LA RECENSIONE

VIVERE COME UNA RAGAZZA SPAZIALE
ovvero il suono della magia bianca per gli amanti

Oggi voglio farvi conoscere quello che secondo me è il cd più ispirato ed espressivo di una delle band più sottovalutate e sconosciute dell'indie-pop anglo-brasiliano: i Drugstore! Notate che è uscito nel 1998 mentre il brit-pop lanciava i suoi ultimi rantoli di dolore nell'etere...

Si parte alla grande con "Say Hello", eccezionale presentazione della band che saluta con uno stile magnificamente elettrico, folk e a tratti messicano tutti coloro che suonano la chitarra, che credono nella vita umana su Marte, che camminano sotto la pioggia e che sono convinti che una fisarmonica ricamando eccezionali riff insieme alla chitarra elettrica può toglierti ogni traccia di sconforto amoroso dagli occhi.
Saltando a piedi uniti 'sto cane di "Mondo Cane" (unico episodio scarsamente incisivo insieme a "I don't wanna be here without you"), ecco una chitarra spagnola che con l'intrusione di un quartetto d'archi (in particolare il violoncello di Ian Burdge) annuncia l'arrivo di "El President", unico singolo "famoso" della band, anche grazie alla riuscitissima collaborazione con Thom Yorke, che presta la sua voce più vellutata e ispirata. Poesia e malinconie elettriche ci introducono in "Sober", mentre in "I Know I Could" il violino e l'acustica elettricizzata ci cantano la disperazione e l'illusione di una ragazza dalla sigaretta pendente e dal cuore come un bicchiere vuoto di brandy che sta per cadere dal tavolo della cucina. Ma come noi giovani uomini sappiamo, ogni ragazza si riprende presto il suo onore, la sua vita e la sua felicità, come ci dimostra Isabel Monteiro, cantante-bassista dei Drugstore, in "Spacegirl", orchestrale inno glam martellante (in un preciso punto il rullante di Mike Chylinski fa per bene il suo dovere), vivace e furibondo.

É solo ora che riconosco di aver tra le mani un concept album, in cui ad un primo lato "roboante" ne segue uno low-fi. "Never Come Down", cantata dal chitarrista Daron Robinson, potrebbe essere una solare ballata minore di James tratta da "Pisces Iscariot", mentre con "A Song For Pessoa" dal cielo piove la dolcezza di chi sogna di poter suonare versi ad un poeta ormai scomparso... qui è racchiusa tutta l'armonia e la confidenza che la voce di Isabel può raggiungere sussurrandoci una poesia svanita nel tempo di una notte. In "White Magic For Lovers" le capacità espressive dell'intera band si slanciano come precisissimi e sottili aeroplanini di carta nel vento: questo brano esprime chiaramente l'anima dell'intero album alternando momenti pacati e notturni a ritornelli in cui il sole del "primo weekend di maggio" spinge i suoi raggi oltre una collina... sembra che si compia una vera magia dove le lacrime trovano pace solo nell'acqua e di nascosto in tasca stringiamo un portafortuna magico fatto dai capelli del nostro amore.
"Tips for travelling", secondo brano di Daron Robinson, è ancora malinconia in stile pumpkins, fatta di gatti neri che solitari attraversano strade abbandonate di paesi sconosciuti. Il gruppo si congeda con "The Funeral (But most of all)", una cerimonia come quelle antiche, in cui con una nenia a volte irruente e goliardica Isabel si autocelebra una futura dipartita impossibile, con montagne di neve a luglio, un sacco di soldi per divertirsi nell'aldilà, fuochi artificiali, il sole che saluta la luna, decine di rose attorno al letto e tutti gli ex amanti che si narrano storie spezzacuore, le stesse con cui questa favolosa e magica band ci ha fatto emozionare.

PS (questo PS è come la ghost track del disco, soffice e appena accennato): l'artwork è veramente notevole, coloratissimo di tempere, stelline, brillantini, patchwork, foto a tema e bamboline di amanti voodoo (alla fine di "Spacegirl" la cantante dice ironicamente di odiarle). Tutto ciò rende tale prodotto ancora più appetibile ed apprezzabile!

da "The Funeral (but most of all)":

"...but please put me somewhere near the sea
with one caring angel waiting for me
he'll be holding my heart in his hands
but most of all
i'd like to go with a friend"

5/5: Bravi! Uno dei primi dischi che ho amato veramente, ero ancora piccolo, strisciava il 1998 e il brit-pop lanciava i suoi ultimi rantoli di dolore nell'etere...

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'White Magic For Lovers' dei Drugstore come un capolavoro emozionale e sottovalutato dell'indie-pop del 1998. Viene analizzato il sound ricco e variegato, le splendide collaborazioni, e l'atmosfera di concept album. L'autore evidenzia la profondità di testi, arrangiamenti e l'impatto emotivo, sottolineando l'arte dell'artwork. Un disco che ha segnato la sua generazione e rimane un gioiello nascosto.

Tracce testi video

01   Say Hello (03:29)

04   Sober (04:05)

06   Spacegirl (04:24)

07   Never Come Down (04:12)

08   Song for Pessoa (03:42)

09   I Don't Wanna Be Here Without You (03:39)

10   White Magic for Lovers (04:25)

11   Tips for Travelling (02:08)

12   The Funeral (But Most of All) (10:50)

Leggi il testo

Drugstore

Drugstore è una band britannica attiva dal 1993, guidata dalla cantante-bassista brasiliana Isabel Monteiro, con Daron Robinson (chitarre) e Mike Chylinski (batteria). Conosciuti per l’alt-pop malinconico e per “El President”, realizzata con Thom Yorke, hanno pubblicato album come Drugstore (1995), White Magic for Lovers (1998), Songs for the Jet Set (2001) e il ritorno con Anatomy (2011).
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