tom traubert

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Pink Floyd Pulse - DVD
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Il barrett di cui parli tu è quello del dopo Piper, esaurito, flippato, fuso, fai tu... non è che sia sempre stato così.
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Per le interviste fai tu, ce ne sono di tutti e 5 i floyd e di tutti i periodi storici, per cui hai ampia scelta. Poi vabbè è lo stesso.
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La EMI fondamentalmente non ne capiva un cazzo della musica che suonavano quei quattro tipi. Pretesero che ci fosse un produttore di loro scelta e fiducia (Norman Smith) e che il formato fosse quello radiofonico. Per il resto si fidavano, sapevano che i singoli avevano venduto, che erano andati a Top of the pops e volevano che continuasse così, su quella linea. I Floyd, giustamente, erano ambiziosi, volevano sfondare, e si adeguarono. Con stile, certo, e con risultati strepitosi.
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E' una definizione quella sopra che non ho detto non si possa applicare a Dark Side, anzi. Ma sulla commercialità di Piper non saremo davvero mai d'accordo... pazienza. Ma non è che devi credere a me, vatti a rileggere qualche intervista.
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Ma ti prego tu... i floyd del 1967 erano continuamente soto pressione per sfornare canzoni da classifica (vedi Candy and a currant bun, Apples and oranges, paint box). Non a caso poi hanno smesso di fare 45 giri fino a The Wall. Negare che Piper fosse un compromesso artistico è davvero dura, credimi.
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Cosa c'entrano i gusti o le conoscenze dei ragazzetti di oggi? Bisogna giudicare nel contesto dell'epoca, non 40 anni dopo.
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Mi fa piacere che almeno si torni ad argomentare, la discussione almeno così è interessante e non un litigio da cortile. Io credo che bisogna giudicare con gli occhi dell'epoca e anche con gli occhi dei Floyd. Che erano molto più interessati alle composizioni dilatate e lisergiche in stile Interstellar Overdrive che al formato pop, che cominciarono a fare su richiesta. Poi certo Barrett aveva il suo modo unico e folle di scrivere una canzone pop, ma sta di fatto che si adattava al formato richiesto dalle radio. Non venitemi a dire che See Emily Play è una canzone difficile adesso... certo loro cavalcavano l'onda hip, erano interessati a un certo tipo di pubblico e non a un altro, lo sappiamo ma sta di fatto che Piper non rappresenta i Pink floyd che suonavano all'UFO club. Là si che facevano quello che piaceva a loro, le lunghe improvvisazioni, le jam deliranti, non su Piper... quello sarebbe stato un album davvero anticommerciale. E di quell'album ipotetico rimangono per l'appunto IO e Pow R Toc H... il resto è pop, bello, originale, nuovo (anche se a Londra era già trendy) ma pop. Piper per l'epoca, per come erano i Floyd, per come era la EMI, era già un compromesso. Tutto qua. Non sto dicendo che fossero pezzi poco originali o di scarso valore artistico, tutt'altro. Anzi riuscirono a coniugare esigenze commerciali con spessore compositivo, su questo non ci devono essere fraintendimenti.
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Per inciso, a mio parere gli unici album dei Pink Floyd che potrebbero (forse) definirsi "l'antitesi" del commerciale sono Ummagumma studio (che però era accompagnato da un disco live) e Animals (non c'era uno straccio di canzone che potesse diventare un singolo, caso più unico che raro nella discografia della band) ma anche qui non stiamo certo parlando di Stockhausen insomma. Ma qui semmai entra in ballo la differenza tra commerciabile e commerciale. Come dire la differenza fra De Andrè e Masini...
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Ridi ridi. Il fatto è che la EMI chiese e ottenne un album di canzonette pop di tre minuti che potessero eguagliare il successo dei primi due singoli. Barrett questo fece, canzonette (di gran classe aggiungo io) che dovevano spingere i Floyd in classifica - punto. Quindi Piper era commercialissimo sia negli intenti (e dichiaratamente!) che nei risultati. Puntualizzo che con questo l'album non perde una briciola del suo valore e che non ho tirato in ballo io la questione commerciale/non commerciale, l'ha tirata in ballo qualcuno che ha definito Piper addirittura "l'antitesi" del commerciale, quando nei fatti questo non è vero. E quando glielo si fa notare invece di argomentare (per forza, non può) si limita a sghignazzare. libero di farlo ma le chiacchiere stanno davvero a zero.
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Piper antitesi della commercialità? Altra riprova della tua scarsa conoscenza dei Pink floyd. Piper è un album di canzoni pop, fatto da un gruppo che dal vivo le canzoni pop quasi nemmeno le suonava. Piper è un disco progettato per vendere, dove il loro spazio di libertà era rappresentato da una versione concentrata di Interstellar Overdrive. Non "solo" per vendere ma indiscutibilmente era il suo obiettivo primario. Lo dicono loro stessi e lo sanno tutti. E questo non ha nulla a che vedere con la qualità del prodotto, si badi. Ma se c'è un disco "commerciale" dei floyd beh, è proprio Piper.