Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6906 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Le Luci Della Centrale Elettrica Live @ B-Side Pub, Rende (CS) 28.12.08
Voto:
Non ti preoccupare, Ludovica, era solo per sapere se avevi letto, non sei "obbligata" a rispondermi. Poi chiaramente se lo vuoi fare non può che farmi piacere. Ciao :)
Fates Warning FWX
Voto:
Alexander ma è chiaro che tutte le band famose hanno "proseliti" e non regolari fan, per esempio una cosa simile succede con i già citati Queen. C'è gente che arriva a dire che oltre i Queen non può esserci niente, che l'unico vero dio del canto è Freddie Mercury, che l'unico dio della chitarra è Brian May ecc ecc, e se provi a criticare MEZZA cosa (tipo: negli anni 80 hanno tirato fuori tante di quelle cagate... prendi che ne so, The Works, santo cielo che senso ha un pezzo come "Keep Passing The Open Window"? No un fan dei Queen ti risponde che è un pezzo imprescindibile, ma vabbè...) ti azzannano come cani furiosi. Non sopporto nemmeno i fan sfegatati dei Queen, però (personalissima opinione) li trovo meno fastidiosi di quelli dei DT perché almeno in parte riesco a capirli. Voglio dire: i Queen hanno scritto dei pezzi indubbiamente immortali, hanno regalato emozioni a intere generazioni, sono stati a loro modo personali, sono stati una realtà a sé stante nel panorama rock/pop pur essendo un gruppo commerciale e pur avendo milioni di difetti; i presupposti per scatenare i fanatismi ci stanno tutti e li capisco eccome, derivano direttamente dalle emozioni di gente che si è innamorata, ha pianto, sofferto e gioito grazie ai loro pezzi, e anche se non è mai bene perdere di obiettività quando si giudica un prodotto artistico in qualche modo posso capirli. Stesso potrei dire dei Pink Floyd, dei Genesis, ma per quanto riguarda i Dream Theater proprio mi preoccupa tutta questa abbondanza di attenzione per la cruda meccanica dei pezzi, l'idolatria per la mera "tèchne" (intesa come la intendevano i greci antichi, cioè il modo pratico in cui si costruisce o si fa una cosa separato dall'esperienza e dall'intenzione per come la si fa) a discapito dello sforzo per cercare una via comunicativa nuova e originale. Scusa il polpettone ma come avrai capito quando scrivo mi lascio prendere la mano e produco sempre interventi chilometrici. Insomma, spero si capisca cosa intendevo, ciao alla prossima.
Le Luci Della Centrale Elettrica Live @ B-Side Pub, Rende (CS) 28.12.08
Voto:
Ludovica ma tu non ti firmavi Friturik o na cosa simile? Mbè, se sei tu: t'avevo mandato un messaggio in privato pochi giorni fa, mi chiedevo se l'avessi letto. Curiosità. Ciaociao...
Le Luci Della Centrale Elettrica Live @ B-Side Pub, Rende (CS) 28.12.08
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Uno che si chiama Vasco in Italia non può avere nulla da dire, punto e basta.
Fates Warning FWX
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Capisco, ma ti assicuro che i DT non li stronco solo per il gusto di stroncarli, anche perché, ti ripeto, non me ne viene in tasca niente. Il problema è che sia l'estrema idolatria sia l'estremo parlarne male sono due facce della stessa medaglia, e cioè un approccio superficiale. Io i DT li ho ascoltati per molto tempo, avevo anche provato a suonarli in una band con alcuni amici ed è stato proprio in quel periodo che ho maturato certe convinzioni (poi ho lasciato perdere sia perché non ero capace, sia perché in fondo non mi importava nulla di esserlo e non l'ho mai percepito come un limite). Era un periodo, qualche anno fa, in cui nella mia città (Roma) era un fiorire di cover band dei DT (correva l'anno 1999 o forse era il 2000, era uscito Scenes From A Memory e non si parlava d'altro), e ricordo che quando andavi nei locali a vedere questi gruppi (alcuni davvero molto bravi) ti trovavi in mezzo a centinaia di persone che erano andate lì non per divertirsi, ma per giudicare se chi stava sul palco suonasse davvero "uguale" ai veri Dream Theater, tutti attenti a scrutare con sguardo giudice, tutti a contare con le dita i tempi dispari, tutti a fare equazioni differenziali per far tornare i conti sul tempo di Learning To Live, e poi a fine concerto tutti ad appuntare le virgole, tutti a fare i perfettini perché sulla rullata di 6:00 il povero batterista aveva suonato un tom al posto di un altro, o perché sul solo di chitarra di Erotomania il chitarrista non aveva fatto sentire tutte le note "come si deve", o perché il cantante aveva preso mezza stecca su qualche pezzo effettivamente complicato. Insomma, che senso ha? A parte che anche i DT dal vivo prendono delle stecche allucinanti (eh sì, sono umani anche loro), ai concerti cover degli U2, dei Pearl Jam, persino dei Queen che sono una band oltremodo idolatrata, commenti simili non li ho mai sentiti, e in molti casi la differenza con gli originali era molto più forte: la gente ballava o cantava a squarciagola pezzi ai quali aveva legati chissà quali sensazioni e ricordi, segno che la "musica" era riuscita ad avere una sua funzione artistica e comunicativa, e anche la cover band aveva raggiunto il suo scopo, cioè quello di far provare al pubblico le stesse sensazioni. Questa semplice osservazione mi ha sempre fatto pensare che sì, i DT comunicheranno pure qualcosa a chi li ascolta, ma di sicuro la componente "fanatistica" ha il suo peso non indifferente, e questa cosa è purtroppo innegabile. P.S. Per quanto riguarda gli Alice in Chains sfondi una porta apertissima.
Fates Warning FWX
Voto:
Ah... Alexander77, ti spiego una cosa: se qualcuno critica un gruppo affermato e famoso non lo fa per mancanza di umilità o per boria, perché vedi, io nella vita non faccio il musicista, e non sto in competizione coi Dream Theater perché mi devono dei soldi o perché credo di essere più bravo di loro; nemmeno ce l'ho con loro per una questione personale perché non li conosco e non me ne importa proprio niente. Io suono la chitarra col mio gruppo dentro a un box di merda, e di musica conosco forse poco, però ho anche un cervello e una cultura che mi permettono di scegliere e valutare ciò che secondo me è valido e ciò che non lo è. E sia che dica che una cosa è valida, sia che dica che non lo è, lo faccio perché è frutto di un ragionamento, che può essere confutato in qualsiasi momento, per carità, ma vorrei che fosse fatto da qualcuno che porta critiche sensate, non che parla di umiltà, di prostrarsi ai piedi di queste divinità della musica, di venerare gli déi dello strumento, perché quella è idolatria, è l'estremo opposto di quello che tu critichi. Quindi parliamo di cose concrete. Detto questo... Sai quanti musicisti "perfetti" escono fuori dai conservatori e dalle scuole di musica di tutto il mondo? Milioni. Perché dovrei curarmi di quei 5? Perché sono famosi? Perché un sacco di gente dice che sono forti? Perché quando vengono in concerto in Italia fanno il tutto esaurito? Sinceramente non me ne importa niente se sono "bravi a suonare", sai quanti musicisti bravi esistono, anche molto più di loro? Ma seriamente, basta alzare un attimo la testa per scoprire a ogni angolo gente con due coglioni così che magari gode nemmeno della metà del successo che hanno questi qua. A me interessa se un musicista ha qualcosa da dire, del resto non mi importa, è questo che fa di un musicista un "bravo" musicista, non il modo pratico in cui esegue i pezzi. E i DT non hanno davvero mai avuto un cazzo da dire dal punto di vista comunicativo, si sono sempre solo preoccupati di comporre questi enormi collage di riff, stacchi, pezzi melodici, assoli, ostinati in tempi dispari. I pezzi dei DT procedono a tappe, una dopo l'altra espongono tutta la gamma tecnico-emozionale di cui sono capaci; la differenza fra un pezzo e un altro sta solo nell'ordine in cui arrivano le solite figure: assolo, melodia struggente, pezzo thrash, ritornello, obbligato, e tutte fra l'altro rigorosamente preconfezionate e riconoscibili (prendi i pezzi melodici, sono tutti uguali: voce suadente, melodie ariose, insomma il concetto più immediato e riconoscibile di "melodia"). Sono scomponibili e rimontabili a piacere, come una costruzione fatta di Lego. Cosa deve fare di così difficile l'ascoltatore dei DT? Deve solo mettersi lì a memorizzare la sequenza con cui i "mattoncini" che compongono i pezzi sono stati messi uno dietro l'altro (la "sequenza", non il "senso"), e una volta fatto questo è contento perché ha capito il brano. I DT possono scrivere quello che vogliono, senza preoccuparsi di farlo con un motivo, tanto l'ascoltatore si perderà nella risoluzione del puzzle e giustificherà tutto a priori. E se componi così, a me non me ne fotte nulla che sei un dio dello strumento, perché la tua capacità tecnica ed esecutiva non serve a nulla. L'unico che si è distinto, però, a un certo punto, è stato Kevin Moore perchè ha dato prova di personalità ad esempio componendo un pezzo come Space Dye Vest, molto atipico per un gruppo come i DT, ed effettivamente totalmente agli antipodi rispetto agli altri pezzi dell'album in cui si trova (non a caso è completamente suo). Si sente che la matrice è completamente diversa, c'è uno stile, c'è personalità, è un pezzo con molto pathos, introspettivo, era già in qualche modo un anticipo di quello che si sarebbe trovato sui dischi dei Chroma Key, tant'è che i DT non hanno mai più nemmeno lontanamente provato ad approcciare un pezzo in maniera simile a quella. Va bene questa spiegazione o ho ancora una volta peccato di presunzione?
Le Luci Della Centrale Elettrica Live @ B-Side Pub, Rende (CS) 28.12.08
Voto:
Bravo Lux. Solo che qui non si dovrebbe parlare nemmeno dei testi perché sono l'estratto del più becero qualunquismo da bar di Lettere e Filosofia delle università pluriaffollate dai gggiovani d'oggi. Il successo che questo "artista" riscuote è solo il segno tangibile che i musicisti ormai non hanno più voglia di dire niente, e nemmeno il pubblico ha più voglia di ascoltare.
Linea 77 Horror vacui
Voto:
Titty Iron chi è? Una nuova pornostar con i seni d'acciaio?
Chroma Key Graveyard Mountain Home
Voto:
Questo poveraccio ha lasciato i Dream Theater nel 1995, sono passati 13 anni, tuttavia ogni cazzo di volta che leggi il suo nome sulle recensioni il nome "Dream Theater" appare all'incirca 14 miliardi di volte. "Era il tastierista dei Dream Theater", "ha lasciato i Dream Theater", "una volta suonava coi Dream Theater", "coi Dream Theater ha inciso Images and Words e Awake", "ma come ha fatto ad andarsene via dai Dream Theater". Sono convinto che se non fosse stato nei "Dream Theater" il 90% della gente che ora esalta le lodi di questo CD non l'avrebbe nemmeno ascoltato per sbaglio.
Fates Warning FWX
Voto:
Moore è l'unico dei DT che ha capito tutto e se n'è andato finché era in tempo... E visto il resto della sua carriera sia con i Fates Warning che con il suo progetto solista Chroma Key direi che ha fatto più che bene.