Più piccolo di Funeral, altrettanto importante. Anzi. di più
Chiamiamola convergenza astrale ma questo album gli riuscì alla grande. Un pò figlio dei suoi tempi, ma anche normale. di più
Degli aucan mi ricorderò per sempre la pasticca che trovai attaccata ai pantaloni il giorno dopo un loro live. di più
4 perché meritava di più. Meritava che ognuno di voi sapesse a memoria almeno "La Lavatrice E Il Muro" ma anche altre, eh. di più
All'epoca lo adorai. Con gli anni è peggiorato abbastanza. Comunque quante volte le ho ascoltate live queste canzoni... di più
Gli darei 5 ma sarebbe sbagliato. Comunque uscì al momento giusto perché lo prendessi dritto in faccia e scopri questo maledetto "indie italiano". di più
Avrei voluto tanto amarlo. Ma tutt'oggi non mi entra una canzona in testa. Una grande dimostrazione di varietà musicale, sicuramente. di più
Azzeccare una manciata di canzoni. Non è da tutti. Brava. di più
L'album della maturità. Qualsiasi maturità sia. di più
Certe canzoni sono iconiche ma come qualsiasi cosa che facevano in quegli anni. Naturalmente si parla nel paromana italiano. di più
Un buon album degli Afterhours. Però senza i picchi che si trovano in altri album. di più
Celebrazione necessaria di una band che stata rivoluzionando il panorama rock made in ita. di più
Certe canzoni le ascolto tutt'oggi. E quando parte tutto, mica skippo nulla, anzi. di più
Uno degli album più interessanti del 2011. Un taglia e cuci ossessivo e riuscitissimo di più
Tra i migliori artisti in circolazione. Porcupine Tree tra le migliori band Prog dell'ultimo ventennio, la carriera solista ci ha regalato Capolavori come The Raven That refused to sing e Hand Cannot Erase e i suoi progetti secondari vanno dal buono all'ottimo. Poliedrico, creativo e con una cura nel suono e dei dettagli assurda. Questo ne sa a pacchi. di più
Per qualche grande espertone di RePP e Niuwmerdal queste sarebbero canzonette pop italiote che ci beviamo solo in Italia. Come si dice, la merda al posto del cervello. di più
L'ultimo grande chitarrista prog,un esempio di continuità e tradizione di più
Un pugno in faccia; un gigantesco macigno uditivo. Un esasperato meteorite dal nerissimo colore. Oltre l'Heavy Thrash di "Killing Technology" e "Dimension Hatross"; distanti anni luce dal suono Progressive di "Nothingface" e "The Outer Limits". "Phobos" è il nono disco dei canadesi; il più difficile nell'ascolto. Claustrofobico, con una produzione chiusa, opprimente. La voce straziante di Eric, i riff ossessivi di chitarra di Piggy, in alcuni momenti vicinissimi alla pesante freddezza dell'Industrial Metal. La batteria "oltre" di Away. Tutti ingredienti che uniti insieme vanno ad edificare un gelido magma sonoro: terrificante, terrificanti. Mi basta segnalare gli otto minuti del brano Bacteria. Personalmente tra i cinque migliori album mai pubblicati dai Voivod...FORLORN... di più
Tecnicamente preparati e competenti. Non so se siano il più grande gruppo italiano, sicuramente sono nell'olimpo. Anche se personalmente non mi hanno mai entusiasmato troppo. Li trovo troppo freddi e senza quelle sfumature che danno calore e comunicativa alla propria musica. Per questo una stella in meno. Solo sensazioni personali. Demetrio Stratos comunque è una delle figure più carismatiche e singolari della musica italiana tutta. di più