Prima negli sghembi Sugarcubes, senza tener conto degli esordi musicali in un età giovanissima; poi una non facile carriera a suo nome, sperimentando e componendo libera da qualsiasi schema. Gran voce e giudizio positivo...VIOLENTLY HAPPY... di più
Autori di un sound ossessivo e ipnotico, capace di combinare psichedelia e dark-punk, pop e glam-rock, gli Psychedelic Furs sono stati una delle formazioni più originali del decennio Ottanta. di più
Que­sto la­vo­ro può venir con­si­de­ra­to il primo disco di elet­tro­ni­ca ita­lia­na, il primo la­vo­ro pro­gres­si­ve di Bat­tia­to o il primo con­cept-al­bum sulla vita bio­lo­gi­ca. Ognu­no può con­si­de­rar­lo quel che vuole ma sta di fatto che “Fetus” segna l’en­tra­ta in scena di uno tra gli ar­ti­sti ita­lia­ni più ec­ce­zio­na­li (let­te­ral­men­te nel senso di in­so­li­to, spe­cia­le, che co­sti­tui­sce un’ec­ce­zio­ne) e rap­pre­sen­ta­ti­vi del genio ita­li­co. di più
Arriva Dave Padden dietro il microfono e personalmente la cosa non mi piace, almeno in questo lavoro. Non che possa essere definito brutto, ma è un disco che tenta di fare il verso ad un thrash/nu simil "St. Anger" dei Metallica che non mi ha mai convinto, sia come genere sia quindi in questo album. Fuori luogo anche la ballata aor oriented "Holding On". Il resto si lascia ascoltare, ma non c'è tantissimo. (5.5) di più
Discorso identico a quello fatto per il precedente CD. Thrash godibile, ma in questo caso maggiormente masticatico e "stantio". Comeau sarà allontanato dopo questo disco. Rispetto a "Carnival Diablos" scende il livello del songwriting. (6) di più
L'arrivo di Joe Comeau dietro il microfono ben si adatta ad un sound che ritrova la rocciosità thrash degli esordi. Ancora una volta non parliamo di un lavoro che sposta gli equilibri, ma è probabilmente il loro migliore del "periodo di mezzo" prima dell'arrivo di Dave Padden. Disco quadrato e compattissimo. (7) di più
Dopo i due dischi precedenti che erano abbastanza inconcludenti, questo ci riporta una band capace nuovamente di mescolare con pathos e potenza il thrash e l'heavy. Disco canonico, che non eccelle, ma che si lascia ascoltare piacevolmente. Io ci sento parecchia influenza Maiden, soprattuttutto nelle scelte chitarristiche della titletrack. (6.5) di più
Ho altrove già scritto che "Lateralus" rappresenta il mio disco dei Tool; ma anche il precedente "Aenima", pubblicato nel 1996, raggiunge il massimo dei voti. E l'ottimo risultato viene raggiunto attraverso un album lungo, interminabile nei quasi ottanta minuti di lunghezza che contiene una tale imponenza musicale da lasciarmi con pochi dubbi sulla sua bontà infinita. Energia, precisione, tempi dispari, dilatazioni lisergiche, ascendenze strumentali ipnotiche, dense, malate...PUSHIT... di più
Alternanza di voci soliste e corali, di stili e tradizioni di più
Una festa brasiliana a base di forrò di più
Furboni. Hanno capito tutto del business della musica: mirare sul fascino, ottica pacchiana alla High School Musical, testi struggenti per tredicenni alle prese col primo ciclo,…mettete tutto nel forno e….COMPLIMENTI, AVETE IL GRUPPO PLASTIFICATO PERFETTO! di più
Ovvero come reinterpretare Battisti-Mogol in salsa beat-psichedelica, con tanto di chitarra hard-blues e di organi pesanti. Title-track, "Sole Giallo, Sole Nero" e le due parti di "Questo Folle Sentimento" non si dimenticano, ed un plauso ulteriore per la musica di "Perché, perché ti amo" scritta dai fratelli Bennato. Grandissimi musicisti, soprattutto Alberto Radius. di più
Autore impegnato, musicista, filosofo, pensatore, teatrante, comico, intellettuale. Una Personalità completa (notate la maiuscola) ed uno dei più grandi personaggi del secondo dopo guerra italiano. L'unico che scinde dal concetto semplice di "cantautore", che gli è strettissimo. Un genio! di più
Un' odissea nello spazio, nuovo pianeta per una nuova vita. Tutto questo progettato dalla mente di Paul Kantner, che cambia ragione sociale della sua celebre band e si inventa questo ottimo album, coadiuvato dalla splendida Grace Slick e da ospiti eccezionali quali ad esempio Garcia, CSN e molti altri. Ho sempre preferito i miei amati Jefferson Airplane ma quest'album è un ottimo ascolto. di più
Ottimo album, che definisce già molto bene lo stile che intraprenderà la band nei successivi lavori. A mio parere i successivi "Moonhead" e "In The Spanish Cave" risultano migliori e più completi, ma averne di esordi così. Un piacere ascoltarlo... di più
Dopo l'ottimo ma ancora un po' acerbo esordio omonimo del '73, Latimer, Bardens e soci se ne escono fuori con questo gioiello, forse la loro opera più completa, almeno a mio gusto. Da sottolineare bene le due favolose suite "Nimrodel/The Procession/The White Rider" e la conclusiva "Lady Fantasy", eccezionali quanto a tecnica esecutiva ed ispirazione. Grande album. di più
"Ma tu che stai, perché rimani? Un altro inverno tornerà domani, cadrà altra neve a consolare i campi, cadrà altra neve sui camposanti". Questo è il brano che prediligo di tutta la Poesia in Musica di Fabrizio...INVERNO...L'ASSOLUTO... di più