Purpulan

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Autechre Amber
Autechre Amber
28 ott 08
Voto:
Problema...
Autechre Amber
Autechre Amber
28 ott 08
Voto:
Il propbema tra primi Autechre e quelli post "Confield" può essere anche radicato a livello "affettivo" per chi li segue da lungo tempo, personalmente resta però l'impressione che, mentre prima loro dei paramentri operativi li stessero definendo, ultimamente suonino quasi "derivativi"... gente come Vainio (Pan Sonic), Nicolai (Noto) o Ikeda, pur avendo più d'un debito con "B&B", certe soluzioni le aveva già sperimentate con successo!
Autechre Amber
Autechre Amber
28 ott 08
Voto:
@ Zion: "compulsivo" a "Tri Repetae" nel senso che la geometria ritmica è meno squadrata, si fa un uso abbastanza sensibile di break beat ed accelerazioni e decelerazioni quasi "frattali", anche se i brani nel complesso mantengono quella sospensione emotiva tipica degli Autechre.
Autechre Amber
Autechre Amber
28 ott 08
Voto:
@Franci: mah, prova con qualcosa degli Ambient Temple of Imagination, anche se sono un po' vecchiotti, non suonano poi troppo datati... poi dipende cosa intendi con "world" ("Planetary House Nation" potrebbe essere mooolto world stante il titolo, meno agli effetti ; ).
Klimt 1918 Live @ Circolo Degli Artisti, Roma 25.10.2008
Voto:
Aaaah, l'introduzione coglie nel segno riguardo ad una riflessione che m'è capitato fare recentemente sul clubbing, un poco nostalgica invero: alla fine dei '90 (la mia età dell'oro... ma non solo mia, di questi tempi) la contaminazione di stili e tipologie era cosa comune e consolidata... ora ne colgo pure io una riproposizione, e spero proprio che si stiano allontanando i tempi bui in cui se andavi ad un concerto degli Okkervil River e saltava fuori che scoltavi pure, chessò, i Pan Sonic o i Sunn O))) facevi la figura del principe Myskin ("L'Idiota").
Autechre Amber
Autechre Amber
28 ott 08
Voto:
Uhm, io invece lo trovo quasi un album di passaggio: quanto a sonorità parte da dove erano rimasti ai tempi di "Incunabola" per arrivare ad abozzare le compulsioni di "Tri Repetae"... nulla di male, per carità, stiamo sempre parlando di un trade mark "Autechreiano" sin nel midollo, ma la compattezza che caratterizza tutte le loro (prime...5?!) release un poco ammanca. Giustamente è opera più evocativa che "concettuosa", resta un gran bel ascoltare.
Michael Haneke Le Temps Du Loup (Il Tempo Dei Lupi)
Voto:
Oh, Ale, se non l'hai già visto, buttaci un occhio a "Canicola" (Hundstage) di Ulrich Seidl... sempre Austriaco, ma esteticamente diverso da Haneke... per me può piacerti comunque (lui fa tabula rasa più a livello derivativo, pur essendo molto crudo!).
Michael Haneke Le Temps Du Loup (Il Tempo Dei Lupi)
Voto:
Patrick Chéreau "giustiziato" (lui e non altro) a quel modo nei primordi ha mooolto senso... così come la recrudescenza dicotomica dei due bimbi, gli unici ad essere diversamente "auto-ridefinibili"... Haneke, siuri, è per pochi, ma è troppo per buoni (quindi cattivi)!!!
Cesare Cremonini Il Primo Bacio Sulla Luna
Voto:
Grazie per il (critico) d'"arte"... ma io scherzo o ironizzo, vieppiù; cionondimeno la domanda implicita era seria... e, ex abrubtus, vorrei sapere quali sono i veri parametri di tale sperimentazione, perché mi citi al massimo Dylan (che nel periodo più sperimentale è stato sapientemente "revivalista") ed i Beatles (che hanno sperimentato alla grande, sì, ma giustappunto a "grado zero", definendo quindi ampiamente i parametri della "poppettarietà" a venire)...