Non male ma eccessivamente pompati dagli ambienti super snob. Preferisco i Loudness. di più
5 essenzialmente per l'integrale "the lamb" live. E chissenefrega per le sovraincisioni di Hackett e le parti re-incise di Gabriel, il live è stupendo!. di più
E CHE DIAMINE!1 di più
Bellissimo album di un ragazzino di origini russe, lituane per la precisione, ma ai tempi si parlava ancora di domini dello zar, che era anche ebreo di nascita, e aveva mostrato un talento precoce fin da piccolo. La sua famiglia, arrivando ad Ellis Island, si era sottoposta alla pratica di “americanizzazione” del cognome. Quello che in Russia era Kaplan, era diventato Copland, con un tratto di penna.
E quel ragazzino, in ossequio alla tradizione giudaica, portava il nome del sommo sacerdote Aronne, americanizzato in Aaron.
E con quel nome, Aaron Copland, sarebbe passato alla storia. Tutto da scoprire... di più
La tanto attesa "reunion" si concretizzò nel 1998 con "Psycho Circus". Paul, Gene, Ace e Peter di nuovo insieme a distanza di 19 anni dall'ultima volta. Anche se Frehley e Criss non compaiono in tutte le tracce, l'album è un concentrato di Rock N Roll come non si sentiva da tempo in casa Kiss (escluso Revenge). Basta l'iniziale title track per dare un calcio nelle palle a tutta la produzione anni 80 (post "Lick It Up" ) della band. di più
Rock per gente che non ama il rock. di più
Dio benedica Jon Nödtveidt di più
Ok, un grande chitarrista e qualche canzone decente. Io pero' ho passato la vita cercando di stare alla larga da costoro. di più
The sky will fall, the earth will pray,
When judgment comes to claim its day! di più
il miglior album pop italiano del nuovo millennio, il suo migliore! di più
tentativo non troppo riuscito di conciliare un lavoro che voleva essere molto rock, contaminato dalle mode anni 80, un po Cameriniane. di più
Si sarebbero dovuti sciogliere dopo Seventh Son Of A Seventh Son, invece..... di più
Album dalle atmosfere eteree e rarefatte, sospeso magicamente tra la musica classica, il pop e la new age in "un'area grigia", come fu definita dallo stesso Joe Jackson all'epoca dell'uscita dell'album:
"La musica più interessante vive in un'area grigia che sta a cavallo tra tutti i generi e dove c'è un continuo incrociarsi di pop e musica classica. Se ne parla poco perchè l'industria discografica non ha ancora trovato un'etichetta adatta per definire questo tipo di proposta". di più
"Tu sei la guerra mondiale, io la batracomiomachia" di più
The Velvet Voice di più
indefinibile tanta bellezza di più
Un disco che mette una grande allegria. Lo uso con i miei pazienti quando indosso gli abiti da psichiatra. A volte lo uso per togliermi la camicia di forza. di più
Il disco che presenta il lato del Tom Waits grande intrattenitore da palcoscenico. In questo primo live (con solo pezzi inediti) in cui scherza col pubblico, si lancia in siparietti ironici e spassosi, cazzeggia e quando c'è da cantare lo fa da dio. Un lato che diventerà sempre più ovvio fino ad esplodere col teatro di Frank's Wild Years e il film-concerto di "Big Time" a fine '80 oltre che con la dignitosissima carriera d'attore. Live tutto particolare registrato in uno studiolo con un po' di pubblico nella sala di registrazione ad assistere a questo intimo concerto di un Waits meravigliosamente istrionico. E poi si cita Edward Hopper come ciliegina sulla torta. Un piccolo classico questo disco, importante nel percorso artistico di Waits. di più
Ai tempi furono una vera e propria rivoluzione. Comprai il diaco appena uscì, nel 74, e immediatamente mi fu chiaro che questi qua avevano inventato qualcosa di veramente nuovo. Eravamo immersi in un brodo permanente di progressive che colava da tutte le parti e i Supertramp ci fecero perdere la verginità trascinandoci con loro per un momento al confine con il pop d'autore... Ah, che tempi!... di più
Non mi hanno mai convinto di più