Mike76

DeRango : 1,28
DeEtà™ : 7594 giorni • Qui dal 24 agosto 2005
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
DIZIONARIODELLISCIO:"L'Orchesta di Secondo Casadei è stata fondamentale per l'evoluzione della musica Liscio e per la sua diffusione. Un fenomeno culturale e di costume oltre che musicale. Per questi motivi a "Romagna Mia", un'ode struggente alla propria terra che influenzerà gran parte della produzione a venire, non si può dare meno di 5/5".
Mr.DEGUSTIBUS: "A me fa cagare" 1/5
DIZIONARIODELLISCIO:"Ma come? Non si può dare meno di 5 ad una capolavoro del genere, non conosci la storia, sei un ignorante, torna ad ascoltarti Britney Spears!".
The Beatles Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
Voto:
Al di là dello stafalcione su "Strawberry Fields Forever", la cui presenza avrebbe giovato all'album, sono d'accordo su molte cose scritte dal recensore: 1)la presenza di parecchie canzoncine sdolcinate e banali come "Lovely Rita" e, aggiungo io, "Getting Better", "When I'm Sixty-Four", "With a Little Help From My Friend", "She's Leaving Home" tanto per citare le più stucchevoli; 2)"Lucy in The sky with Diamonds" sarebbe sata una potenziale bella canzone se non ci avessero infilato quel ritornellone radiofonico; 3)concordo sul fatto che sia un album "slegato e per nulla compatto" e 4) concordo anche sui punti più alti: "A Day in the Life" perfetta pop song non banale, e l'"indianata" di "Whitin You Without You" (io aggiungo anche la stranita "Being for the Benefit of Mr. Kite!" che al recensore però pare non piaccia). Avrei evitato però di esprimere opinioni generali sulla carriera dei Fab-4 e mi sarei limitato a quest'album altrimenti, come è accaduto, qualcuno può prenderla come una crociata revisionista scaruffiana. Anche per me il voto oscilla tra il 2 e il 3.
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
"D'altronde le melodie zuccherose da diabete dell'epoca le puoi trovare ben più in altre band, nei Beatles ad esempio" @LUX: difatti dei Beatles riesce a piacermi una canzone su dieci.
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
@APPESTATO MANTRICO: non ne faccio una questione di volume ma di feedback e di saturazione, in WL/WH sicuramente l'avrebbero proposta ancora più sporca. Chi suonava gli archi come Cale? Lo ammetto, dalle mie conoscenze nessuno, onore a lui.
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
@LUX/SELLAMI: non stò rimproverando a questo disco di essere sixties, casomai di non essere così "punto di rottura" rispetto alla musica di allora come ne ha la fama. Dai commenti vedo che non sono nemmeno l'unico a pensarla così ma solo l'unico che ha voglia di spiegarsi. Lou Reed alla fine è riuscito nel suo intento di cambiare la musica dei 60, solo che qui ha lasciato il lavoro a metà (magari non per colpa sua come qualcuno ha ricordato) mentre in WL/WH ha centrato il bersaglio al 100%. Non dirò mai che WL/WH è troppo sixties. Al di là che pure a me piacciono canzoni originali come "All Tomorrow's Parties" e "The Black Angel’s Death Song", non mi pare poi che siano state granchè influenti. "European Son" e i suoi feedback, antipasto di WL/WH, invece sì ma non basta da sola a fare "un disco di rottura" soprattutto se zavorrato da robetta come "Sunday Morning", "I'll Be Your Mirror", "Femme Fatale", "Run Run Run"....poi "I'm Waiting For The Man" un anticipo di punk? Mah, io non lo sento. Un 2 ammetto che è strettino ma come ho spiegato è anche dovuto alle grandi aspettative deluse, me l'avessero presentato come "un disco anni 60 qualunque" magari gli avrei dato 4. Non era mia intenzione fare lo Scaruffi/bastiancontrario della situazione, ma solo dare un mio modesto punto di vista personale. E dai che vi metto il 3, così stanotte potete dormire :- )
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
@SUPERSOUL: io ho scritto "al di là di qualche buon pezzo ("All Tomorrow's Parties" su tutti) il sound è ancora troppo levigato e moscio, ancora troppo sixties", non che tutto l'album sia levigato e moscio. Tra l'altro quando me lo prestarono mi registrai su una cassettina i 4-5 brani che ritenevo validi epurati dalla fuffa. Ci avevo messo "All Tomorrow's PartIES" che trovo esagerato definire dark, ma che nonostante un suond tra i più puliti si fa apprezzare per una melodia austera e maestosa davvero memorabile. Di sicuro ci ho messo pure "The Black Angel’s Death Song" che non è originale per la presenza della viola (tanti gruppi dell'epoca facevano uso abbondante di archi) però Cale la suona in maniera ben più nervosa, sfiorando il noise. "European Son" è forse il brano più innovativo, più noise, effettivamente è l'unico che con una dose di amplificatori in più avrebbe potuto stare nel secondo disco. Il testo di "Heroin" non l'ho letto ma se mi dici che cambia le carte in tavola rispetto alle decine di brani con lo stesso tema lo farò a breve. Non mi sono fermato "alle melodie pop anni sessanta per accontenare Warhol", però con buon pace tua e di Lou ci sono eccome.
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
"The VU & Nico" l'ho ascoltato parecchi anni fa ma molto bene, "White Light/White Heat" invece solo recentissimamente. Non penso di dire una bestemmia se dico che se non avessero mai pubblicato il primo ci saremmo persi magari qualche bel brano ma la storia del rock non sarebbe cambiata di una virgola. In "White Light/White Heat" ci sono già i semi di tanti futuri sottogeneri del rock: dark, noise, post-rock, shoegaze etc. Questo invece non è altrettanto coraggioso, è ancora infestato da scorie di melodismo sixties oltre che da un sound non ancora sfrontato come il successore. Non dico che non sia innovativo ma che lo è ancora troppo timidamente. Influente? Può essere: la cantilena alla camomilla "Sunday Morning" è arrivata a fare da colonna sonora alla pubblicità dell'ENEL (e Warhol ne sarebbe stato felicissimo), la cover di "Femme Fatale" è stata un cavallo di battaglia nei concerti della nostra Elisa Toffoli. Pesonalmente però preferisco l'influenza di WL/WH.
The Velvet Underground The Velvet Underground & Nico
Voto:
"The VU & Nico" l'ho ascoltato parecchi anni fa ma molto bene, "White Light/White Heat" invece solo recentissimamente. Non penso di dire una bestemmia se dico che se non avessero mai pubblicato il primo ci saremmo persi magari qualche bel brano ma la storia del rock non sarebbe cambiata di una virgola. In "White Light/White Heat" ci sono già i semi di tanti futuri sottogeneri del rock: dark, noise, post-rock, shoegaze etc. Questo invece non è altrettanto coraggioso, è ancora infestato da scorie di melodismo sixties oltre che da un sound non ancora sfrontato come il successore. Non dico che non sia innovativo ma che lo è ancora troppo timidamente. Influente? Può essere: la cantilena alla camomilla "Sunday Morning" è arrivata a fare da colonna sonora alla pubblicità dell'ENEL (e Warhol ne sarebbe stato felicissimo), la cover di "Femme Fatale" è stata un cavallo di battaglia nei concerti della nostra Elisa Toffoli. Pesonalmente però preferisco l'influenza di WL/WH.
The Cure The Cure [UK edition] / The End Of The World [CD single]
Voto:
"CHIUDETE QUESTO SITO COMPLETAMENTE INUTILE" @Peachtree: ma guarda che se lo chiudono nessuno può più leggere le tue 2 recensioni e i tuoi 269 commenti.