saridda

DeRango : 0,12
DeEtà™ : 7230 giorni • Qui dal 23 agosto 2006
Dino Risi Il Sorpasso
Voto:
L'altra sera l'hanno mandato su LA 7. Le sensazioni che mi procura tutte le volte che vedo questo caolavoro sono sempre cosi’ forti da sfibrarmi, da svuotarmi. Vi e’ racchiuso il paradosso di un tempo che resiste tenace nella memoria insieme alle scorie del suo inesorabile tramonto. Ma non soltanto uno spaccato di quegli anni, del cosiddetto boom, come e’ pur vero, d’altronde; c’e’ l’ansia di vivere, la paura della vecchiaia, l’innalzamento del ‘divertissement’ ad antidoto contro la morte, tanto sfuggita nei comportamenti quanto sottilmente evocata dalla fragile consistenza esistenziale del protagonista, un Vittorio Gassman immenso.
Marco Masini Malinconoia
Voto:
Recensione: divertente pastiche tra Gadda e Celine, passato al setaccio di Fuorigrotta, direi.
Il disco: non pervenuto in quanto non pervenibile (a proposito di neologismi)
Giacomo Puccini Tosca
Voto:
Tosca è un'opera che rispetta fedelmente le unità aristoteliche di tempo, luogo e azione. Unità d'azione, in particolare, ossia quella logica ferrea che, attraverso una fitta trama di eventi, trascina implacabilmente a morte i tre protagonisti (più lo stesso Angelotti). Aneddoto: pare che Puccini dopo la lettura del testo di Sardou, abbia esclamato: "Quattro morti uno dietro l'altro! Ci mancava soltanto che morisse anche Spoletta!".
Rispetto delle regole drammaturgiche classiche, dicevo, ma, nello stesso tempo, opera di grande modernità linguistica, tant'è che quel suo realismo così esasperato, quasi espressionista, intrigava lo stesso Schönberg, uno che di avanguardie se ne intendeva.
Per quanto riguarda la Callas, oltre alle performances segnalate da Enea, vorrei menzionare le due splendide "Lucia di Lammermoor", in cui è diretta rispettivamente da Karajan e da Serafin. Un saluto a MariaElena e un elogio alla sua sensibilità
Giacomo Puccini Tosca
Voto:
Tosca è un’opera che rispetta fedelmente le unità aristoteliche di tempo, luogo e azione. Unità d’azione, in particolare, ossia quella logica ferrea che, attraverso una fitta trama di eventi, trascina implacabilmente a morte i tre protagonisti (più lo stesso Angelotti). Aneddoto: pare che Puccini dopo la lettura del testo di Sardou, abbia esclamato: “Quattro morti uno dietro l’altro! Ci mancava soltanto che morisse anche Spoletta!”.
Rispetto delle regole drammaturgiche classiche, dicevo, ma, nello stesso tempo, opera di grande modernità linguistica, tant’è che quel suo realismo così esasperato, quasi espressionista, intrigava lo stesso Schönberg, uno che di avanguardie se ne intendeva.
Per quanto riguarda la Callas, oltre alle performances segnalate da Enea, vorrei menzionare le due splendide “Lucia di Lammermoor, in cui è diretta rispettivamente da Karajan e da Serafin. Un saluto a MariaElena e un elogio alla sua sensibilità.
Battisti / Panella Il Cofanetto
Voto:
D'accordissimo. Alla prossima!
Battisti / Panella Il Cofanetto
Voto:
Sottoscrivo la recensione al 100% Pur non essendo una compilation, visto che c'è tutto quanto già pubblicato, ha tutta l'aria di esserlo. Ma come si fa a smembrare certi dischi? Più tempo passa più mi convinco che uno dei paradossi dell'ultimo Battisti è che si tratta di una produzione tanto apparentemente compatta, almeno secondo l'immaginario comune, quanto in realtà fortemente scandita dall'irripetibilità di ciascuno dei suoi cinque straordinari momenti.
Lucio Battisti Cosa succederà alla ragazza
Voto:
CSAR capolavoro assoluto, carico di atmosfere stranianti e inquietanti e, nello stesso tempo, senza un filo di enfasi. E' musica (?) che non regala niente a nessuno. Prendere o lasciare. E che dire della title-track, con le sue rasoiate che sono orli di gonna, il brano più sconvolgente dell'era battistian-panelliana, ingiustamente sottovalutato, secondo me. CSAR o l'apologia dell'antiretorica (Il voto 5 gli sta stretto...)
Lucio Battisti Hegel
Voto:
E io sono una zarista! Hegel più accattivante che penetrante, CSAR capolavoro assoluto e ineguagliato della ditta LB-PP.
Lucio Battisti Anima Latina
Voto:
Il capolavoro assoluto di Battisti. E lo dico fin dal 1974, anno di uscita del disco. Ispirazione massima, un ondeggiare tra gli assordanti silenzi del primo pezzo (Abbracciala abbracciali abbracciati) e la malinconica danza della title-track. Ma permettetemi di spendere una parola per quel gioello de "Gli uomini celesti"... quell'incanto timbrico, quei riff di chitarra, quelle atmosfere sognanti disegnate dal synth, lo splendido testo di Mogol!
Lucio Battisti Il Gabbianone
Voto:
L'ho scoperta oggi... Un'emozione, anzi una commozione indescrivibile. E' veramente una delle più cose più belle scritte da Battisti. Quanto alla datazione, sarei più propenso a collocarla all'epoca di Don Giovanni, per il modo di usare il piano e per certi arrangiamenti della sezione di archi (non credo sintetizzati). Anche se la forte definizione tematica potrebbe effettivamente avvalorare la tesi di un Battisti ultimissimo, desideroso di trovare una sintesi tra il passato melodico e le più recenti conquiste ritmiche; a questo proposito mi colpiscono le fortissime analogie con certe rarefatte atmosfere de "La batteria, il contrabbasso, eccetera", in particolare con quel capolavoro sottovalutato che è "Dove arriva quel cespuglio"