiche) "Bycicle Race" e "Fat Bottom Girls". Tre singoli azzeccatissimi. Il resto, perdonatemi, passa dall'orrido al noiosissimo, io questo disco non riesco ad ascoltarlo, escluse quelle tre. Tre singoli perfetti, disco però bruttarello, il primo bruttarello dei Queen. di più
Queen -Queen
Il bell'esordio dei Queen. Pasticci kitsch, hard-rock, pop, glam, ballad un po' de tutto ma era una band divertente e che sapeva scrivere qualche gran canzone, a patto che uno digerisca l'impasto. E i coretti. Tipo "Fairy King", quanto è esageratamente pacchiana in più di un momento "Fairy King" eppure è bella mi piace un sacco, i Queen sono così, hanno preso da qui e da lì, mai originali davvero eppure così personali, in positivo o in negativo fate voi, che sono tra le band più facilmente riconoscibili dopo mezza nota di qualsiasi pezzo. Ah e la voce di Mercury, vabbe. Questo disco secondo me parte col botto poi cala alla distanza ma è un valido debutto, ci sono singoli azzeccati ("Keep Yourself Alive" ma con i singoli difficilmente cannavano, anche negli anni peggiori) pezzi un po' troppo pasticciati e appesantiti anche per i loro standard ("Liar") e una delle canzoni più fiche in assoluto della band "Great King Rat", pezzo forte di questo primo disco omonimo. Però... "Fairy King"... che mirabile kit-scheria. di più
Antonello Venditti -Tortuga
Senza parole.. un aborto di rara bruttezza. E lui stesso l’ha pure definito “il suo migliore disco”... uno schiaffo a tutte le Giulia, le Canzoni per Seveso, gli Stambecchi feriti di tutta la sua carriera... senza contare che c’è il suo punto più basso IN ASSOLUTO, e non c’è bisogno che vi dica di quale si tratta. Purtroppo il database mi impedisce di mettere uno zero spaccato, quindi sono costretto a mettere un ricco uno.. di più
Tom Waits
Un pianoforte, una sigaretta, il fumo che riempie il locale. Un whisky, mentre inizia la musica e la voce di Tom Waits accarezza, graffiando, l'aria. di più
Francesco Guccini -Guccini
Un proseguio di Metropolis abbastanza piacevole. Autogrill un caposlavoro immane, a un gradino sotto Gli amici e (spero non mi bastoniate per questa) Shomer ma mi- Llilah. Ma nonostante metà album sia effettivamente ottima, la maggior parte dei brani sono sia meno ispirati rispetto a Metropolis e non crescono con gli ascolti. Per esempio in Metropolis più ascoltavo Black out e Milano più riuscivo ad apprezzarle, invece qua avrò ascoltato almeno 10 volte Argentina e ancora non riesco ad apprezzarla in pieno. E rimangono da vedere solo le buone Gulliver e Inutile, che sono essenzialmente dei brani carini e significativi che aggiungono sicuramente all'album ma che alla fine non hanno l'impatto dirompente di Autogrill o Gli amici. Peccato poteva essere un gran bell'album, anche se rimane comunque su livelli più che buoni di più
Vasilij Grossman -VITA E DESTINO
"La guerra era arrivata in ogni reparto della Fabbrica Trattori. Ma i vivi erano ancora vivi."
L'aberrazione Nazista e il totalitarismo Sovietico sconfitti dalla bontà e dall'eroismo di milioni di uomini e donne. di più
Enzo Carella -Sfinge
C-A-P-O-S-L-A-V-O-R-O. Un album bello fresco, prodotto divinamente con nove brani stellari uno più bello dell'altro. Per gli scettici, andate a leggere il testo di Riflessione finale e poi ne riparliamo di più
Scarabeo -Pour Ellae
Primo album del cantautore e paroliere milanese Scarabeo. 12 tracce di genere vario ciascuna dedicata a una ragazza diversa in un mix di italiano, inglese e francese. L'album è stato prodotto da Paolo Faldi e registrato presso Overdrive Studio di Milano e pubblicato da GRecords. di più
Amedeo Minghi
Ha fatto qualcosa di carino ('1950', 'Quando l'estate verrà'...), ma onestamente, per qualche strana ragione, mi è sempre stato sulle balle in una maniera allucinante. E poi dopo quel periodo in cui veniva spacciato come un grande autore della musica italiana, che tutti lo chiamavano 'maestro', mi è diventato ancora più odioso. Comunque 2,5 ma solo per bontà... di più
Oldfield Mike -Ommadawn
Ho anche il vinile; il primo lato e' la sua composizione migliore, a mio avviso. di più
Enzo Carella
Ha fatto poco, ma quel poco l'ha fatto perfettamente. Ah, Sfinge è un capolavoro di più
tony banks -still
Disco non da buttare, per metà è un disastro ma l'altra metà è buona ."Still" è un po' il gemellino di "We Can't Dance", sia per l' anno di uscita, sia per il vizio di mescolare canzoni orribili ad altre decisamente più dignitose. Lo vediamo, Totonno, in copertina, seduto in posa, nella sua miglior imitazione di Baglioni, a pensare ad un modo per scalare le charts anche senza Phil. Le prova tutte eh, tipo farlo uscire lo stesso anno del disco con i Genesis, ma niente. Da qui anche la disastrosa collaborazione con Nik Kershaw in tre brani, tutti tassativamente brutti, uno ("I Wanna Change the Score") semplicemente orrido. C'è poi l'altra collaborazione, con Fish. Devo dire che mi fa strano vedere Banks suonare con il cosplay di Gabriel ma vabbè, da qui escono due brani, uno carino ("Angel Face") e l'altro, il più elaborato e progressivo del mucchio (Another Murder) che è un bel pezzo, niente male. Mi sta simpatica anche "Hero for an Hour" che Totonno si canta da solo. Ma la mia preferita è "Water out of Wine", con la voce suadente di Jayney Klimek e la tastiera flautata di Banks, è il gioiello del disco. Oh, è una canzone di cui sono sempre stato innamorato, la trovo bellissima. La Klimek per par condicio canta anche in quella schifezza di "Back to Back" orrido brano scala-classifiche (nelle intenzioni...). Insomma, mezza-merda e mezzo-buono, è un disco dignitoso, il migliore dopo l'esordio. di più
Jo Fedeli
Oltre a cantare brani memorabili giuocava anche nell'Internazionale.
Si sà. di più