dal momento che non ha mai fatto una cazzo di canzone sua, parleremmo del clone del clone di più
L'album più "invernale" dei Tull non poteva che essere citato in questo periodo. Grande il folk-rock dell'opener che va a chiudere il capitolo folk iniziato con l'incredibile "Songs from the Wood" di appena due anni prima. Anche in questo caso, sfuriate di puro hard rock si alternano a momenti acustici più malinconici e sublimi. C'è anche spazio per le prime sperimentazioni elettroniche; non ancora invadenti e inserite con molto buon gusto. L'ultimo grande album della band. di più
Sfiora la perfezione. Pochi dischi dei Tull riescono a superarlo. Durissime le parti elettriche (considerando i canoni stilistici della band); è inoltre un lavoro in cui la dimensione acustica prende un posto di rilievo nel songwriting, cosa che succederà anche col successivo "To Old to Rock n Roll: Too Young to Die", senza però lo stesso coinvolgimento. Album che si riassume in un unica parola, scontata ma necessaria: capolavoro! di più
Vivacità ritmica di più
il disco della consacrazione di più
Ottimo album, classe 1971 ed ultimo prima della nascita degli ELO, con i quali ottennero successi stratosferici nel decennio successivo... di più
Gaber inizia a prendere le distanze dai movimenti di sinistra, cominciando a fiutare puzza di grande illusione ("L'odore"). Ne viene fuori uno spettacolo molto più retorico e disilluso al livello contenutistico, anticipando le tematiche dei due successivi. Malgrado ciò il pezzo finale (ed uno dei più belli in assoluto del signor G), ovvero "C'è solo la strada", lascia ancora aperto un barlume di speranza. "Ci siamo murati dentro" (Il febbrosario) di più
= culurgiones di più
Difficile anche per i maestri californiani replicare i tre precedenti epocali dischi; ma Greg (2), Jay, Brett ed il nuovo batterista Bobby non vogliono saperne di abdicare e sanno dove colpire, come muoversi. La partenza è affidata a due brani che dal vivo hanno sempre mietuto vittime (provare per credere!): "Generator" e "Too Much Too Ask" dove la velocità esecutiva raggiunge limiti micidiali. Ma la mia canzone preferita è quella che apre il lato B del mio consumato vinile: ATOMIC GARDEN... di più
"Valhalla, I'm Coming! Mi basta citare questo versetto per definire i Led Zeppelin; autentici fuoriclasse e per me al di fuori di qualsivoglia giudizio...IMMIGRANT SONG... di più
Attraverso una serie di pagine spoglie ma indescrivibilmente commoventi, l'epitaffio di un cantautore capito troppo tardi. di più
Siamo nel 1989 e, dopo qualche prova un po' sottotono, Bob ci piazza in un solo disco Political World, Where Teardrops Fall, Ring Them Bells, The Man in The Long Black Coat, What Good Am I, What Was it You Wanted. Oh, Grazie. di più
Esperimento elettronico interessante. Evidentemente non riuscito, ma non l'ho mai considerato il pattume di cui molti parlano. Forse il più violento della loro carriera. "Sexecution" e "Wind" sono pezzi riusciti. (5.5) di più
Primo vero passo falso. Songwriting non eccelso, canonici pezzi di heavy/thrash senza particolari spunti. Bella "The Pastor Of Disaster". Non proprio una ciofeca, ma non raggiunge la sufficienza. (5.5) di più
Jeff Waters fa tutto da solo. Al fianco ha soltanto il batterista Randy Black. Il disco scorre con fluidità, il livello è comunque buono e la titletrack uno dei pezzi più devastanti in sede live. Nel complesso si sente però l'emergere del lento decadimento. (7) di più
Come comandava la moda dell'epoca anche i canadesi hanno inzuccherato il loro sound, strizzando l'occhio al catchy sdoganato dal "Black Album" dei Metallica. Nonostante ciò a me il disco garba un sacco ed è uno di quelli degli Annihilator che ascolto con più piacere. (7.5) di più
Per me il vero capolavoro di Jeff Waters, superiore anche al precedente. Sound leggermente più compatto, addolcita la preminenza del basso (tanto caratteristica di AIN) e poi sempre grande thrash con rocciose venature melodiche. Brani come "The Fun Palace", "Stonewall" e la titletrack, rimangono tra i migliori del thrash anni '90. (8.5/9) di più
Nel periodo del tramonto graduale del thrash i canadesi tirano fuori un debutto stratosferico. C'è tutto: potenza, melodia, songwriting, eclettismo. Discone. (8.5) di più
Piacciono a Korrea. di più
Spirituale, elevato, meditativo, eccelso, riflessivo, surreale : una vetta irraggiungibile , almeno in questo campo(quale?) di più