È il trasporto interiore dell’anima si fece musica….
Album non paragonabile sicuramente a Train of Thought come qualcuno ha detto, indubbi i precisi riferimenti ad altri loro album, ma l’opera si dirige altrove verso qualcosa di veramente nuovo. Abbiamo tecniche utilizzate in Awake, in Falling Into Infinity e anche in Scenes From A Memory ma il tutto rivisitato. Un particolare ogni canzone termina con l’intro della successiva.
The Root of All Evil (8:07) una nota di piano richiama la fine di Train of Thought, ma poi scorre decisa e rapida e nella seconda parte troviamo precisi riferimenti nel testo a The Dying soul.
The Answer Lies Within (5:26) smielata alla Vacant ma molto più corposa ed evoluta.
These Walls (6:59) Enorme lavoro di tastiera, favolosa e aliena.
I Walk Beside You (4:29) prende l’anima.
Panic Attack (7:16) originale impatto vocale e ritmico che poi caratterizza l’album. Qui ritroviamo in particolare Petrucci in esecuzioni alla As I am ma solo nell’assolo, mitico Rudess semplicemente favoloso.
Never Enough (6:33) Labrie sembra cantare alla Muse (spero di non deludere e spaventare nessuno).
Sacrificed Sons (10:42) Infinitamente melodica e quando arrivano tastiera e chitarra sono prog … ed è quello dei DT.
Octavarium (24:00) intro alla Queen se proprio dobbiamo paragonare, voce con richiami alla Genesis anni ’70 e poi un crescere un opera fantastica.
Il prog dei DT è tornato ascoltare per credere.
Questo album si configura in modo differente dai precedenti, con sonorità meno ricercate e canzoni che colpiscono in modo più immediato l'orecchio.
Dopo 75 minuti di ascolto posso affermare con certezza che i Dream Theater hanno raggiunto il loro scopo, mantenendo alta la qualità del prodotto.
I Dream diciamocelo chiaramente NON sono più la ultra-tech metal-prog-band come volevano sembrare ai tempi di Images and Words.
Forse i Dream dopo aver raggiunto un buon valore a livello mondiale vogliono rilassarsi e godersi fama e soldini, ma non è così che si fa il prog.
Gli assoli e la tastiera lo sono, ma mancano i cambi di ritmo caratteristici del genere.
"Panic Attack" è letteralmente un capolavoro, la canzone che vale il disco.
I DT così "dimostrano di non dover dimostrare" più ad alcuno la loro valenza tecnica.
Una canzone per essere prog non deve essere una mitraglietta di assoli e cambi tempo, ma deve racchiudere schemi compositivi insoliti e sperimentazioni sempre nuovi.
"Octavarium invece è veramente un capolavoro."
"Questo Octavarium sembra che raccolga un po' tutti i sound finora sentiti, in versione più orecchiabile magari."