Seppur non molto avvezzo alla seconda parte della carriera dei Deftones (quella dal rivoluzionario "Withe Pony" in poi) ho ascoltato quest'ultimo "Saturday Night Wrist" molto piacevolmente perché ormai sono consapevole che il sound di dischi come "Adrenaline" e "Around The Fur", quasi certamente non lo ripescheranno più, quindi con l'animo in pace ascolto i Deftones di fine 2006 e ne rimango colpito, stavolta la svolta, il cambio di rotta è un pò più netto del precedente e omonimo disco, qui si esplorano molto bene certo crossover melodico, l'industrial e il trip hop (anche se quesi ultimi non sono una novità), il tutto con l'immenso amore che ha sempre avuto Camillo "Chino" Moreno per la new wawe (Duran Duran, Depeche Mode ecc..) e la sua voce ne risente, molto rari i momenti di voce aggressiva ma quello che regna è il suo lato melodico.
Si incomincia molto bene con "Hole In The Heart", voce stupenda, momenti di pura psichedelia e break di chitarra furiosi e pesanti che risentono delle influenze di sempre Helmet e Pantera, per me la migliore dell'album. Più sulle coordinate del nu metal è "Rapture", riff bello corposo, voce graffiante, batteria dura e sincopata, un'altra bella canzone. Altra canzone nu è "Beware" anche se un po' piatta presenta belle melodie e un'andamento cadenzato con contorni elettronici piacevoli, come detto anche se un po' scontata è sempre molto bella soprattutto per il "clean" di Moreno. Introduzione tecnologica per "Cherry Waves", canzone che risente del trip hop, di bellissime parti di basso un po' alla Fieldy (per chi non lo sapesse il bassista dei Korn) e ritornello molto orecchiabile. Interludio tribale troppo lungo (ben 2 minuti e 28, manco fossero i Soulfly) per "Mein", che si può tralasciare perché presenta dei cori abbastanza ridicoli e troppo epici per essere i Deftones. Si riprendono le influenze post-hardcore dei Fugazi con "u, u, d, d, l , r, l, r, a, b, Select Start", bella canzone in cui corrono veloci, dalle chitarre molto compatte e taglienti. La strumentale (eccezion fatta per alcuni echi di Moreno) "Xerces" resuscita i riff di "Around The Fur" e li unisce però ad un'attitudine più rock-orienteted, per una canzone ricca di belle melodie.
Si riprende dal bacino hardcore con "Rats!"Rats!Rats", stacco melodico centrale davvero emozionante. "Pink Cellphone" è una ballata di rock melodico cantata da Moreno ed una donna (???) chi è non chiedetemelo perché non lo so, ma ha una bellissima voce, traccia un po' troppo melensa, ma bella. Dal sound "romanticheggiante" di "Pink Cellphone" passiamo alla folle "Combat" allegro mix di certe velocità thrash e trip hop frizzante e allegro, soprattutto per la sua breve durata è da considerare come un interludio. Rock sperimentale e intriso di psichedelia e una buone dose di grunge sono le ultime due canzoni : "Kimdracula" e "Riviere", anch'esse abbastanza discrete. Insomma di fronte agli altri ritorni nu metal più o meno recenti quello dei Deftones, anche se ritardatario di sicuro non sfigura di fronte agli album di Soulfly, Mudvayne, Korn e Slipknot, per fare qualche esempio.
Un lavoro non molto spinto e veloce ma più calmo e ragionato e abbastanza coinvolgente, da acquistare per gli amanti del rock sperimentale e delle sonorità nu.
Ascoltate questa canzone e ascoltatevela fino al consumo dei vostri timpani perché è un brano fottutamente bello.
Uno di quei casi in cui la band sembra aver perso l'inventiva che la caratterizzava in principio.
Potrei paragonare l'ultima fatica dei Deftones ad una pillola che induce a vivere emozioni che sembrano totalmente veritiere o assolutamente fasulle.
I nostri hanno abbandonato parzialmente gli elementi del predecessore ed hanno attinto a piene mani dalle sperimentazioni di 'White Pony'.
"Questo album merita il massimo dei voti."
"Musica per viaggiare dentro la notte metropolitana senza una meta..."
Delgado, il tastierista, crea atmosfere oniriche dove la voce di Chino canta come in un lungo lamento.
S.N.W. vive di un'anima propria e nelle sue mille sfaccettature non può subire paragoni di sorta.