Alex84

DeRango : 0,47
DeEtà™ : 7212 giorni • Qui dal 10 settembre 2006
Anna von Hausswolff Iconoclasts
Voto:
Sublime. E che sorpresa l'introduzione del sax. Da segnalare la vorticosa struggle with the beast.
Wes Anderson La trama fenicia
Voto:
Non mi ha convinto. Penso che Anderson, già da qualche film, abbia preso la strada di un'autoreferenzialità compiaciuta, la quale produce opere maniacalmente perfette ma asettiche. Gli ultimi due film mi sembrano delle esposizioni di arredamento per interni. Concentrandoci su questo, mi ha annoiato la trama arzigogolata e inutilmente cerebrale, nonché i personaggi ridotti a poco più che figurine apatiche e logorroiche.
Todd Phillips Joker: Folie à Deux
Voto:
Prende i difetti del primo film e li amplifica. Se nel primo vi era fondamentalmente la stessa scena che si ripeteva all'infinito, qui abbiamo un'enorme parentesi priva di eventi, che si conclude quando il film dovrebbe cominciare. Canzoni non del tutto integrate nel tessuto narrativo, oltre che grandi classiconi che denotano una certa pigrizia nel comporre una colonna sonora che rimane non originale.
Per quanto piacevole da guardare, rimane per me una perdita di tempo.
Paola&Chiara Furore
Voto:
Una boccata d'aria fresca. Melodia azzeccata, orecchiabile e ruffiana. Tre minuti di leggerezza (cantata più che bene fra l'altro) in una rassegna infarcita di lagne melodiche e cantanti afasici o dalla lingua gonfia, presi in prestito dalla scena trap.
Andrew Dominik Blonde
Voto:
Apprezzo la recensione ma dissento. A parte alcune scelte kitsch e la mancata accortezza di nascondere i nomi originali, come nel romanzo della Oates, secondo me perdiamo per strada il punto di vista provocatorio e camp da cui parte il film. Non è un biopic, ma un film che esagera la macchina mortale di Hollywood. Marilyn era prima di tutto un'icona e un sex symbol, spremuta fino in fondo secondo i metodi e la sensibilità degli anni 50. La gonna alzata sulla grata, secondo la pruderie dei 50, può essere equiparata alle gambe accavallate della Stone. Se partiamo dal presupposto di questa tesi, lampante e voluta dal regista, secondo me siamo di fronte a un'opera potente che mette il dito nella piaga di un mondo solo in apparenza zuccheroso.
Pablo Larraín Spencer
Voto:
Visto. A un certo punto purtroppo la trama sfocia in diversi eccessi, personabili, di sentimentalismo, delineando la figura esagerata di una martire. Trovo inoltre la recitazione della Stewart un po' troppo marcata, ai limiti dello scimmiottamento. Come biopic ho trovato Jackie di un altro livello: preciso, sobrio e sorretto da una recitazione basata sull'interiorizzare un personaggio.
Madonna Confessions On A Dancefloor
Voto:
Bella recensione, ma secondo me un po' fuori registro. Album invece immenso per il genere, più che per i testi, che non meritano cotanta esegesi, ma per la ricerca musicale che lo sottende.
Ridley Scott House of Gucci
Voto:
Come film si lascia guardare, ma l'ho trovato davvero obsoleto nell'impostazione e nello svolgersi, così come troppo turistico. Un prodotto per amerrigani, a tratti addirittura offensivo. Ricordo la battuta "In Italia le tasse non sono importanti". La sanità però sì, americani di sticazzi.
Fra l'altro il film è costruito come una soap opera e sorvola in maniera sorprendente sugli aspetti glamour e creativi inerenti il mondo della moda. Voi avete capito in cosa consisteva lo stile Gucci vecchio stampo? Io no. Per non dire della rivoluzione apportata da Tom Ford, appena tratteggiata.
Secondo me erano aspetti da sviluppare maggiormente, dato l'ambiente che questo film voleva celebrare.
Lana Del Rey Blue Banisters
Voto:
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Lana Del Rey Blue Banisters
Voto:
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