Roberto Vecchioni -Milady
Quelli che conoscono il Vecchioni dei 70, ossia il suo cantautorato sospeso tra folk e rock, avranno una bella sorpresa: un pop dal clima soft, sul quale si snodano i testi (sempre grandiosi) di questo lavoro, che oltre alle celebri "Alessandro e il mare" e la title-track, propone un trittico d'intenso romanticismo come "Certezze" "Parlami d'amore Mariù" e "Leonard Cohen". Peccato solo per gl'ultimi due pezzi, privi della stessa ispirazione. di più
FRANCESCO GUCCINI -Folk beat n.1
Acerbo e scarno, voce ancora stridula e chitarra acustica come solo accompagnamento. Vi sono però già pezzi memorabili. 3,5-4. di più
Stevie Wonder
Tra i cinque compositori maggiori del secolo, insieme a Beatles, Zappa, Gershwin e B. Wilson di più
Jimi Hendrix -Electric Ladyland
Capolavoro, ascoltato a 40 e rotti anni di distanza non è invecchiato per nulla.
Hendrix salta qua e là per i generi musicali dando comunque il suo taglio, Voodoo Child (non lo slight return) è un capolavoro blues di più
Evanescence
Qualcuno ha un antiemetico per favore? di più
Stratovarius
Il nome mi ha sempre fatto defecare a spruzzo.
Musicalmente pure, ma non mi piace questo sottogenere di metal. di più
Queensrÿche
Andato DeGarmo finiti i QR. Dopo sono stati altro.
Operation Mindcrime il loro capolavoro.
Il mio voto è solo per l'era DeGarmo. di più
Steve Vai
tecnicamente non si discute, un mostro, compositivamente bah...
nel suo periodo zappiano molto aiutato dall'avere un vero compositore al proprio fianco (stavo scrivendo al proprio Frank) di più
Jovanotti
l'ennesima riprova che nel campo della musica chiunque può fare successo se spinto dalle persone giuste, anzi fucceffo

Andrebbe arrestato Claudio Cecchetto. di più
Zucchero
Fare innumerevoli dischi scopiazzando una canzone di Joe Cocker.
Ora che Joe Cocker è morto, perché non lo copia anche in questo?

P.s.: col blues c'entra come i cavoli a merenda di più
Ramones
1,2, 3, 4
e basta di più
Francesco Guccini -Stanze Di Vita Quotidiana
Un album che è un grosso macigno di difficile digeribilità, con testi profondissimi, esistenziali ed al limite del paranoico. Ma è proprio per la sua eloquenza, per la sua eccessiva verbosità, per il baratro di pessimismo che lo caratterizza che me lo fa adorare. Resta un capitolo peculiare nella discografia Gucciniana: questo è un disco di sole parole, ed in quanto tale gli arrangiamenti scarni calzano a pennello. di più
Radiohead
Non è che mascherare il pop da "roba intelligente" sia per forza una brutta cosa. E non hanno fatto solo questo. Tra gli inizi, per me davvero troppo fregnoni, e gli ultimi dischi, che spesso si perdono per strada, ci sono tre dischi di gran classe. di più
Neil Diamond
Opera da sempre nelle retrovie, ma la sua musica ci osserva anch'essa dalle guglie dei grandi di più
Blue Cheer
Un debut durissimo, allucinato, innovativo. Quando con pochi passi e pochi mezzi si può passare alla storia... di più
The Animals
La loro versione di The House of the Rising Sun è da pelle d'oca. di più
Massimo Priviero -Dolce Resistenza
Un grande album sospeso tra rock e intimismo, interpretato dalla voce graffiante di un grande cantautore. La title-track, ruvida e malinconica. è un'esperienza da provare almeno una volta nella vita. Unico difetto: la tracklist è un po' statica dal punto di vista musicale. di più
FRANCESCO GUCCINI -L'isola non trovata
Disco stralunato, allucinato, quasi psichedelico. La sua voce non è mai stata così acida qui nel parlare di morte, di fantasmi, di esistenza, della fugacità del tempo. Album epocale nella storia del canzoniere italiano, ed eravamo solo nel '70. di più
Kiss -Creatures Of The Night
Il disco più "Heavy" mai prodotto dal gruppo. Primo album senza Ace Frehley alla chitarra, sostituito da Vinnie Vincent che non fece rimpiangere lo "SpaceMan"... Celebri le hit "War Machine" "I Love It Loud" "I Still Love You" e la Title track... di più
Francesco Guccini -Radici
Le radici ricercate sui confini dei ricordi, per capire l'anima che è dentro ognuno di noi. Sette brani memorabili, bellissimi, testualmente ineccepibili, dispersi tra amori di gioventù ("Incontro"), reminiscenze interiori ("Piccola Città", title-track) ed esistenziali (la Bambina Portoghese, i Dodici Mesi, il Vecchio ed il Bambino). Resta lì la galoppata politica della Locomotiva, uno dei suoi brani più atipici che, per ironia della sorte, è diventato uno dei più popolari. Capolavoro. 9,5. di più