Userei i più positivi termini che mi vengono in mente in questo momento per descrivere gli AIC (ovviamente riferendomi all'unico periodo che posso considerare... ovvero quello con il buon Layne). Semplicemente una delle band "del cuore" (suona di merda ma rende bene l'idea ..) di più
Mai sopportati. di più
per me sino a duke, anno 1980 hanno sfornato una serie di capolavori, i migliori sono quelli con Gabriel presente, poi un veloce decadere sino all'oblio. di più
Lo conobbi ascoltando il requiem e me ne innamorai. Per me è l'essenza stessa della musica, il non plus ultra, l'unico vero Genio. Mi rammarica il fatto che sia morto a soli 35 anni, nel pieno della maturità artistica. Il Don Giovanni è opera immensa, ciclopica, immortale!!! di più
gruppo seminale , con contaminazioni barocche e sinfoniche in un nascente progressive. di più
forse il chitarrista per antonomasia del progressive tutto. tranquillo e pacato , soleva suonare sempre seduto (mai in piedi) e con le sue dita calme e serene emetteva quei sognanti suoni tipici dei Genesis. di più
Ci ha lasciato due perle indimenticabili come "Astral Weeks" e "Moondance" lavori imprescindibili, emozionanti.. tra i lavori che mi porterei in un isola deserta... maestoso...The Man .. di più
Una delle figure maggiori della musica country attuale. di più
Ci ho provato tre volte e al massimo sono arrivato ai dodici minuti. Quella batteria sempre uguale mi uccide dentro, per me é un disco insopportabile. Comunque massimo rispetto. di più
"Sono rimaste cinque foglie"... questa è la traduzione del titolo ( assurdamente profetico) di questa grande opera d'esordio di Nick Drake. di più
Una deliziosa cinquantina di minuti catapultati indietro in pieno 1967, zona California. Tra sballati che vagano nel deserto suonando country rock tra i coyote (e sotto peyote) al chiaro di luna, qualche fugace capatina in India e qualche pop song che rasenta la perfezione. Preferisco i loro lavori più sperimentali e/o meno revivalistici ma 'Give It Back!' rimane una goduria. 4,5 abbondante! di più
E Steve Albini se ne sta nella sua villa di oro massiccio a Bel Air a farsi masturbare dai suoi schiavi negri e soffiandosi il naso nei verdoni. di più
Excursus sui vangeli apocrifi. Gran disco, anche grazie all'accompagnamento dei Quelli, futura PFM (che mai realizzerà un disco di questo valore). Il "Testamento di Tito" si staglia sulle altre, straordiaria. di più
Praticamente un capolavoro. Straordinaria la parte "colonna-sonora" con sei monoliti uno meglio dell'altro, clamorosamente sottovalutati, mettici poi una Hello Goodbye, una Strawberry Fields Forever e una Penny Lane a completare il tutto e il gioco è fatto. di più
1973, questo è incredibile. New Wave ante litteram, disco strepitoso. di più
Non mi ha detto granché. di più
Qualche pezzo buono, in linea di massima disco accettabile. di più
Un disco ben fatto, di un genere per cui non vado pazzo. di più