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Gabriele Salvatores
Mediterraneo

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Mi immaginavo, l'io adolescente, passare le notti d'estate su quel anfiteatro senza fine che è la Pedemontana Veneta,. Saltare la recinzione in un punto buio, bersi due birre e fumarsi due canne in una lieve notte d'estate osservando le scie delle stelle comete e delle macchine in corsa, confonderle e saldarle in un finto ricordo; non fosse altro che tutto è finto.

A ripensarle le mie notti d'estate, oltre a certi fatti epici, (qualcuno sa perché) sono una costante ricerca della perfezione della pigrizia: puntate all'osteria, grigliate a casa d'Enrico, lunghe notti afose tra lenzuola umidicce. L'età che non torna più. Quella libertà dai vincoli, più o meno sociali, che non proverai mai più, in un futuro che rotola velocissimo.

Così, Mediterraneo è quella stasi, quasi onirica, del sogno di una perfetta estate. Lontano dalla realtà, lontano dai problemi del mondo. Un viaggio lontano dalla brutta copia di noi stessi.

Storpiando una frase del film: alla fine arriva quel momento in cui sai che sta per finire tutto, sai che l'estate sta finendo, ma vi dico che, senza quel momento, i ricordi non possono stamparsi nella mente.

Commenti (Sedici)

federock
federock
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Mio padre ci portò a vederlo quando uscì, più volte l'ho rivisto in seguito, ed è sempre un bel film.
Hai ragione tu, certe estati cariche di libertà e di aspettative, di aggregazione e condivisione della vita, lasciano un sapore dolcissimo nella memoria...


RamirezAlHassar
RamirezAlHassar
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Scrivo per la millesima volta
Mi ha colpito tremendamente il fattore nostalgia, melanconia, saudade che permea e da cui è completamente intrisa la pellicola (sarà che ero emotivamente predisposto). Gran prova corale di tutti gli attori, piacevolmente sorpreso da gente come Bisio, bravissimo anche Alberti con la sua Silvana e Abatantuono con i suoi monologhi. I montanari, animalizzati (la scena del bacio è fantastica) che tra tutti sono quelli che meglio si sono sposati con il paesaggio atavico, bucolico e primordiale dell'isola comunicando a gesti e lontani dal centro abitativo. Isola che è protagonista indiscussa di tutto il film, che accoglie i superstiti e li ipnotizza, messa in primo piano da una fotografia fantastica spesso dal piglio documentaristico che risalta tutto il suo fascino, un paradiso terreste. Merita anche la colonna sonora ben dosata e mai sovrabbondante. Non è esente da difetti, anacronistico e con qualche stereotipo (ma poco importa) cosi come qualche scena forzata o comunque di troppo che poteva essere scritta in modo diverso -parere personale-.
Bellissimo il finale con l'isola oramai deturpata dalla flotta di turisti.


marcom63
marcom63
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Recensione simpatica e scritta bene. Un pò troppo personale e sintetica: non so se mi invoglierebbe a vedere il film, se non lo avessi già visto. Film bellissimo: mi rifaccio ai commenti precedenti.


hjhhjij
hjhhjij
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Giusta nostalgia recensorea per un film del genere. Per inciso, ovviamente è un bel film, assolutamente. Il Salvatores d'annata.


Stanlio
Stanlio
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snes
snes
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Hetzer
Hetzer
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Recensione tirata via alla stragrande.. Film gradevole e ben recitato che meritava qualche commento in più..


kloo: Credo che un film così premiato non debba aver un mio commento.
Volevo concentrarmi su ciò che ha trasmesso a me (avendolo visto ieri) e su ciò che stavolta mi ha trasmesso. Un buco nel cuore tremendo.
gaston
gaston
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Visto già un sacco di volte.
Anche con presentazione e commenti di Abatantuono.
Bella atmosfera.


proggen_ait94
proggen_ait94
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visto e totalmente dimenticato


Dislocation
Dislocation
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Sempre mi piacquero le recensioni indove si parla de dischi o film per finire a parlare de li cazzi propri... sempre così le feci anch'io, invero, ma più prolisse e lunghette, ossissì...
Mediterraneo, poi, uhm... Lo vidi all'uscita, era stato presentato come l'ultimo episodio di quella che allora fu chiamata "La trilogia della fuga di Salvatores", terzo film dopo "Marrakesh Express" e "Turné". In effetti fu davvero il coronamento di un bel lavoro, di cui avevo apprezzato specialmente il primo episodio, ma anche questo l'ho rivisto non so se cinquanta volte, negli anni, o giù di lì... Patisce un po' della voglia di ficcarci dentro un po' di tutto, dall'antimilitarismo alla cultura "erbacea" e via cantando... la fumata in compagnia e la canzone di Bisio che fugge in barca sono poco credibili, come l'inno di Mameli sull'isola che non era affatto l'inno nazionale, allora... però come apologia della fuga da tutto di chi non si adatta alla qualunque funziona ancora bene...
Forse involontariamente, il film funzionò ancora come corroborante della tesi degli Italiani Brava Gente che per tanti anni ci è stata propinata dalla vulgata popolare volta a negare le schifezze di cui anche gli italici militi si macchiarono nei territori occupati, certo molto al di sotto di quelle perpetrate dal tedesco alleato ma ci furono e furono negate e coperte per decenni, ed in parte ancor lo sono...
Il film in sé è benissimo realizzato ed ancor meglio fotografato, efficace la colonna sonora e, perdio, s'è beccato anche un Oscar. Ottima la recitazione con Abatantuono che prese la guida del tutto, ben al di sopra dell'ottimo Bigagli che era stato pensato come protagonista/narratore ma che col Diego ebbe scarsa possibilità di svettare. Ottimi tutti, rodati e scafati, da Cederna a Gigio Alberti e persino a Bisio, penzumpo'...
Poi, un bel po' poi, lessi il libro da cui era stato liberamente tratto, quel "S'agapò" che descriveva l'esperienza di un gruppo di soldati italiani ai tempi dell'occupazione della Grecia, di Renzo Biasion, e della loro progressiva "normalizzazione" da soldati occupanti a isolani liberi e felici, integrati nella società del luogo, semplice e primitiva quanto quella di una qualunque località "paesana" itlica... un libro che, addirittura, subì restrizioni alla pubblicazione a causa d'accuse di lesa maestà all'esercito italiano... figurarsi, al limite del ridicolo, proprio... tra l'altro nel film si accenna appena ad episodi di omosessualità tra i soldati, che nel libro, ad esempio, sono invece ben spiegati... e non ci sono i fastidiosi anacronismi che sono presenti nel film...
Lo ricordo, il libro, come migliore del film, come sempre accade coi libri da cui i film sono tratti, ma di poco, la bellissima fotografia "smaltata" del film era davvero un dipiù di cui la pellicola ha goduto appieno...
Buona la rece, da kloo non m'aspetto di meno...


RamirezAlHassar: A me una scena che m' ha turbato in senso negativo è quando Farina spara ai compagni dopo essersi invaghito di Vassillissa. Poteva essere gestita meglio tutta la loro "questione" secondaria.
snes: Qualcuno sa perché quella sulla fuga sia una "trilogia" e per quale motivo "puerto escondido" non ne faccia parte?
snes: Riformulo: "perché non è una tetralogia con dentro anche puerto escondido?"
Dislocation: Non so, davvero, ricordo solo le interviste a Salvatores che parlavano di trilogia.
RamirezAlHassar: Banalmente su wikipedia viene chiamata tetralogia.
Io non ho visto solamente Marrakesh express, ma Turné personalmente penso che con la fuga c'entri poco.
snes: in "Turné", la tournée è effettivamente una fuga dalla realtà per il personaggio di Bentivoglio se non ricordo male.
Dislocation: Proprio così.
dsalva
dsalva
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"Non zo"


Dislocation: Nonzo si chiamava, Nonzo...
Dislocation: Bella perè la reazione del tenente a cui si secca il colore....
kloo
kloo
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Modifica alla recensione: «Punteggiatura 2.0». Vedi la vecchia versione Mediterraneo - Gabriele Salvatores - recensione Versione 1


ZiOn
ZiOn
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Mi è sembrato pieno di retorica, buonismo e stereotipi sugli italiani. Preferisco i film del periodo "sperimentale".


Confaloni
Confaloni
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Non mi è parso il miglior film di Salvatores, di gran lunga meglio "Marrakesh express". In "Mediterraneo" non mi ha mai convinto la scelta di alcuni personaggi di restare sull'isola alla fine del conflitto, evitando di tornare in Italia. E per il semplice motivo che i legami con la madrepatria non potevano non essere forti, soprattutto in quei tempi. Chi tornava poi optava anche per darsi alla macchia per partecipare alla Resistenza e contribuire a ricostruire una nuova Italia. Non c'era, insomma, tempo per costruirsi realtà alternative nella decade dei Quaranta del secolo scorso. Nella recensione sarebbe stato adatto aggiungere qualche ulteriore riferimento alla trama del film.


Elfo Cattivone
Elfo Cattivone
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Quello che stona di questo film è che i personaggi parlano da italiani contemporanei, dubito che negli anni quaranta i dialoghi sarebbero stati gli stessi, in tutta la truppa non ce ne è nemmeno uno un po' fascistoide, zero enfasi da istituto luce.


Confaloni: Osservazione giusta e ciò rende il film per niente fedele allo spirito di quei tempi.
madcat
madcat
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Mah, leggo commenti che fanno riferimento al fatto che il film sostanzialmente non sia abbastanza realistico, dimenticando che non era sicuramente quella l'intenzione, come non lo era per Ka Vita è Bella, eppure anche lì lo attaccarono per quella ragione. Detto questo, il film è un capolavoro, inutile girarci intorno. Probabilmente il suo più completo, anche se io ho un ossessione particolare per il successivo, Puerto Escondido, che raramente vedo citare, probabilmente perché non ufficialmente facente parte della trilogia della fuga, quando si dovrebbe invece parlare di una quadrilogia. Raggiungerà poi questa perfezione di nuovo con Io Non ho Paura,probabilmente


RamirezAlHassar: Capolavoro... termine abusato
madcat: Hai ragione, effettivamente. Però non è che nella sua immensa (intendo per quantità) filmografia utilizzo il termine per molti altri suoi film. Probabilmente userei il termine anche per io non ho paura e basta

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