Voto:
Ah... Alexander77, ti spiego una cosa: se qualcuno critica un gruppo affermato e famoso non lo fa per mancanza di umilità o per boria, perché vedi, io nella vita non faccio il musicista, e non sto in competizione coi Dream Theater perché mi devono dei soldi o perché credo di essere più bravo di loro; nemmeno ce l'ho con loro per una questione personale perché non li conosco e non me ne importa proprio niente. Io suono la chitarra col mio gruppo dentro a un box di merda, e di musica conosco forse poco, però ho anche un cervello e una cultura che mi permettono di scegliere e valutare ciò che secondo me è valido e ciò che non lo è. E sia che dica che una cosa è valida, sia che dica che non lo è, lo faccio perché è frutto di un ragionamento, che può essere confutato in qualsiasi momento, per carità, ma vorrei che fosse fatto da qualcuno che porta critiche sensate, non che parla di umiltà, di prostrarsi ai piedi di queste divinità della musica, di venerare gli déi dello strumento, perché quella è idolatria, è l'estremo opposto di quello che tu critichi. Quindi parliamo di cose concrete. Detto questo... Sai quanti musicisti "perfetti" escono fuori dai conservatori e dalle scuole di musica di tutto il mondo? Milioni. Perché dovrei curarmi di quei 5? Perché sono famosi? Perché un sacco di gente dice che sono forti? Perché quando vengono in concerto in Italia fanno il tutto esaurito? Sinceramente non me ne importa niente se sono "bravi a suonare", sai quanti musicisti bravi esistono, anche molto più di loro? Ma seriamente, basta alzare un attimo la testa per scoprire a ogni angolo gente con due coglioni così che magari gode nemmeno della metà del successo che hanno questi qua. A me interessa se un musicista ha qualcosa da dire, del resto non mi importa, è questo che fa di un musicista un "bravo" musicista, non il modo pratico in cui esegue i pezzi. E i DT non hanno davvero mai avuto un cazzo da dire dal punto di vista comunicativo, si sono sempre solo preoccupati di comporre questi enormi collage di riff, stacchi, pezzi melodici, assoli, ostinati in tempi dispari. I pezzi dei DT procedono a tappe, una dopo l'altra espongono tutta la gamma tecnico-emozionale di cui sono capaci; la differenza fra un pezzo e un altro sta solo nell'ordine in cui arrivano le solite figure: assolo, melodia struggente, pezzo thrash, ritornello, obbligato, e tutte fra l'altro rigorosamente preconfezionate e riconoscibili (prendi i pezzi melodici, sono tutti uguali: voce suadente, melodie ariose, insomma il concetto più immediato e riconoscibile di "melodia"). Sono scomponibili e rimontabili a piacere, come una costruzione fatta di Lego. Cosa deve fare di così difficile l'ascoltatore dei DT? Deve solo mettersi lì a memorizzare la sequenza con cui i "mattoncini" che compongono i pezzi sono stati messi uno dietro l'altro (la "sequenza", non il "senso"), e una volta fatto questo è contento perché ha capito il brano. I DT possono scrivere quello che vogliono, senza preoccuparsi di farlo con un motivo, tanto l'ascoltatore si perderà nella risoluzione del puzzle e giustificherà tutto a priori. E se componi così, a me non me ne fotte nulla che sei un dio dello strumento, perché la tua capacità tecnica ed esecutiva non serve a nulla. L'unico che si è distinto, però, a un certo punto, è stato Kevin Moore perchè ha dato prova di personalità ad esempio componendo un pezzo come Space Dye Vest, molto atipico per un gruppo come i DT, ed effettivamente totalmente agli antipodi rispetto agli altri pezzi dell'album in cui si trova (non a caso è completamente suo). Si sente che la matrice è completamente diversa, c'è uno stile, c'è personalità, è un pezzo con molto pathos, introspettivo, era già in qualche modo un anticipo di quello che si sarebbe trovato sui dischi dei Chroma Key, tant'è che i DT non hanno mai più nemmeno lontanamente provato ad approcciare un pezzo in maniera simile a quella. Va bene questa spiegazione o ho ancora una volta peccato di presunzione?