KurtTheFish02

DeRango : 0,26
DeEtà™ : 7153 giorni • Qui dal 9 novembre 2006
Io, Carlo In Perenne Riserva
Voto:
Ho visto la terza recensione dell'album ed ho fatto un salto qui a vedere le passate :-) Caro/a BIASPOINT sono felice di non essere l'unico a ritenere "L'ennesima nota" degna di Faber! Buon album sicuramente!
Io, Carlo In Perenne Riserva
Voto:
Scusate ma quando si sta a casa con la febbre si ha tempo, così ho riascoltato ancora una volta "L'ennesima nota"; una domanda fatta da amante e ammiratore puro di Faber: non avreste sentito bene questo testo cantato da lui? Si chiude con la frase: "l'amaro destino del genere umano è veder da vicino ma non da lontano", non credete sia così?.
Io, Carlo In Perenne Riserva
Voto:
Mi ha stupito davvero in positivo. La mia visione della vita è molto vicina a quella espressa dai suoi testi ("non esco più dal senso del progresso", "ore passate a digitare" e ce ne sarebbero tante altre). I video valgono :-)
Orchestra Castellina-Pasi Lupin fisarmonica (sigla 2°serie)
Voto:
Io sono dell'82 e onestamente le sigle ricordo di averle viste un po' tutte, anche se ad un certo punto presero a tagliarle (mEDIA$ET aveva da mandare più pubblicità?). Lupin l'incorregibile rimane innarrivabile! Iniziativa simpatica la recensione :-)
Daniele Luttazzi Decameron: poltica, sesso, religione e morte (2007)
Voto:
Mi spiace proprio per come è caduto il libero scambio di pareri in questa recensione. Spero che questo non rappresenti anche il libero scambio di opinioni tra cittadini aventi idee differenti; purtroppo però ci rifletto e un po' comprendo le fette di mortadella lanciate a suo tempo in Parlamento.
Daniele Luttazzi Decameron: poltica, sesso, religione e morte (2007)
Voto:
Parere personale: Berlusconi sta a Luttazzi come un maestro sta all'ultimo dei suoi alunni. Non fraintendetemi! Leggasi: Berlusconi non ha pari nel far ridere per le STRONZATE PRIVE DI INTELLETTO che spara; viceversa Luttazzi (e tanti altri alla sua pari) sa sempre quello che dice, non per niente ha rifiutato una laurea assegnatagli... Mi vergogno a sapere che siamo rappresentati da certi personaggi nel mondo. PUNTO. (PS ma presto o tardi finirà)
Daniele Luttazzi Decameron: poltica, sesso, religione e morte (2007)
Voto:
Parere personale: Berlusconi sta a Luttazzi come un maestro sta all'ultimo dei suoi alunni. Non fraintendete! Leggasi: Berlusconi non ha pari nel far ridere per le STRONZATE PRIVE DI INTELLETTO che spara; viceversa Luttazzi (e tanti altri alla sua pari) sa sempre quello che dice, non per niente ha rifiutato una laurea assegnatagli... Mi vergogno a sapere che siamo rappresentati da certi personaggi nel mondo. PUNTO. (PS ma presto o tardi finirà)
L'atletico Giovanni Floris RaiTré - Ballarò 05-05-2009
Voto:
Ezekiel il giorno del funerale di mio nonno paterno fummo tutti accolti e abbracciati dall'intero paese fuori dalla chiesa, non si trattò di un semplice rituale; rimasi oltre che commosso estramemente sorpreso. La solidarietà e la vicinanza in alcuni luoghi esistono ancora, per quel che ho assaggiato. Certo rimarrà sempre e comunque una questione soggettiva, non possono essere tutti uguali i compaesani. Nessuno dei miei parenti mi ha mai fatto un minimo cenno riguardo il '68. Credo comunque che i cambiamenti dei costumi si siano fatti sentire di riflesso nell'arco degli anni successivi, ma non ovunque nello stesso modo. Purtroppo nelle città calabresi che conosco la vita conserva costumi dai quali davvero non posso che dissentire; viceversa i paesi e le campagne conservano un maggiore senso di solidarietà e vicinanza, come già detto. Certamente c'è da dire che persiste, credo persisterà sempre, quello strano senso di avversità animata da simpatici sfottò nei confronti dei paesi vicini: sono maccanismi che solo chi ci è nato e cresciuto sa spiegarsi! Ho dato una lettura al testo di "Piccola città" di Guccini e onestamente non ci ritrovo NULLA del pensiero e del sentimento che mio padre ed io proviamo per le nostre origini. Parlando di tuo nonno materno hai scritto <<Il mio nonno da parte di madre invece era veneto, di famiglia numerosa e poverissima, praticamente mangiava solo pane e polenta e ha rischiato di morire. Era il primogenito e orfano di padre, e grazie ai classici "sacrifici" è riuscito a studiare e a diventare dirigente della Necchi, ed è andato a vivere in Francia. Non l'ho mai sentito parlare del favoloso idillio bucolico dell'Italia di anteguerra.>> Onore a tuo nonno, ma non stavamo parlando dell'Italia nel DOPOGUERRA? L'Italia nell'anteguerra si trovava in pieno regime fascista... Perdonami ma non mi pare per nulla accettabile la tua critica gratuita riguardo la mia persona. Ho sempre fatto lavoretti mentre studiavo a partire dai 16 anni. Forse se leggessi il mio profilo potresti comprendere meglio chi sono. Sto combattendo giornalmente per crearmi un futuro, l'università l'ho finita nonostante non mi reggessi in piedi e sto lavorando facendo grandissimi sforzi. Non vado oltre. Parlare di buon contadino come buon selvaggio lo trovo assolutamente inaccettabile e offensivo: non si tratta neppure di un "mito"! Semmai mi sto rifacendo ai vecchi valori, in primis quello della famiglia, che ancora oggi dominano nella mia piccola terra di origine e nel mio cuore. La maggior parte delle volte non vengo compreso neanche dai miei amici aventi origini settentrionali; per fortuna però ho conosciuto una ragazza che certe cose sa capirle e condividerle. Certo, il progresso lo dobbiamo anche a chi c'è stato prima di noi, lo trovo ovvio, è perciò giusto onorarlo; concludendo, non ho parlato di nessun rimpianto per quell'epoca, che ovviamente non vissi personalmente, ma solo di un degno ricordo di quel che fu, di cui sempre porterò nel cuore gli interpreti, che tra l'altro mai furono dei semplici poveri, affamati e ignoranti zappatori.
L'atletico Giovanni Floris RaiTré - Ballarò 05-05-2009
Voto:
Ezekiel, i miei genitori sono nati e cresciuti nella Calabria centrale. Nè i miei nonni, nè i miei genitori, nè alcuno dei miei numerosi zii mi ha mai riportato di una vita facile in quel dopoguerra e negli anni 60-70. I miei nonni sono sempre stati umili contadini, vissuti fuori dal paese, in una delle cosidette contrade. Mio padre, classe '56, continuerà sempre a ripetermi che a costringerlo a venire qui a Milano fu la mancanza di lavoro regolare (troppi anni spesi a lavorare in nero significano ora una pensione ritardata); ma nonostante ciò, ogni volta che torniamo nella nostra terra, la sua felicità è immensa, così come la mia. Altri miei zii sempre di quella generazione hanno portato avanti per anni, "facendosi" sa soli, attività in proprio, ma ora evidentemente sono a rischio per la crisi (sentito oggi le parole del pREMIER? "Ormai il peggio è passato, l'atteggiamento della stampa e dell'opposizione fomentano allarmismo ingiustificato" come sempre gli piace molto scherzare, che bontempone!). A proposito del consumismo di quegli anni, ci credi se ti dico che dalla nostra contrada si vedono sia lo Ionio che il Tirreno, eppure mio padre e mia madre andarono al mare per la prima volta all'età di 22 anni? Concludendo riguardo il provincialismo, tu cosa intendi con questo termine?
Friedrich Nietzsche L'Anticristo
Voto:
Vortex si è incantato il copia-incolla? (ovviamente scherzo :-P ho capito il tuo messaggio, ci avrei aggiunto anche "A chi scriveva Nietsche? A sè stesso")