Stoney

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Agghiastru Disincantu
Voto:
Sarà pure un genio ma co' 'sto nome mi fa solo ridere.
L'atletico Giovanni Floris RaiTré - Ballarò 05-05-2009
Voto:
Conclusione: che piaccia o no, l'uomo agisce solo in base a ciò che pensa, non esiste il lavoro senza il pensiero dietro che lo alimenta e lo dirige. Buttarla sulla solita frase fatta che le generazioni prima erano più valide della nostra è solo un modo molto subdolo di auto-colpevolizzarsi (come se ce ne fosse ancora bisogno) e per evitare l'onere di fermarsi a riflettere e ponderare. Non è vero che i giovani d'oggi non hanno voglia di lavorare, è solo che percepiscono come unico stimolo il "dovere" o la paura di rimanere fregati, agiscono in base all'istinto di salvarsi la pelle anche a costo di operare scelte discutibili o compromettenti, in un clima in cui inculare il prossimo è sempre bene, se fatto con criterio. Quindi non accetto la logica del "meno parole, più fatti", perché se queste sono le premesse non può esistere lavoro utile, né progresso, ma solo speculazione e povertà in un circolo vizioso che potrebbe rivelarsi fatale.
L'atletico Giovanni Floris RaiTré - Ballarò 05-05-2009
Voto:
E poi Puntinicaz dice: "hanno ricostruito un'Italia distrutta dalla guerra". Amico mio, dopo una guerra c'è solo da ricostruire, cosa vorresti fare? Succede ovunque, non solo in Italia, e mi sembra che di quella "ricostruzione" ne abbiano approfittato soprattutto i soliti furboni, i palazzinari (chissà da dove viene il caro Silvio B.), i mafiosi, e le conseguenze sono sulle nostre spalle proprio oggi (toh, mi viene in mente l'Abruzzo, guarda un po'), che ci guardiamo indietro e scopriamo ancora una volta di quanto ci pesi l'eredità del nostro "glorioso" passato. Il cinema italiano degli anni '60, tanto per ricordarci a cosa servono i poeti e gli artisti, ha raccontato in maniera commovente e lucida gli eventi della nostra storia, mostrando peraltro una consapevolezza del presente che oggi nessuno ha le palle di mostrare (chiaro, perché tutti dicono: "a che serve? Il mondo va così perché è così, non sta a noi sindacare sulle logiche mondiali, perché sono troppo complesse").
L'atletico Giovanni Floris RaiTré - Ballarò 05-05-2009
Voto:
Ancora Puntinicaz dice: "i tuoi nonni lavoravano più di te". Certo che sì, facevano i contadini, e vivevano in un mondo dove tutto era a misura d'uomo e la felicità c'era ed era tangibile. Non credo che i miei nonni, se ci fossero ancora, scambierebbero le loro giornate nei campi con le mie 10 ore di lavoro in ufficio. Mia nonna racconta: la semina, il raccolto, la vendemmia, erano feste in cui tutti partecipavano in una coralità popolare che noi non sappiamo nemmeno lontanamente cosa sia. Non ho mai sentito mio nonno lamentarsi di essere stato infelice in gioventù. Il problema non è lo sforzo, è lo scopo: la loro vita era fatta di gesti semplici e partecipazione, e benché fosse decisa in base al raccolto stagionale, alla quantità di piogge, al buono o al cattivo tempo, si sapevano affrontare i periodi di magra quando c'era poco da mangiare in maniera più attiva di adesso, dove le decisioni sono prese "dall'alto" e noi non possiamo fare altro che adeguarci. Oggi se qualcuno muore di fame è perché uno sconosciuto alla borsa di Tokio, New York o Milano ha deciso cosa deve mangiare, quanto deve mangiare e quanto gli costa, facendo strani gesti da una parte all'altra di un'aula dove tutti urlano, comprano e vendono aria fritta. Ben venga la "saggia ignoranza" di chi conosce i cicli delle semine e dei raccolti, di chi sa guardare il sole per scandire il giorno, di chi per sapere se domani pioverà non ascolta le previsioni ma gli basta saggiare il vento, di chi segue la luna per sapere quand'è tempo di vendemmia. Oggi a farlo noi sembreremmo solo dei deficienti, persi nei nostri deliri tecnologici fatti di GPS e cellulari multifunzione. Noi difendiamo la nostra cultura saccente comprata a pochi euro nelle edicole o insegnata nelle scuole, o peggio appresa passivamente in ciabatte davanti alla TV, come una "conquista" che ci ha portato a "vivere meglio", ma non ci crediamo nemmeno noi.
L'atletico Giovanni Floris RaiTré - Ballarò 05-05-2009
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Macché santo subito, Cornell... lo dici tu che ami il grunge, e di conseguenza saprai benissimo come stava messa la generazione dei '90 e che aria si respirava in quel periodo, e di come le cose si siano evolute fino ai giorni nostri. Purtroppo il discorso di PuntiniCazPuntini è esattamente quello di mia madre e mio padre, quando dicono "noi abbiamo fatto, noi abbiamo detto, voi non siete un cazzo". Facile parlare, soprattutto se si decontestualizzano gli avvenimenti storici, e se si vuole vedere dietro a eventi dalla portata mondiale l'operato di una manciata di eroi, o di una generazione "illuminata". Puntinicaz dice: "hanno cacciato il duce". Non per sminuire i partigiani, ma mi sembra ci siano voluti gli americani e tutti gli alleati di supporto, e poi non è che i partigiani fossero questi eroi romantici che agivano solo per il bene della patria, c'erano interessi seri e loschi (come sempre) sotto i finti ideali di chi ha sfruttato e organizzato il fenomeno della Resistenza, ad esempio c'erano le mire degli Stati Uniti (vi ricorda qualcosa il terrorismo, gli anni di piombo, le stragi di stato, i misteri irrisolti, l'espansione di Cosa Nostra?).
L'atletico Giovanni Floris RaiTré - Ballarò 05-05-2009
Voto:
Ecco un breve riassunto dei discorsi di PuntiniCazPuntini: "le cose vanno male perché vanno male, punto e basta. Del resto ci sono mille motivi per cui vanno male e non può essere altrimenti, anzi, se fosse altrimenti succederebbe un casino, anzi, meglio che sono così, anzi, vuoi mettere a cambiare le cose? Oh, siete matti? Le cose così come sono non possono essere toccate, anzi, sono giuste, giustissime, tutto va bene così com'è e voi non capite un cazzo."
TransAtlantic SMPTe
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"Poi ovviamente è giusto che ogniuno chiami ciò che vuole con il nome che vuole". Ma anche no.
Roberto Saviano Gomorra
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Quasi quasi era più corretto l'originale dell'"Errata Corrige". Sei un genio.
Dream Theater Chaos In Motion
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Ma che bei tipi... il video tutto scuro, le chiome al vento... finalmente a 50 anni suonati possono fare i metallari, era tutta la vita che ci provavano. Oh, son conquiste!
TransAtlantic SMPTe
Voto:
"Il progressive rock non è morto, è solo stato un po' trascurato negli anni; non voglio sentir parlare di neoprogressive, è una parola che non mi piace". Infatti, perché cercare assurdi neologismi? Per descrivere certa roba è sufficiente il caro vecchio vocabolario di Italiano, alla voce "merda".