"Sorrow Swallows My Screams" di più
Trovarsi al posto giusto nel momento giusto è una di quelle priorità necessarie per spiccare il volo. Per i Mother love bone era il momento ma non il posto giusto. Quando comprai Apple mi aspettavo del Grunge ma in realtà trovai una band più simile a quelle sonorità che imperversano a L.A. che Seattle. Ma questo poco conta perché qualche mese dopo questo buon esordio già Wood cantante era morto per overdose. Gossard assieme al suo amico Ament formerà i Pearl Jam ma quella è un'altra storia. Cosa rimane a distanza di tanti anni di questo folgorante esordio. Certamente tante belle canzoni un gusto per le ballatone Hard Blues immenso e la rabbia di ciò che doveva essere e non è stato. di più
John Niven del 1972 è uno scrittore e sceneggiatore scozzese.
Nato nella contea di Ayrshire, si è laureato in letteratura inglese nel 1991 alla Glasgow University.
(cit.wikipedia) di più
Il disco più pop di Gabriel è quasi un altro capolavoro. Facendo finta che non esista quella schifezza di "Big Time", l'album è pieno di pezzi di grande valore. "Mercy Street" e "In Your Eyes" sono due capolavori, la seconda una delle vette del "pop-etnico" di Gabriel, entrambe tra le mie preferite del suo repertorio. Anche "Red Rain" è una grande canzone così come sono decisamente riuscite canzoni come "This is the Picture" (con Laurie Anderson) e "That Voice Again" e perfino la furba, ma bellissima, "Don't Give Up", celeberrimo duetto con Kate Bush qui in versione di dolce angelo consolatore, e che basso Levin! Suoni e atmosfere "soffuse-mistico-etniche" ricoprono tutto il disco e sono tipiche di quel Gabriel e immediatamente riconoscibili, al pari della sua versatilità, in un disco che alterna il pop ammazza-classifiche di "Sledgehammer" a cose come "We do What We're Told". di più
copertina orribile, disco quasi da 5 di più
possiedo scopo collezione, a tratti imbarazzante! di più
Lasciatevi trascinare dal suono tanto caldo quanto sensuale di quest'album, ne varrà la pena perché già alla fine della titletrack avrete il sorriso di un beone stampato sulla faccia... di più
É ex Perito glaçateur, oui di più
Bravissimi! Si sente tutto l'impegno che questi "ragazzi" ci hanno messo. I brani sono originali e curati, unica pecca...poca chitarra e troppe tastiere. Comunque è un bell'album! di più
Entro da Ricordi per comprare il disco dei Liars che non avevano lo ordino salgo le scale per andarmene ma alle mie orecchie arriva qualcosa di sublime. Riscendo "scusa amico ma chi sono" sono gli Interpol il pezzo Untitled. Amore a prima vista. Le canzoni e scaletta sono di una perfezione assoluta quanto 21,90 "alla faccia e poi vi lamentate che non si vendono più i dischi". Comprarlo ne è valsa la pena a distanza di anni è sempre un bel sentire. di più
Uno che suona progressive rock con il pennello! di più
da tenere d'occhio! di più
primo, di un poker di capolavori. di più
Da sempre il motore Diesel Turbocompresso dei Dream Syndicate. Con il suo drumming secco, calcolato, regolare detta i giusti tempi a Steve Wynn e solida compagnia. Un metronono; a tal proposito si consiglia l'ascolto dell'inno immortale "The Days of Wine and Roses" per capire la consistenza di Dennis, classe 1953. di più
Non è semplice esprimere un giudizio senza commuovermi. Una intera giornata ho aspettato alla notizia che davano in Tv queso Unplugged. Basta ascoltare per capire che la tecnica la perfezione non valgono tanto se rapportate alle emozioni che Staley mi ha dato col suo filo di voce. Il momento più emozionante la sua entrata magro occhiali neri l'applauso sincero del pubblico lui che inizia a cantare e un'altro applauso ancor piu forte del precedente. Questo momento e la conclusiva Where did you sleep last night di Cobain i due momenti più emozionanti a cui io abbia assistito. Ci stavano lasciando e alzi la mano chi non l'avesse capito che quello fosse un addio e non un Arrivederci. Il modo e la dignità con cui lo hanno fatto rende ancora più prezioso questi due momenti irripetibili per me. di più
ha composto alcune delle colonne sonore (Furyo, l'ultimo imperatore, Il tè nel deserto, ecc.) più belle degli ultimi 50 anni. di più
c.zz0 è? è proprio vero che l'evoluzione di internet e di alcune piattaforme in particolare (youtube, social, ecc.) ha generato in questo secondo decennio del ventunesimo secolo dei mostri anche peggiori di quelli cag@ti dalla de filippi. di più
Sinceramente? Me lo scoperei. di più
Tipico album a cui viene riconosciuto il reale valore a distanza di anni. Tempo necessario per scrollarsi di dosso un predecessore scomodo che nel caso di Generator è triplo. Uscire indenne da Suffer, No Control e Against non è stata cosa facile ed infatti ha pagato pegno e adesso lo posso dire a voce alta ingiustamente dato la validità di Generator. Strano destino per band come Husker Du Fugazi nel dare alla luce album che sfiorano il capolavoro e venire accolti e valutati meno del valore che meriterebbero. Rivalutato giustamente. di più