C'era un periodo, fra il 2007 e il 2009, dove riuscivi a portarti a letto chiunque soltanto facendoti il ciuffo e mettendo in loop "Diventerai Una Star". Sfortunatamente all'epoca avevo i capelli corti... di più
SUPERISSIMA TUTTO DISCO INSUPERABILE GRANDE LIZA E STRAFIGA ANCHE di più
Per un amante della fantascienza indispensabile. di più
Ultimo album del Vasco arrabbiato e riflessivo, poi eccetto alcuni pezzi, la caduta in depressione. di più
Peccato per la registrazione al limite della sufficienza di più
Uno dei migliori album di più
Il disco mini live sarebbe anche valido se non fosse registrato cosi male che sembra fatto con un telefonino in mezzo al pubblico da una certa distanza. E a quei tempi non esistevano i telefonini quindi non vi dico cosa si sente se ascoltato su un impianto serio. di più
spezzoni di live del 77/81/86
buona la registrazione, nulla di imprescindibile! di più
live discreta qualita' audio, tour di And then..... di più
Come persona lo trovo insopportabile. Ma, a livello puramente musicale, come si può dargli meno di 5? Uno dei pochi nostri artisti che può vantare una discografia (quasi) interamente impeccabile. di più
figo da ex-ginnasta e appassionato del movimento corporeo trovo tutto molto faigo !! scusate il linguggio postadolescenziale, di più
Disco immenso non si finisce mai di ascoltarlo. di più
Negli '80 è un po' scaduto, ma nei '70 è stato veramente un grande. di più
Un ottimo nuovo inizio per i Reinassance formazione 2.0 (che poi loro, con quel nome, partivano già avvantaggiati, vorrei pure vedere). "Kiev" "Bound for Infinity" e "Rajah Khan" sono le mie preferite ma tutto il disco è bello, senza passi falsi. Più curiosa la netta divisione dei compiti tra composizione ed esecuzione. La band è tutta nuova, dominata dal pianoforte di Tout e dalla voce della Haslam, ma i brani sono tutti composti o da McCarty, che ha continuato a scrivere per la band pur non suonandoci più o da Michael Dunford, che in "Prologue" non era nemmeno un membro "attivo" della band, oltre alla paroliera Tatcher (no, non Margherita, bensì Bettina). Insomma i soliti scrivevano i brani e i 5 della nuova formazione erano in pratica ottimi interpreti/esecutori. Ma tant'è, ottimo disco. di più
I DUE GIGANTI INCOMPRESI NELL'ODIERNA MUSICA ITALUANA. di più
Forse il suo capolavoro, e se non lo è ci si avvicina molto. di più
Apprezzabile fino al 1994. Quello che è venuto dopo è stato veramente atroce. di più
The Downward Spiral e The Fragile bastano e avanzano per il massimo dei voti. di più
Il gruppo prog paradigmatico. Hanno avuto l’era d’oro quando il prog ha avuto l’era d’oro (‘70’75) hanno prodotto l’ultimo buon disco propriamente prog nel 1976 quando l’ultimo anno “buono” è stato il 1976. Si sono sciolti all’affacciarsi degli anni ’80 con un tempismo perfetto, proprio come avrebbero dovuto fare parecchi loro colleghi. Tecnica a piene mani ma anche una discreta orecchiabilità. Unica cosa di loro NON prog: la durata genericamente breve dei loro brani. Non hanno mai ecceduto con vere e proprie suite-fiume. Per me 5 stelle a vita.
IL mio personalissimo cartellino:
Gentle Giant = 7,5
Acquiring the Taste = 8,5
Three Friends = 8,5
Octopus = 9
In a Glass House = 8
The Power and the Glory = 8
Free Hand = 7,5
Interview = 7
The Missing Piece = 6,5
Giant for a Day = 5,5
Civilian = 6 di più
Caleidoscopico, pieno di ritmi e suoni vari. Un album che non può mai stancare. di più