Copertina di Francesco Sossai Le città di pianura
sanvalentino3

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Per appassionati di musica d'autore italiana, chi ama storie di provincia, estimatori della cultura popolare e chi cerca narrazioni autentiche.
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LA RECENSIONE

  • La provincia veneta in una delle sue più emblematiche interpretazioni. L'alcool come cartina di tornasole della profondità di una amicizia. L'alcool come filo conduttore della ricerca del Senso della Vita. Piaccia o no, nel Veneto è così. Se non sei capace di tenere l'alcool tra amici e allora...Il coro dei Lanerossi è uno dei massimi esempi:"Anche stasera torneremo insachetà!" Insachetà sta per ubriachi fradici...
  • Doriano e Carlobianchi sono il Veneto profondo, popolare e per certi aspetti di sinistra. Chi ha frequentato i bar peso del Veneto sa che oltre un certo livello di tasso alcolico, anche il più ignorante degli avventori può raggiungere le vette della filosofia. È così da sempre. È l'eredità culturale dei nostri nonni. È il motore degli Alpini.
  • Doriano e Carlobianchi sono i piccoli artigiani, gli operai e gli ultimi contadini. Sono i perdenti perfetti in questa società capitalista. La società della Performance. La società della Cocaina. Con l'alcool no. Con l'alcool tutto rallenta. Tutto diventa sfumato e barcollante (bravo il regista a scegliere una definizione sgranata della pellicola).
  • L'alcool è la rivolta degli Ultimi che verranno sconfitti. Ma che combatteranno fino alla fine con un bicchiere de vin in man!

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Le città di pianura di Francesco Sossai come un ritratto autentico della provincia veneta. Alla base ci sono amicizia, alcool e la filosofia che nasce nei bar di paese. I protagonisti incarnano la lotta degli ultimi contro una società sempre più veloce e individualista. Un omaggio sentito agli sconfitti che non smettono di combattere.

Francesco Sossai


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Altre recensioni

Di  JackBeauregard

 Il film è molto debole, ha una trama esile e l'apice solo nel tasso alcolico molto, ma molto alto.

 Ma queste piccole perle annegano (anche nel vero senso della parola) tra i fumi dell’alcol e una parte centrale del film che gira un po’ a vuoto.