Non so se conoscete i Deftones a fondo, ma fareste bene ad ascoltarvi almeno una volta "Saturday Night Wrist"; un disco ancora diverso rispetto al suo predecessore, ma sempre molto ispirato.
A farla da padrone questa volta è Delgado, il tastierista, che riesce a creare atmosfere oniriche dove la voce di Chino canta come in un lungo lamento, a tratti malinconico, altre volte rabbioso. Si passa da episodi come "Hole in the earth", dove l'armonia e la melodia si fondono alla perfezione, creando un pezzo che a volte si rifà alle sonorità tipicamente inglesi, a "Rats!Rats!Rats!" dove il quintetto di Sacramento prende in prestito la schizzofrenia grindcore dei Dillinger Escape Plan (naturalmente condita con delle aperture melodiche tipicamente Deftones). Al centro troviamo delle perle, come "Cherry Waves" (basta da sola per l'acquisto dell'album) o "Xcerces", che si rifà alle attitudini tipiche del trip hop, e dove, sia Delgado sia Chino si rincorrono in una melodia a metà tra una ballata ed un pezzo post-rock.
I Deftones hanno saputo mutare il loro stile in una forma ancora più matura (complici gli stimoli dovuti ai side project Team Sleep e Phallucy) e dopo aver preso un grammy nel 2000, hanno preferito non formalizzare la loro musica, ma renderla una perla accessibile a pochi. Che dire, un altro centro dei Deftones, molti diranno che non è paragonabile a "White Pony", ma mi sento di dire che è meglio così, S.N.W.vive di un'anima propria e nelle sue mille sfaccettature non può subire paragoni di sorta....
Ultima chicca: il disco è prodotto da Bob Ezrin (Nine inch nails, Jane's addiction, Pink Floyd) ed anche in questo i Deftones hanno fatto centro, "slabbrando"dei suoni che negli album precedenti davano un'eccessiva freddezza al pezzo.
Se non lo avete ancora comprato correte nei negozi, se invece non conoscete i Deftones beh.... peggio per voi!!!
Ascoltate questa canzone e ascoltatevela fino al consumo dei vostri timpani perché è un brano fottutamente bello.
Uno di quei casi in cui la band sembra aver perso l'inventiva che la caratterizzava in principio.
Potrei paragonare l'ultima fatica dei Deftones ad una pillola che induce a vivere emozioni che sembrano totalmente veritiere o assolutamente fasulle.
I nostri hanno abbandonato parzialmente gli elementi del predecessore ed hanno attinto a piene mani dalle sperimentazioni di 'White Pony'.
"Questo album merita il massimo dei voti."
"Musica per viaggiare dentro la notte metropolitana senza una meta..."
La svolta è un po’ più netta del precedente; qui si esplorano molto bene crossover melodico, industrial e trip hop.
Un lavoro non molto spinto e veloce ma più calmo e ragionato e abbastanza coinvolgente.